Un dolore che arriva da lontano, una storia lunga e dolorosa. Tu sei Amore.

Ciao LadyBi,


Ci ho pensato un po' prima di scriverti, ma ora eccomi qui.
Un marito, una figlia, un amante e un dolore che non va più via.

Un dolore che arriva da lontano, una storia lunga e dolorosa. Ma forse solo parlandone riuscirò a liberarmene. Non ho niente da chiederti, solo uno spazio per sfogarmi.

Era il 1999 e io persi la testa per un ragazzo. All'epoca avevo 20 anni, qualche storiella estiva, un paio di baci veri, ma niente di più. Lui abitava di fronte casa mia, aveva qualche anno in più e uno sguardo dolce. Quando papà beveva e in casa partivano insulti, urla e schiaffi io mi  barricavo in camera, la musica nelle orecchie e gli occhi al cielo. Un giorno i miei occhi incontrarono i suoi e da allora non mi sentii più tanto sola. Ogni sera ci guardavamo e ci scrivevamo messaggi sui fogli degli album da disegno. Io con l' uniposca rosa e lui verde. Erano messaggi pieni di dolcezza e tenerezza. Era complicità e voglia d'amore. Nacque una storia bellissima che forse sarebbe diventata famiglia, se mia madre non ci avesse messo le mani sopra, rendendo tutto uno schifo, come tutto quello che toccava. Loro due avvinghiati nel letto dei miei. Come se non bastavano le botte di papà e le sue mani ovunque. Se ci penso ancora mi viene da vomitare. Lasciai lui all'istante, misi due cose nel borsone e me ne andai. Lasciai tutti. Lasciai tutto. Odiavo loro e odiavo me stessa. Me ne andai a Londra. Mi misi a lavorare. E mi feci una promessa. Niente più mi avrebbe fatto tanto male. Non avrei più permesso a nessuno di stritolarmi il cuore.

Mio marito lo conobbi qualche anno dopo. Un bel sorriso, gli occhi buoni e una bella posizione. Mi sembrava la mia rivincita sulla vita. Ma si sa, il destino è beffardo. Sapeva parte della mia storia, sapeva che non amavo parlarne e gli andava bene così. Mi amava per quello che ero. Fino alla nascita di nostra figlia. Poi è cambiato: le attenzioni erano tutte per lei. L'amore era tutto per lei. Poi quella sera. La cena non era ancora pronta, Matilde era dalla nonna, lui era nervoso per il lavoro e quegli schiaffi gli sono, forse, sembrati il finale più giusto. Restai immobile qualche tempo. Negli occhi il passato era di nuovo lì. Mi chiese scusa subito dopo, ma io ero già lontana. Il giorno dopo non ero più io. Ero di nuovo la Martina che era partita da Roma quel 1999, piena di schifo, di odio e di astio. Sto ancora con mio marito, non ha più alzato un dito contro di me, ma io non lo amo più. Ho un amante e forse non amo nemmeno lui. Ma la cosa più brutta è che non amo più mia figlia e nemmeno me stessa. Mi odio per tutto questo non amore.

Scusa per lo sfogo e grazie per questo spazio così accogliente.
Martina.

Ciao Martina,


Mi tremano le parole e il cuore. Ho letto la tua lettera tutta d'un fiato e ora non ne ho più. Senza fiato e parole. Solo tanto dolore per il tuo passato, per tutto il male che ti hanno fatto, per questo non sapere più amare. Ma credimi, tu sei amore. Scrivimi ogni volta che vuoi, e io sarò qui ad ascoltarti, a tenerti, ad amarti.

Ti abbraccio fortissimo,

Aspetto tutte le vostre lettere all'indirizzo: lafenicebook@gmail.com

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