[Rubrica: Se Fosse#18] Intervista a Luciana Manco


INTERVISTA A LUCIANA MANCO

Buongiorno amici miei, oggi voglio presentarvi una scrittrice interessante, intrigante e profonda. Le sue parole vanno sempre a segno e le sue storie non sono mai banali. Anzi. Sto parlando di Luciana Manco, donna salentina passionale e appassionata. Qui trovate i suoi racconti.

Ciao Luciana e benvenuta tra gli amici de “La Fenice Book”. Scrivi, conduci una trasmissione radiofonica e ti occupi di Scrittura creativa. E poi? Chi è Luciana?

Non la conosco benissimo. Ma so che la salva l'ironia. Che parla poco di sé ma ascolta tanto. Che ha paura di molte cose. Che alterna violenza a tenerezza. La vedo sempre intenta a costruirsi un guscio di parole, che purtroppo non protegge dalle intemperie.

Non credo di sbagliare se affermo che sei un' esperta di erotismo. Qual è il confine tra erotismo e pornografia?

Credo che non esista al mondo qualcuno che possa definirsi esperto di erotismo. Sarebbe come dire che esiste un esperto dell'amore, concetto ormai banalizzato, ma che difendo e sostengo. Per me l'erotismo e la pornografia sono diversi per le intenzioni. L'erotismo permette di immaginare scenari inaspettati, sensazioni quasi surreali, come se il piacere fisico passasse attraverso altri canali che hanno a che fare con una parte profondissima di noi. La pornografia riporta tutto in superficie, sulla pelle, tra le gambe, in bocca. Diventa materia, si concretizza, e l'atto può essere scollegato dall'emotività. Solo Moana riusciva a rendere erotica la pornografia. Di lei volevi vedere gli occhi, non la dilatazione della sua carne.

Usi le parole come fossero carezze e schiaffi. Non ti perdi tra le righe. Quando hai scoperto di saperlo fare?

Quando sono stata costretta a sostituirle agli atti, a quegli schiaffi e a quelle carezze di cui parli. Ho scoperto di saperlo fare nello stesso momento in cui ho scoperto la mancanza, il mio limite da essere umano. Le parole scritte mi sono sempre sembrate una prosecuzione di ciò che si può dire con lo sguardo. Non ho mai avuto velleità artistiche. Non ho mai sognato di essere una scrittrice. Ho solo organizzato la mia vita in modo che la scrittura rimanesse un caposaldo.

Penso tu sia la persona giusta per dare consigli agli autori emergenti. Dimmi tre cose che bisogna assolutamente fare se si vuole scrivere un romanzo di successo?

Non esiste un metodo, questo si sa, è inutile dirlo. Non si dovrebbe nemmeno ambire al successo, perché in tal caso bisognerebbe accontentarsi di essere Fabio Volo. Ma di certo bisogna saper guardare, saper raccontare ciò che si vede con onestà. Nei miei laboratori di scrittura creativa cerco di comunicare ai partecipanti l'importanza di prendersi le parole da dentro, dal petto, di cercare quella forza che ti piega sul foglio. Di metterci la propria vita, che è importante come quella degli altri. Senza l'intenzione di insegnare qualcosa.

Un segreto, un sogno, un viaggio ancora da fare...

Di segreti ne ho troppi. Un sogno irrealizzabile è quello di voler essere amata, sempre, da tutti. Ma faccio a volte, ed involontariamente, dei danni che non mi vengono perdonati. Oppure ci sono persone che odiano, così, come si beve un bicchiere d'acqua. Vorrei fare più viaggi di quelli che faccio, ma mi terrorizza volare, eppure sogno spesso di farlo. E vorrei stare bene, poter mangiare e bere vino rosso con chi amo. Ridere. Smettere di avere paura.

SE FOSSI...
Se un libro o un autore fossero musica...fossero un film, un colore, una città ...Ognuno di noi nel nostro immaginario crea mille mondi, mille volti e mille ideologie. Invece di inserire le solite recensioni e le solite interviste assocerò questa meravigliosa idea di immaginare se un autore fosse...o un libro ...a seconda dei casi...

Lecce, la mia città, perché ho questo limite tutto salentino di farmi esplodere il cuore di bellezza ogni volta che ritorno a casa. E poi la pietra leccese, che più passa il tempo e più diventa dura, e ciò che prima incideva facilmente la superficie, fa, di volta in volta, più fatica.


Il nero, che comprende tutti i colori o anche nessuno. Che è il tutto o il vuoto. Che mi cresce sulla testa e mi nasconde.



Il tuo stile di Leo Ferrè, Chiudi Gli Occhi (La Vita E' Un Sogno) di Faust'o, sarei Lounge act dei Nirvana, e mille altre canzoni, più di mille.


Paz! Di Renato De Maria, perché amo Andrea Pazienza e tutto ciò che lo riguarda, che lo ha sfiorato, sarei Lezioni di piano di Jane Campion, Il danno di Louis Malle, tra i più recenti La vita di Adele di Abdellatif Kechiche. Anche in questo caso è difficile scegliere, ma faccio affidamento alle prime cose che mi vengono in mente.

Commenti

  1. Bellissima intervista! Penso che l'autrice sia una persona molto interessante. Non ho mai letto un suo libro, ma ora non vedo l'ora di farlo!

    RispondiElimina
  2. Lecce! *-* Anche io la adoro! Se potessi ci andrei ogni Sabato sera! Non ho mai visto una città così viva anche di notte *-*

    RispondiElimina

Posta un commento