“Ce l’ho solo io (la favella)": la logorrea al maschile

Ciao, chi sono? Mr. Logorroico e sono qui per dialogare (con me). E’ da tempo che ti parlo, ma non abbiamo mai avuto modo di conoscerci”.

Da psicoimpavida, girottolando sul web, ho digitato “Logorrea Maschile” e “Logorrea femminile”. Ho constatato che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Ovvero, il risultato è uno solo e prende di mira le donne: la voce femminile danneggia il cervello dell’uomo, afasia maschile vs logorrea femminile, 101 modi per far soffrire gli uomini, cosa fare contro la logorrea femminile, donne rumorose, uomini silenziosi ecc…
Pregiudizi che ancora sopravvivono nella nostra società o timidezza del maschio alfa nel volersi dichiarare come “soggetto avente diritto di trovarsi in una situazione di disagio?”. Serve un break: la psicologia non è più solo “femmina”!

Vorrei capovolgere almeno una statistica (la più esilarante): “Donne logorroiche: 20mila parole al giorno. Gli uomini si fermano a 7mila!” Ma in quale mondo! Forse in quello onirico.

Obiezione, spero, accolta anche da voi uomini – se non mi/vi volete ingannare – accompagnata da una magra risata, visto che io, per esempio, mi sono prosciugata nell’ascoltarvi. Porto me stessa qua dentro, non una statistica anche perché non mi sono mai fidata troppo dei numeri (e nemmeno delle parole) e 8 tipi umani, pure loro tutti testati sul campo e sull’orecchio…
L’incontinenza verbale sta diventando un’arte maschile. Ma chi sono questi uomini? In questi 8 anni di status single, ho testato sul campo. Mi ritengo una sopravvissuta, credente non praticante, al momento, dell’amore, ma la mia soglia nell'ascoltarli si è notevolmente abbassata. I maschi dalla chiacchera lunga sono in costante aumento, capaci di parlare incessantemente senza accorgersi di massacrare i coglioni a noi donne. Subire un discorso di un blablablauomo può indurre alcuni sintomi come sonnolenza, disperazione, follia omicida fino all'autolesionismo! Ho stilato un bignami dei logorroici più diffusi. L’ordine è puramente casuale – non voglio fare un torto a nessuno – anche se l’inconscio non lo posso tenere a guinzaglio. Lascio a voi adesso scoprire a quale categoria appartenete e per voi donne, in quale tipologia vi siete imbattute.

1. Il logorroico “ce l’ho solo io” (la parola). Questa tipologia ha un’idea competitiva della comunicazione. Se gli dici che hai il raffreddore, lui ti dice che è in coma – vigile, infatti ti parla. Lui, comunque, ha sempre la prima e l’ultima voce in capitolo, che è naturalmente più “lunga” della tua.

2. Il logorroico “specchio”. “Sai, mi è accaduta la cosa più assurda del mondo? “Mi sono salvata da un incidente in mare aggrappandomi alla pinna di un delfino che mi ha trascinato fino alla riva”. E lui risponde “Anche a me” (e tu che imprechi silenziosamente contro quel mammifero). Rompete lo specchio. Per effetto boomerang, la disgrazia tornerà meritatamente a lui.

3.Il logorroico “dagli effetti speciali”. Questa categoria di uomini, per raccontarti un fatto normalissimo, impiega tre ore. Tu vorresti dirgli “sì, sì, ho capito”, perché sai benissimo dove andranno a parare (ti stanno raccontando che a cena hanno mangiato la pizza fatta in casa, mica la trama di un libro di Murakami ). Ogni loro racconto parte così: “No, niente”. Ecco: ma se è “No, niente”, perché diavolo me ne parli?.

4. Il logorroico “insicuro”. Questa tipologia è quella più “scusata” e “socialmente accettata”. Sono coloro che hanno urgenza di parlare del proprio vissuto, delle proprie emozioni, che tuttavia non elaborano mai veramente, ma che semplicemente ripetono fino all'autoipnosi regressiva. E qui si arrivata direttamente al digestivo! Alla base di questo atteggiamento c’è di solito una forma d’ansia, una tensione emotiva, legata all'insicurezza rispetto a il valore percepito di sé.

5. Il logorroico “narciso”. È un uomo convinto che ciò che ha da dire sarà sempre molto più importante di ciò che hai da dire tu. Che si tratti di un complotto internazionale in cui è coinvolto o della descrizione accurata su quanto tempo ci ha messo per prendere sonno (impossibile, anche il sonno gli rema contro: parla anche con lui). Adora il frastuono delle sue parole. E’ più eccitante del tuo décolleté (che sia scarpa o scollatura).

6. Il logorroico distratto. E’ una tipologia in rapida ascesa, che ti rapisce o ti investe – nella peggiore dell’ipotesi . Risulta essere, comunque, la più divertente visto che, perdendosi nel labirinto delle sue parole, riesce a scambiare il tuo collutorio con il sapone per le mani, a rompere il bicchiere mentre si alza da tavola – per forza, sta parlando con te anche quando va in bagno. Non è pericoloso, se non quando trascina via il seggiolotto – con bambino annesso – durante l’uscita dal ristorante, per via dell’ammappamento della bocca.

7. Il logorroico dilagante. Tipologia maschile particolarmente perfida. Si trasmette da persona a persona, per via aerea. Lo sbrodolamento verbale può contagiare anche le persone che lo circondano, senza che loro se ne rendano conto. Un morbo verbale infettivo che crea l’effetto farfalla. Sbattendo le sue parole è in grado di provocare un ciclone in Asia. Un brusio in mondovisione!

8. Il logorroico compulsivo. In questa categoria si rinchiudono ops scusate racchiudono (meglio la prima a pensarci), coloro che ripetono in maniera compulsiva lo stesso concetto, il loro cavallo di battaglia. Tu speri di fare una variazione sul tema o cavalcare quel cavallo. Il salvataggio femminile non funziona, neppure in questi casi. E’ un disco che non si rompe, ma rompe. Questi uomini parlano con chiunque, ovunque, anche con il palo della fermata dell’autobus, da cui intanto tutti sono ovviamente scappati.

Compiti per casa (per tutti): fare retromarcia, riscoprire il silenzio e il piacere dell’ascolto, prima che qualcuno si faccia male! Se non ci riuscite, alla terza volta , consultate uno specialista (e lasciatelo parlare), la vostra logorrea potrebbe appartenere ad una forma severa!

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