1 aprile 2015

[Recensione] Sei il mio sole anche di notte di Amy Harmon


Buona giornata cari Lettori!Oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha piacevolmente sorpresa...

Sei il mio sole anche di notte è una storia di amore, rinascita e seconde occasioni! Ambrose Young è la star della piccola cittadina di Hannah Lake in Pennsylvania, lottatore di talento, non ha mai perso un incontro e viene celebrato e ammirato da tutti i suoi concittadini. Come se ciò non bastasse Ambrose è anche bellissimo e ha ottenuto una borsa di studio prestigiosa per l'università. Decisamente troppo per Fern Taylor, ragazza ordinaria, timidissima e da anni innamorata di Ambrose. Unico vero amico Bailey, il cugino affetto dalla Sindrome di Duchenne, ma con una forza di vivere e una volontà che superano qualsiasi barriera che la sua malattia gli impone. Poi arriva l'11 Settembre 2001, l'America assiste in diretta al crollo delle Torri gemelle e tutto cambia...Ambrose decide di abbandonare l'idea dell'università e si arruola nell'esercito, insieme ai suoi quattro migliori amici. Vengono mandati in Iraq e da quella missione solo Ambrose torna vivo, ma profondamente cambiato. Non è più il ragazzo modello, il lottatore che la città conosceva. E' un uomo a cui è stato tolto tutto, i suoi amici sono tutti morti nell'attentato e lui stesso ne è stato brutalmente sfigurato. Il suo viso non è più quello di una volta, i capelli lunghi, suo tratto distintivo, se ne sono andati, ha perso un occhio e un orecchio. Quando torna in città si isola, fino a quando Fern non lo ritrova, perchè per quanto sia cambiato, per lei è sempre il ragazzo di cui si era innamorata...

Mi aspettavo un romanzo diverso, almeno dalla cover e dal titolo che diciamolo pure sono abbastanza fuorvianti, ma in realtà questo libro non è affatto uno dei soliti Young adult che finisco sempre per bocciare, è completamente diverso. Non si tratta della solita storia d'amore tra la ragazza ordinaria e il ragazzo bellissimo, questa è principalmente la storia di una rinascita, della rinascita di Ambrose, che da atleta eccezionale e poi soldato è diventato un uomo spezzato, qualcosa dentro di lui si è rotto dopo la missione in Iraq. I suoi amici sono morti e lui non riesce a perdonarselo perchè sa che la spinta per arruolarsi è venuta da lui. Non è più un atleta perchè avendo perso un occhio e non sentendo più da un orecchio ha perso l'equilibrio e tutte quelle caratteristiche che lo rendevano un lottatore straordinario. Sopratutto ha perso la dignità e la voglia e la forza di ricominciare a vivere.

E' anche la storia di come una ragazzina ordinaria, forse bruttina, si è trasformata in una bella giovane donna, che però non ha perso la capacità di vedere oltre quello che c'è esteriormente. Fern in Ambrose continua a vedere il ragazzo che conosceva, il ragazzo che era partito per la guerra per il suo paese. Fern vede oltre le cicatrici, oltre le ferite che non si rimargineranno mai, vede solo l'uomo che ha sempre amato, che forse non ha più l'aspetto di una volta, ma che alla fine è sempre lo stesso. E poi c'è Bailey, il personaggio cardine del romanzo, il punto fermo della storia, l'esempio calzante di come, nonostante la malattia, le difficoltà e le limitazioni, la voglia di vivere vince su tutto!

Bailey sa che non sarà mai un ragazzo come gli altri, sa che non farà mai le cose che fanno tutti e sa che probabilmente non supererà i 20 anni, ma continua a combattere! E lo insegna anche a Fern e poi ad Ambrose. Questa è una storia di coraggio, una storia che tratta tanti temi importanti e lo fa delicatamente ma allo stesso tempo travolgendo il lettore. C'è tutto in questo libro: l'amore, il coraggio, la forza di ricominciare, l'amicizia, la fede, tutte quelle cose che ci permettono di andare avanti.

Questo romanzo è stato un'altalena di emozioni! Ho pianto, ho riso per le battute di Bailey e mi sono emozionata, l'autrice ha creato una storia bellissima, ricca di pathos e di insegnamenti importanti! Una di quelle storie che non ti aspetti, ma che ti lasciano nel cuore tante belle sensazioni!

"La vera bellezza, quella che non svanisce e non crolla, ha bisogno di tempo. Di fatica. Di una resistenza incredibile. È la goccia lenta a creare una stalattite, il tremito della Terra a dare origine alle montagne, il continuo infrangersi delle onde a spezzare le rocce e smussare i margini più aspri. E dalla violenza, dalla foga, dalla furia dei venti, dal rombo delle acque, emerge qualcosa che è migliore, qualcosa che altrimenti non sarebbe mai esistito. Per questo noi resistiamo. Abbiamo fede che esista uno scopo più elevato. Speriamo in qualcosa che non possiamo vedere. Crediamo che ci sia un insegnamento nella perdita, che ci sia potere nell’amore, e che dentro di noi ci sia il potenziale di una bellezza tanto magnifica che i nostri corpi non possono contenerla."

31 marzo 2015

[Anteprima] Qualcosa che somiglia al vero amore di Cristina Petit

GLI IRRESISTIBILI ABITANTI DI RUE LE MONDE 14

CLÉMENTINE La ragazza allegra e spensierata che aiuta i bambini problematici con il potere terapeutico dei libri e delle parole.
HECTOR Il saggio portinaio che coltiva con amore il suo giardino ma anche le amicizie.
ADELAIDE VALENTINE La pianista che incanta i condomini con le sue affascinanti melodie.
RÉMY Il bambino che ha inventato il rito del loro palazzo: il tè del mercoledì.
DELPHINE La sorella adolescente di Rémy che resta sempre chiusa nella propria stanza per paura del contatto con gli altri.

Pagine: 256 Prezzo: 14,90 Euro
In libreria: 23 aprile 2015
Clémentine vive a Parigi, al numero 14 di Rue le Monde, in uno splendido appartamento che si affaccia suitetti della  città.  Ė  una ragazza  allegra e spensierata,  e  fa  un lavoro che ama moltissimo:  legge libri  aibambini in difficoltà, cercando di aiutarli a superare le loro paure con la terapia delle parole. Albert è un giovane scrittore che, dopo aver visto Clémentine per strada, ne è rimasto folgorato al punto da scrivere  un  romanzo  scegliendola  come  protagonista.  Una  volta  pubblicato,  Favola  d’amore  a  Parigi conquista il pubblico francese, che si innamora di quel libro scritto con il cuore. Anche Clémentine lo legge,e ha uno strano presentimento. C’è qualcosa di speciale in quel libro, qualcosa che le appartiene… Nel frattempo Thomas, ex inquilino dell’appartamento di Clémentine, le telefona chiedendo di un libro cheha dimenticato lì prima di cambiare casa. Quella copia di  Hansel & Gretel è l’unico ricordo che aveva delnonno, sopravvissuto all’eccidio nazista del Velodromo di Parigi. Clémentine non crede alle sue orecchie: si tratta del libro più importante della sua infanzia, lo stesso che sua nonna leggeva sempre a lei e al suo fratellino, Tobias... Ma c’è ancora qualcosa che la lega a Thomas, questo ragazzo che neppure conosce, senon per telefono. D’altra parte, nei romanzi come nella vita reale, il più grande dono dei libri è quello diunire le persone…
Cristina Petit è nata e scresciuta a Bologna dove ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere e dove insegna in una scuola primaria. Ha viaggiato molto, sia per piacere che per cause umanitarie, e ha vissuto a lungo all’estero. Sposata, ha tre bambini che le hanno spalancato orizzonti nuovi e inimmaginabili. È molto conosciuta in rete grazie al suo blog maestrapiccola; hha scritto numerosi libri per bambini e con questo romanzo esordisce nella narrativa femminile.

[Recensione] Il miniaturista di Jessie Burton


Buon Martedì cari #FeniLettori! Dopo uno sfogo personale, sul mio profilo privato, eccomi qui a mettere un altra recensione. 

 Il libro di cui parliamo oggi è un libro molto controverso, a mio modesto parere potrebbe piacere e non piacere. Il miniaturista di Jessie Burton è uno scritto difficile, complicato per alcuni versi, con tempi e modi tutti suoi, come la protagonista Petronella Oortman e come la miniaturista, invisibile agli occhi.

 Il libro è una grossa metafora, anzi in esso sono comprese tante piccole massime che ognuno di noi dovrebbe imprimere nel cuore e nell'anima. E' ambientato nel XVII secolo ad Amsterdam, una città di mercanti, di monete e di benessere, fervida di apparenze (come in tutti i paesi ancora oggi) ma corrotta all'interno, una corrosione, un marciume che si annusa mille miglia lontano.

Soldi e bellezza si fondono in questo scritto sublime a volte confuso e disarmante ma completamente attraente. Che spinge a leggere oltre e concludere in un batter di ciglia le pagine. Una storia, dentro la storia. Una casa, dentro una casa. La miniaturista ci vede? O è solo ciò che noi vogliamo vedere? Amore negato, amore strano, amore traviato sono gli elementi che si confondono in questa storia. Nessun romanzo d'amore, nessuna dolcezza in questa crudeltà che si parerà dinanzi ai nostri occhi.

Petronella è la protagonista del romanzo, una giovane donna di campagna che va in sposa a un ricco mercante Johannes Brandt di Amsterdam; un uomo fondamentalmente buono ma che purtroppo con altri interessi. Petronella rimane sconvolta al suo arrivo, e vari scenari le si presenteranno dinanzi, tra cui uno stipetto raffigurante la loro casa in miniatura, composta da nove stanze, regalatele dal marito per il loro matrimonio. Un gesto che cambierà le vite di tutti o quasi. Quella di Marin la cognata che non si è mai sposata, quella di Cornelia la domestica impudente e quella di Otto domestico di carnagione scura che susciterà molte ilarità.

L'Amsterdam di quei tempi non è come ce la raffiguriamo oggi ma una città corrotta e traviata. Un crogiolo di perbenismo surreale che lascia senza fiato. I mercanti sono coloro che salvano la città ma al tempo stesso sono i primi a pagare se commettono atti che non dovrebbero, tutto si fonda sul commercio e tutti vogliono sempre più, l'avidità è un arma a doppio taglio.

Tutti i personaggi sono descritti in maniera snella, delicata e perfetta; ogni singolo personaggio ha il suo spazio, la sua parte di paura, di ossessione e di guadagno. Ognuno di essi è delineato perfettamente nel suo angolo e descritto in maniera precisa. Tutto si racchiude in una città che sembra essere perfetta.

L'unica cosa che ho odiato è stato il verbo al presente che molte volte l'autrice ha usato per la protagonista, personalmente non amo, quando usano questo verbo nei romanzi ma la storia è così prorompente e incisiva che è impossibile non affezionarsi a essa, a ogni singolo personaggio che la contraddistingue, tutti indistintamente son importanti in questo gioco della parti, ognuno ha il suo ruolo nella vita di un altro; molte volte siamo ciechi nel non vedere alcuni particolari che sono tangibili e che se solo ci soffermassimo un briciolo in più sarebbe tutto più chiaro. Così la storia si snoda tra trasgressioni, segreti e paure.

 Una storia che potrebbe essere dettata dall'animo e credo che sia quello che ha portato l'autrice ad avere così tanto successo. Una storia "simil" vera che si fonda con un tempo in cui molte cose erano negate e nascoste, cose che ora sono urlate, forse un pò troppo al mondo. Un libro da leggere e ascoltare, un libro da tenere con sè. Buona Lettura!


"La pietà, a differenza dell'odio, può essere chiusa in una cassa e messa da parte."

[Recensione] Suite francese di Irène Nèmirovsky


Buona giornata cari Lettori!Oggi parliamo di un altro meraviglioso classico... 

Suite francese è uno di quei libri che ogni lettore, almeno una volta nella vita, dovrebbe leggere.
Piccolo avvertimento: il romanzo è incompleto, sarebbe dovuto essere composto di cinque parti, invece ne possiamo leggere solo due, perchè la Nèmirovsky fu deportata nel campo di concentramento di Birkenau e lì venne uccisa.

Le parti che possiamo leggere sono Temporale di Giugno e Dolce, i due movimenti di quello che sarebbe dovuto diventare un Poema sinfonico di cinque parti. Le altre tre parti, Captivitè, Batailles e La Paix, furono solo abbozzate ma mai completate. Fu pubblicato postumo dalle figlie della Nèmirovsky che avevano conservato il quaderno con gli appunti della madre.

La prima parte Temporale di Giugno narra dell'arrivo delle truppe naziste in Francia e del conseguente esodo di massa dei francesi che prendono gli oggetti di valore e partono per l'ignoto. Attraverso la narrazione seguiamo vari gruppi che lasciano Parigi per dirigersi nelle campagne. Tra questi vi sono la famiglia Pèricand, appartenente all'alta borghesia parigina che tentano di raggiungere Nîmes dove si trova il resto della famiglia. Poi c'è l'accademico e scrittore famoso Gabriel Corte, che viene letteralmente travolto da mille disavventure durante il percorso, disavventure che lo spingono addirittura a  pensare di lasciare la Francia. Charlie Langelet, vecchio scapolo collezionista di porcellane, che non esita a ingannare e mentire per mettersi in salvo. Infine ci sono i Michaud, marito e moglie della piccola borghesia, un esempio di valori, educazione e gentilezza, nonostante soffrano per la mancanza del figlio Jean-Marie, partito per la guerra e del quale non hanno avuto più notizie.

"Ma allora cos'è che ti conforta?" 
"La certezza della mia libertà interiore, questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscono poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano, e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò, prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno, attendere, sperare..."

In Dolce invece la narrazione si sposta nella piccola cittadina di campagna di Bussy, dove la popolazione si prepara a dover accogliere l'occupazione tedesca. In una delle case della tranquilla cittadina vivono la vedova Angellier e sua nuora Lucille, rimaste sole dopo che il marito di Lucille è stato fatto prigioniero dei tedeschi. Anche loro, come tutti gli altri, dovranno fare i conti con l'arrivo dei nazisti, anche perchè saranno costrette a ospitare un ufficiale tedesco, Bruno Von Falk. Per la vecchia vedova avere un tedesco in casa è un supplizio, specialmente pensando che il figlio è in mani tedesche, Lucille invece prova una certa curiosità nei confronti del giovane ufficiale, che di sera si siede al pianoforte e suona melodie bellissime.


Bisognerà comunque uscirne... Tirarsi fuori da tutto, da questo sangue, da questo fango che ci sommerge...Bisogna aggrapparsi...aggrapparsi...aggrapparsi...


Questo romanzo è di una bellezza struggente! La storia, il modo in cui l'autrice descrive la guerra, l'abbandono della propria casa, la convivenza forzata con i tedeschi, nulla è lasciato al caso in questo libro che, se fosse stato completato, sarebbe diventato un meraviglioso tomo da più di 1000 pagine! Le due parti, pur divise e trattanti aspetti diversi dell'esodo parigino, sono unite da piccoli dettagli. La seconda parte è quella che ho apprezzato di più, perchè in questo caso l'autrice si concentra su pochi personaggi, tratteggiandoli perfettamente.

Lucille è una giovane donna che il padre ha costretto a sposare un uomo che non amava. Non apprezzata dalla suocera che la trova troppo pensierosa e poco preoccupata per le sorti del marito prigioniero, trova in Bruno un'anima affine. Bruno è l'esempio di come la guerra costringe le persone a diventare soldati,anche assassini. Musicista di grande talento, ha dovuto abbandonare il suo sogno fatto di musica, per partire in guerra. La storia tra Lucille e Bruno è delicata, appena accennata ma allo stesso tempo è forte, buca le pagine e arriva al cuore del lettore!

Io la prego, in mia memoria, di aver cura per quanto possibile della sua vita. Perchè significa qualcosa per lei?  Si. Perchè significa qualcosa per me.

Vorrei tanto che la Nèmirovsky avesse potuto terminare il suo libro, vorrei tanto sapere cosa ne sarebbe stato dei Michaud, di Jean-Marie, di Lucille e Bruno e di tutti gli altri. Ma purtroppo non è possibile e anche se so che probabilmente il finale della loro storia non sarebbe stato questo, io me li immagino così...


Signora,dopo la guerra tornerò. Mi permetta di tornare. Tutti questi problemi tra Francia e Germania saranno vecchi...superati...per quindici anni almeno. Una sera suonerò alla porta. Lei mi aprirà e non mi riconoscerà,perchè sarò in borghese. Allora dirò: "Sono l'ufficiale tedesco,ricorda? Adesso c'è la pace,la felicità,la libertà. La porto via con me. Venga,partiamo insieme." Le farò visitare molti paesi. Io sarò un compositore famoso,naturalmente,e lei sarà bella come adesso...


29 marzo 2015

[Recensione] Chemical Games di Miriam Ciraolo


Buona Domenica miei cari #FeniLettori! Ieri è stata una giornata piena di impegni. Siamo volate a Milano e in un paesino Campano. Abbiamo incontrato, a Milano, la dolcissima #JenniferNiven di cui il suo libro uscirà il 31 Marzo in Italia "Raccontami di un giorno Perfetto". Inoltre abbiamo incontrato qui la simpaticissima #AngelicaElisaMoranelli autrice di "Armonia di Pietragrigia" è stato favoloso ma questo ve lo racconteremo in altro post, con foto dell'evento! Ora parliamo di un libro che ho letto in un paio di giorni.

Il libro di cui andiamo a parlare oggi è uscito pochi giorni fa in e-book e l'ho letto con molto piacere, perchè parla di qualcosa di nuovo e diverso, ed in effetti il libro è stato un piacevole diversivo dalla solita routine!

Il romanzo è scritto molto bene. Sono rimasta estasiata e affascinata da tutti quei simboli chimici, si perché è di chimica che si parla. Grace una giovane ragazza si ritrova in una storia molto intricata e capisce di essere uno dei tasselli mancanti di tutta la sua vita, la RAGAZZA RAME (CU, il simbolo alchemico).

Grace questo non lo credeva possibile, o meglio, credeva che tutto ciò che riguardasse suo padre, il celebre scienziato Fernando Flores, dovesse essere censurato dalla sua esistenza. Ma quando tu stessa sei la chimica, non puoi nasconderti per sempre. Condurre elettricità è pericoloso, sopratutto se ignori le proprietà chimico fisiche dell'elemento di cui sei guardiana. Il racconto si alterna ed è suddiviso fra due principali protagonisti: Grace e Andrea. Andrea Casale, un ragazzo di vent'anni, guardiano dell'ossigeno che non comprende (come Grace) fino in fondo l'importanza della sua natura, fin quando capisce che la chiave per sconfiggere la morte, risiede proprio in lui, nelle sue molecole di O2.

La storia è avvincente, stravolgente e piena di azione. Favoloso il paragone con gli elementi chimici, non l'avevo mai ritrovato in nessuno scritto, quindi mi ha lasciata un alone metallico nel cuore. Tutto scorre veloce e ho quasi divorato le pagine, che si susseguono piene di suspence, per conoscerne la conclusione. La scrittura è curata, leggera e veloce.

L'autrice ha dosato bene i suoi elementi e li ha fatti combaciare perfettamente, spiegando ampiamente in maniera chiara e precisa ogni singolo personaggio e il loro simbolo. Io che non capisco un "H" di chimica ho trovato il tutto molto semplice e scorrevole. La facilità con cui la nostra autrice narra questa particolare storia è davvero sublime. 

Un idea geniale mescolare i vari elementi chimici e farli impazzire, facendogli ritrovare poi il giusto posto nella scala che li contraddistingue. Particolare, surreale e dai toni caldi sembra essere perfetto se si vuole leggere qualcosa di diverso e fuori dalle regole. Finalmente qualcosa di nuovo che lascia perfettamente la voglia di leggere oltre. A quando un seguito?! Rame, Oro e Ossigeno tutto racchiuso in poche righe ma state attenti a come li mescolate! Buona Lettura..

"Conducevo elettricità, perchè ero il rame. La febbre estiva era provocata dal caldo, il gelo raffreddava il mio corpo d'inverno. Ero diversa, perchè ero un conduttore termico e elettrico"

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