29 marzo 2017

[Anteprime Iperborea] Collana Luci: Gli uccelli di Tarjei Vesaas - Niels Lyhne di Jens Peter Jacobsen - Il nano di Pär Lagerkvist - Il pomeriggio di un piastrellista di Lars Gustafsson


Nel 2017 Iperborea festeggia 30 anni con una nuova collana, Luci, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i grandi classici pubblicati agli albori della casa editrice e introvabili da anni.

Dieci titoli che rappresentano anche un viaggio ideale attraverso 150 anni di letteratura scandinava sulle sue vette più luminose. Una nostra scelta personale e arbitraria, come lo può essere una compilation, tra gli autori che meglio hanno espresso con i loro libri ciò che più amiamo della letteratura venuta dal freddo: i grandi orizzonti, il piacere del racconto, i dilemmi etici ed esistenziali, l’eterno interrogarsi sull’epica, farsesca, tragicomica vicenda umana. E l’attitudine molto nordica di non prendersi mai troppo sul serio.

Un viaggio dedicato ai lettori che ci hanno accompagnato libro per libro fino a questo bel traguardo. In particolare a quelli che alle fiere, via email, via lettera, sui social network reclamano «quando ristampate quel…?». Questi dieci titoli sono tra i libri che negli anni ci avete più richiesto. Li riproponiamo con traduzioni aggiornate e nuove postfazioni in una veste grafica ideata da xxystudio. Le immagini originali delle illustrazioni in copertina sono state realizzate con la tecnica del linocut.

[Recensione] L'astuzia della volpe di Maura Maffei e Rónán Ú. Ó Lorcáin


Buona giornata cari Lettori! Per la recensione di oggi parleremo dell'ultimo volume della trilogia storica ambientata in Irlanda edita Parallelo45.

L'astuzia della volpe riprende il racconto esattamente dove si era spezzato nel secondo capitolo della trilogia. Il capostipite della famiglia Uí Bhrolcháin è in fin di vita, prima di morire nomina il suo successore che contro ogni pronostico è Hugony, l'uomo che Bran disprezza più di tutti. Mentre un grave pericolo sta per abbattersi sui sacerdoti cattolici che clandestinamente celebrano messe per i fedeli, la lealtà di Hugony verso i cattolici sarà messa definitivamente ala prova, così come l'amore di Bran per Labhaoise.

Questa trilogia storica ambientata nell'Irlanda del 1700 ha saputo appassionarmi trasportandomi in un'epoca lontana ma estremamente affascinante. Protagonista indiscusso della storia stavolta è Hugony, il pastore anglicano legato da un legame familiare ai cattolici irlandesi. E' proprio questo legame, e l'amore per la defunta moglie, a metterlo a capo di quella che ormai è diventata una vera rivolta contro gli oppressori inglesi.
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Insieme a lui torneranno anche Bran e Labhaoise, il cui amore rappresenta un po' una rinascita, la rinascita stessa della gente irlandese che cerca di riprendersi quello che gli è stato crudelmente tolto.
Questo terzo capitolo della storia costituisce il degno finale di questa trilogia che ha saputo raccontare con maestria un periodo storico buio per l'Irlanda, concentrandosi sulle piccole cose, sui piccoli gesti che spesso sono passati inosservati ma che alla fine, poco per volta, sono riusciti a fare la differenza.

Ormai lo stile degli autori, così scorrevole ma allo stesso tempo magico ed evocativo, mi è familiare. Leggere delle famiglie Uí Bhrolcháin e Uí Chléirigh è stato un po' come tornare a casa. Ho apprezzato l'evoluzione dei personaggi, specialmente l'evoluzione del rapporto tra Bran e Hugony, due dei personaggi più interessanti del racconto. La storia è ricca di particolari storici, di dettagli interessanti e sopratutto può contare su un'ambientazione meravigliosa che diventa un'ulteriore protagonista.

Molto belli anche gli spunti storici legati alla religione. Gli autori hanno saputo dosare sapientemente storia e fiction creando un racconto che riesce a catturare completamente il lettore e a renderlo parte della storia. Un perfetto finale per una trilogia che merita di essere letta! Buona lettura!

"Notte silenziosa di luna. Silente sonno di stelle. Bisbiglio di cielo in preghiera."

28 marzo 2017

[Rubrica: Italian Writers Wanted #91] La Guardiana degli Spiriti. Le Cronache dei cavalieri della notte di Federica D'Avola - Tenaci Terapie D'Amore di Natasha Genovese - Il sentiero delle luci di Giampiero Calabrò - Le bugie dei bravi ragazzi di Barbara Raymondi - Il profumo della buccia d'arancia di Veronica Consolo

Buongiorno miei cari #FeniLettori, novantunesimo appuntamento con la rubrica "Italian Writers Wanted". Ogni giorno, riceviamo tantissime e-mail , molte di autori emergenti e non, in self o di piccole case ed. Abbiamo sempre dato il giusto spazio a tutti ma da oggi abbiamo deciso di creare una rubrica che racchiuda tutte le segnalazioni (di libri già usciti o che ancora dovranno uscire) che ci mandate. Di volta in volta, ogni settimana, presenteremo un massimo di cinque autori...sperando di farvi cosa gradita. Buona Lettura!
Pagine: 132 E-book: 3,59
Editore: Germani Editore
Uscita: 31 Maggio 2016
Laila è una tranquilla e un po’ annoiata quindicenne che trascorre le sue giornate in cerca di novità per fuggire dalla routine, fino a quando una musica, proveniente da una casa abbandonata, non la trasporta in un avventura incredibile che la cambierà per sempre. L’impossibile smette di essere tale e si intreccia alla sua vita. Una storia di amicizia e passioni, di avventure e combattimenti, in cui un gruppo di adolescenti è costretto ad affrontare delle minacce ben più grandi di quelle della propria età. Un racconto soft horror e di formazione che appassionerà i giovani lettori, regalando qualche brivido; ma anche la storia di un gruppo di amici che insieme cercano di affrontare le eterne problematiche del diventare adulti.
Federica D’Avola, nata il 2 marzo del ’91 (anni 26). Vivo a Scordia, in provincia di Catania. Studio Ingegneria Aerospaziale alla Kore di Enna e sto per laurearmi. Adoro leggere e mi rilasso scrivendo racconti, soprattutto gotici o fantasy. Sono appassionata di videogiochi e degli anime giapponesi oltre che dei manga.

[Recensione] I sette peccati di Hollywood di Oriana Fallaci


Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi torniamo a parlare di Oriana Fallaci con uno dei suoi primi libri che racconta la sua esperienza nel patinato mondo del cinema di Hollywood.

I sette peccati di Hollywood fu uno dei primi libri pubblicati dalla Fallaci, un romanzo che raccoglieva le impressioni sulla sua esperienza da giornalista a Hollywood, dove ebbe l'opportunità di toccare con mano quel mondo che sembrava tanto magico. Oriana si imbarcò in una vera e propria avventura americana, più volte viaggiò in America dove incontrò vari personaggi come registi, attori o semplicemente divi del cinema. Col suo stile ironico e spesso pungente, la Fallaci descrive senza peli sulla lingua quella che era la realtà di quel mondo e di chi lo abitava, svelando segreti e retroscena di un luogo che simboleggiava i sogni stessi.

Il mio amore per la Fallaci ormai è cosa risaputa, sto cercando di leggere almeno uno dei suoi libri ogni mese, entro quest'anno vorrei leggere tutti i suoi libri pubblicati. Avendo trovato estremamente interessanti le interviste contenute in Intervista con la storia, ho deciso di proseguire con il resoconto delle avventure hollywoodiane di Oriana. Hollywood all'epoca, e forse ancora un po' oggi, era considerata una sorta di Dream land, il luogo dove i sogni potevano diventare realtà.

Oriana parte per l'America alla scoperta proprio di questo luogo che dall'esterno sembra così magico. Nel corso del tempo, attraverso interviste ed eventi a cui parteciperà in prima persona, scopre che quella magia non è tanto presente, che Hollywood è un posto come tanti e che i divi venerati dal pubblico sono persone esattamente come lei e noi.

Con ironia e la battuta sempre pronta, anche nei riguardi delle proprie disavventure, la Fallaci descrive il mondo del cinema come nessuno ha mai fatto. Senza nascondere nulla ai suoi lettori, Oriana rivela segreti, intrighi e sopratutto i retroscena di quel mondo che dall'esterno potrebbe sembrare perfetto ma che in realtà è il riflesso della società da cui è nato. Incontrando e intervistando tanti divi dell'epoca, come Judy Garland, Kim Novak, Orson Wells, Burt Lancaster e molti altri.

Letteralmente frugando in quel microcosmo americano e infiltrandosi nella vita di Hollywood, Oriana riesce a dipingerne un quadro preciso, estremamente lucido e privo di quella patina di glamour che solitamente circondava quel luogo. Il libro spazia tra vari argomenti, ma come sempre credo che la parte più interessante siano proprio le interviste. Attraverso le parole della Fallaci i divi di Hollywood diventano esseri umani.

Ho trovato particolarmente interessante il modo in cui è riuscita a spogliare Hollywood di tutti quegli elementi che la rendevano Hollywood, il modo in cui Oriana è riuscita a demitizzare quella piccola società rendendola quanto più vicina possibile alla realtà. Scritto magnificamente, interessantissimo e attuale, pur essendo stato scritto oltre 50 anni fa, questo libro non fa che confermare quanto la Fallaci sia stata una grande giornalista e autrice, nonchè una grande donna. Buona lettura!

"A Hollywood, dove tutto ricorda un cimitero e si sente puzzo di fiori appassiti, non si muore mai."