[Recensione] Un amore al mirtillo di Mary Simses

Buongiorno miei cari lettori. Come state?
Io piena di dolori vari. Oggi la recensione di un libro davvero molto carino.
Una scrittrice straniera Mary Simses.
Un amore al mirtillo è stato un libro che mi ha attirato fin da subito, vuoi per la copertina, vuoi per la splendida immagine del barattolo con mirtilli che vi è sopra, ha spinto la mia golosità intellettuale a prenderlo; ed  è proprio questo frutto, il filo conduttore del romanzo. 

Andiamo a ritroso nel tempo, una storia nella storia. Una nonna e una nipote alla ricerca della verità , di una vita vissuta intensamente e di un segreto nascosto che la riporterà indietro nel tempo. Un romanzo davvero molto dolce, proprio come un Muffin al Mirtillo. Una nota di sapore agrodolce e stuzzicante che resterà come essenza delicata nella vostra mente.

Le note che scorrono veloci lungo le parole, sono fragili, romantiche e suggestive. La lettera che Ruth la nonna lascia alla nipote Ellen è davvero stimolante e la porta a vivere una storia simile alla sua, una storia che forse ella non ha vissuto pienamente, a qualcosa che ha lasciato in sospeso e lei dovrà concludere. Un amore strappato al ventre delle sensazioni e rinato anni dopo, sotto forma di nuove essenze e sensazioni.
La vita a Beacon, il paese ove si ritroverà la protagonista è tranquillo, caldo e accogliente. Completamente differente da New York. Diversi i ritmi, i lavori e la vita. Si ritroverà in un ambiente nuovo, che la lascerà scossa e confusa. La gente l'amerà come se fosse una figlia ritornata e la confonderà ancor di più, facendole amare quel piccolo borgo, impregnato di vecchie intenzioni a ridosso del mare. La salsedine quasi palpabile nelle pagine scorre lenta e pare entrarti nelle narici e assopirti .

La gioia che si snoda e l'amore che nasce piano piano con il nipote dell'uomo a cui è destinata la lettera è davvero adorabile e plasmato da una sorta di sensualità.
La palpabile sensazione di benessere e di ricerca. L'angolazione diversa di vedere le cose, non soltanto da un punto di vista frontale ma dalle mille sfumature  che si possono catturare nella vita, nella persona e in qualsiasi essere vivente ci sia intorno. La bellezza delle cose semplici e la straordinaria sensazione di sentirsi libera e non oppressa da costrizioni. Così come la protagonista è schiacciata dal senso di responsabilità, del lavoro e dalla routine che la circonda. Molto stimolante a livello verbale e amabile . Un romanzo scritto in maniera scorrevole. Scivolano le pagine, leggere come fogli di gelatina . Il sapore delle cose viene man mano a galla.
 

[Recensione] Cose che fanno battere più forte il cuore di Mia Kankimaki

Buon pomeriggio miei cari Lettori!

Sembra proprio che l'inverno sia arrivato ma a dirla tutta,io non mi lamento: ho i miei libri,sono ricominciate le millemila serie tv che seguo,quindi direi che va più che bene così!

A trentotto anni Mia si sente sopraffatta dalla routine della sua esistenza, come se il tempo passasse insensatamente. Finché un giorno decide di lasciare il suo lavoro presso una casa editrice per partire sulle orme di Sei Shonagon, dama di corte e scrittrice giapponese vissuta nel decimo secolo. Mia non parla giapponese e a Kyoto non conosce nessuno, ma ha letto l’opera di Sei, Note del guanciale, e sente di aver trovato in lei una sorella spirituale: una donna moderna e disinibita le cui osservazioni sulla vita potrebbero provenire dalla penna di Virginia Woolf. 
Le liste che arricchiscono il suo diario e in cui elenca le cose gradevoli, sgradevoli, odiose e quelle che fanno battere più forte il cuore, sono di estrema attualità. Presto la nuova vita trascina Mia: si innamora dei templi, dei fiori di ciliegio, dei salici piangenti lungo il fiume Kamo, della meditazione zen, delle sale da tè, delle serate al pub insieme a nuovi amici e nuovi amori. Cercando il Giappone antico tra giardini e palazzi, Mia troverà il filo che la lega alla sua eroina e scoprirà se stessa e che cosa vuole davvero dalla vita.

Quella di Mia è la storia di un nuovo inizio, di una rinascita e di un viaggio che le cambierà per sempre la vita.
Mia ha 38 anni ed è stanca della vita che fa, è stanca di fare sempre le stesse cose e di vivere una vita che sente quasi estranea e che sembra non avere alcun significato. Così presa da un impeto improvviso di coraggio e avventatezza, decide di partire per Kyoto, patria della donna che Mia considera ormai un'amica: Sei Shonagon, una dama di corte vissuta nel decimo secolo, autrice di "Note del guanciale",nel quale raccolse frasi, pensieri e osservazioni che Mia sente come proprie.
Così Mia si ritrova a Kyoto senza conoscere nè il posto nè tanto meno la lingua, ma presa dalla voglia di scoprire se Sei sia esistita davvero...
Questo romanzo è una sorta di diario nel quale la protagonista descrive il suo soggiorno a Kyoto alla ricerca di prove sull'esistenza di Sei Shonagon. 
Lo stile è molto semplice e diretto, tipico di un diario di viaggio, ed è intervallato da estratti di Note del guanciale, principalmente delle liste di cose piacevoli e spiacevoli che Sei scriveva e che Mia trova estremamente interessanti.
Nonostante il tema sia originale e abbia davvero molto apprezzato le parti ambientate in Giappone, devo dire che ho trovato il romanzo un po' sottotono,ma forse è solo una mia impressione. Il personaggio di Sei è davvero stupefacente, leggendo le sue osservazioni si potrebbe pensare di trovarsi davanti a una donna moderna e non a una dama di corte del decimo secolo!
E' molto interessante il viaggio, non solo fisico, ma sopratutto emotivo che la protagonista compie. Guidata da Sei, Mia ritrova sè stessa e sopratutto la voglia di rimettersi in gioco!
Se amate le storie ambientate in Giappone sono sicura che apprezzerete questo romanzo!  


Baci...

[Segnalazione] I cacciatori di libri di Raphael Jerusalmy

Dalla Parigi di Luigi XI alla Gerusalemme medievale passando per la Firenze dei Medici, l’epica battaglia per salvare i libri in un’avventura esotica e trascinante. 

I cacciatori di libri
Collana: Dal Mondo
Area geografica: Letteratura francese
Traduzione: Federica Alba
Pagine: 272 Prezzo: €18,00
Uscita: 22 ottobre 2014
Ambientato alla fine del Medioevo, all’epoca dell’invenzione della stampa, il romanzo racconta di una misteriosa cospirazione nata per contrastare l’oscurantismo della Chiesa e difendere la cultura e la libertà di pensiero dalla censura dell’Inquisizione. La singolare alleanza coinvolge nientemeno che il trono di Francia, i Medici di Firenze e un gruppo di monaci e di rabbini che operano a Gerusalemme in totale clandestinità, per conservare, ricopiare e diffondere le preziose opere del passato. Il personaggio principale del libro è il poeta François Villon, autore di celebri ballate e in un certo senso fondatore della lingua francese moderna. Figura straordinaria e contraddittoria, letterato e insieme malfattore, all’età di trentun anni venne imprigionato per i suoi crimini e condannato all’impiccagione. Sappiamo che alla fine Luigi XI gli concesse la grazia, ma a quel punto di lui si perdono completamente le tracce. Jerusalmy si diverte a immaginare questa seconda parte della sua vita e gli affida il ruolo d’intermediario tra il sovrano e i membri della confraternita. Villon è uno spirito libero e non si lascia manipolare né si piega agli interessi dei potenti. Affiancato dal burbero Colin e dalla bella e silenziosa Aisha, François persegue uno scopo tutto personale (a salvaguardia di ciò che lui definisce la “Parola”) e conclude la missione in Terra santa in maniera imprevedibile, dimostrando che a volte i libri possono anche cambiare il corso degli eventi.

Raphaël Jerusalmy, ex agente dei servizi segreti israeliani, in seguito impegnato in azioni umanitarie, ora commercia in libri antichi a Tel Aviv. Il suo primo romanzo, Salvare Mozart (Prix Roblès 2013), è uscito per le edizioni e/o nel 2013.

[Recensione] Ho lasciato entrare la tempesta di Hannah Kent

Buon pomeriggio cari Lettori!
Oggi recensisco per voi un romanzo che ho amato profondamente...

Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnusdottir è accusata di molte cose. Perché nell'Islanda dell'Ottocento - immersa nella nebbia come in mille superstizioni - lei, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l'uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavole dell'inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell'efferato omicidio non può essere che lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, nell'amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.

Agnes Magnusdottir è la figura attorno a cui ruota questo romanzo, ambientato nell'Islanda dell'800 ancora ammantata delle sue tradizioni e superstizioni...
Agnes è troppo diversa, troppo intelligente per il tempo in cui vive, e proprio per questo e per le sue scelte anticonvenzionali viene additata come strega, donna di facili costumi e infine assassina dell'uomo di cui era innamorata.
Perchè quando Natan viene brutalmente ucciso Agnes è la prima ad essere ritenuta colpevole, contro di lei si riversa la cattiveria della gente che l'ha sempre disprezzata e condannata. Agnes viene condannata a morte, senza la possibilità di difendersi e costretta a trascorrere gli ultimi giorni della sua vita prigioniera.
La giovane donna viene affidata alle cure di una famiglia del posto, che non accetta di buon grado il fatto di dover convivere con un'assassina, perchè ormai per tutti Agnes è solo quello,non più donna,non più essere umano, solo un'assassina...

"Dicono ch’io debbo morire. Dicono che ho sottratto il respiro agli uomini, e che adesso debbo subire la stessa sorte. E allora immagino che siamo tutti come fiammelle di candele accese, scintillanti, tremule nell’oscurità, e poi immagino l’ululato del vento, e nel silenzio della stanza sento dei
passi, passi che si avvicinano minacciosi, che vengono a soffiare su di me e a ridurre la mia vita a un refolo di fumo grigio. Mi dissolverò nell’aria e nella notte. Ci spegneranno tutti, uno a uno, finché non rimarrà altro che la loro luce, e solo quella vedranno."


Quando ho iniziato a leggere questo romanzo, dopo qualche pagina ho capito subito che mi trovavo davanti ad un bellissimo libro, lo stile diretto dell'autrice, a tratti malinconico e struggente trasporta immediatamente il lettore nella vecchia Islanda, con i suoi paesaggi naturali selvaggi, il freddo che ti gela le ossa e le superstizioni della gente, che facilmente etichettavano gli altri, proprio come accade ad Agnes.
Lei è un personaggio molto interessante, ben tratteggiato ma che mantiene allo stesso tempo un certo alone di mistero; Agnes è una donna che dalla vita non ha avuto nulla se non la sua spiccata intelligenza, che ai tempi in cui viveva non ha fatto altro che svantaggiarla e renderla troppo diversa agli occhi delle persone. 
Abbandonata dai genitori da bambina e diventata troppo presto nomade nella terra selvaggia Islandese, Agnes trova un po' di felicità solo quando conosce Natan, l'uomo misterioso che tutti temono al villaggio, l'uomo che si dice sia uno stregone e con il quale Agnes sente un'immediata empatia, tanto da spingerla ad andare a lavorare per lui...
Questo sarà l'inizio di un altro incubo per la donna, incubo che la vedrà prigioniera di un uomo che le ha fatto credere di amarla, ma che in realtà è sempre e solo stato capace di amare sè stesso.

E' impossibile non provare compassione per Agnes, specialmente man mano che si conosce la sua storia, Agnes è solo una vittima e fino alla fine sconta una colpa che non è sua.
Ho trovato estremamente interessante il rapporto che inevitabilmente la donna sviluppa con la famiglia che la tiene in custodia: inizialmente diffidenti e prevenuti nei confronti di Agnes, col passare del tempo e conoscendola per la donna che è davvero e non per l'etichetta che gli altri le hanno imputato, non riescono a non affezionarsi a lei e a crederle, a credere che Agnes non è un'assassina...
Il rapporto che ha con questa famiglia e con il Reverendo Toti, il suo confessore, è l'unica cosa che rincuora Agnes durante i suoi ultimi giorni che la condurranno verso la fine della sua triste e sofferta vita.
Questo romanzo è di una bellezza struggente!  La meravigliosa scrittura, la magica ambientazione e i personaggi fanno di questo libro una delle migliori letture degli ultimi mesi, quindi non posso far altro che consigliarvelo!

"Non è giusto. La gente sostiene di conoscerti per le cose che hai fatto, e non perchè si è seduta ad ascoltare la tua versione dei fatti. Per quanto tu provi a vivere una vita retta, se in questa valle compi un passo falso, non sarà mai dimenticato. Non importa se hai agito per il bene. Non importa se dentro di te una voce sussurra “Non sono come dite!”. E’ l’opinione degli altri che determina chi sei."
Baci...

[Segnalazione] Un sicario alla corte dei Gonzaga di Tiziana Silvestrin

Il suo primo impulso era stato quello di lasciare l’incarico presso i Gonzaga, ma aveva pensato a quella giovane innocente morta al posto del duca e al luogotenente e ai suoi uomini prigionieri nella fortezza. Aveva  stretto tra le mani lo zaffiro, non poteva permettere che un assassino restasse impunito”. 

Un sicario alla corte dei Gonzaga
Collana CATRAME
Genere giallo storico
Pagine 320 Prezzo € 14,50
Mantova 1588. Un efferato sicario  si muove sicuro all’interno di palazzo Ducale. Agisce nell’ombra e attenta più volte alla vita del duca Vincenzo Gonzaga, ma al suo posto muoiono degli innocenti. Chi può volere la sua morte e perchè? Forse un antico nemico dei Gonzaga deciso a chiudere un conto in sospeso? O qualcuno determinato a far desistere il duca dal prendere parte alla crociata contro i turchi? Intano a Costantinopoli nell’harem del sultano la splendida favorita, con la complicità della giovane Neda, trama contro il sultano stesso.Solo il coraggio e l’acume di Biagio dell’Orso possono arrivare alla verità e trovare il mandante del sicario. Ma l’affascinante capitano di giustizia, in balia di un  passato tornato a tormentarlo e oramai stanco dell’arroganza dei potenti e del mondo crudele della corte, è diviso tra il senso del dovere e il desiderio di lasciare l’incarico presso i Gonzaga. Messo a capo della sicurezza del duca, viaggia con lui  tra le corti di Venezia, Praga e Vienna, tra alchimisti, maghi e impostori  e con il sicario sempre in agguato,  mentre la  sua relazione con la bella veneziana Rosa è messa a dura prova. E ciò che all’inizio era solo un sospetto diventa un incubo.

Tiziana Silvestrin vive e lavora a Mantova. Entrata a far parte di una compagnia di teatro amatoriale, inizia a scrivere commedie. Alla passione per la recitazione e per la lettura si aggiunge la curiosità per l’arte e la storia. Quando vince un premio con un racconto le viene il sospetto che forse può mettere a frutto le sue ricerche per scrivere gialli storici. Da un mix di creatività, immaginazione, storia, personaggi reali e non è nato il suo primo romanzo “I leoni d’Europa” (2009) e da lì i personaggi, in particolare il capitano di Giustizia Biagio dell’Orso, appassionando i lettori, hanno continuato a vivere nel secondo episodio della serie “Le righe nere della vendetta”(2011), entrambi pubblicati da Scrittura & Scritture

[Segnalazione] Città Senza Eroi di Roberto Gerilli e Giacomo Bernini

Elfi malavitosi. Uomini divorati dall'odio. Sacerdoti stravaganti. Maghi mercenari. E un’assassina coi tacchi a spillo. Non sono eroi. Sono pedine. Potrebbero salvare la Città. O distruggerla. 

Buongiorno,è disponibile in libreria e nei principali store online Città senza eroi, esordio nella narrativa fantastica di Roberto Gerilli e Giacomo Bernini, pubblicato da Ute Libri. A metà strada tra fantasy e pulp, Città senza eroi è una storia ricca di humor e di azione, i cui indimenticabili protagonisti sono costantemente a un passo dalla salvezza della Città o dalla sua totale distruzione. A seguire la sinossi e la biografia degli autori. In allegato la cover realizzata da Petra Zari sulla base dell'illustrazione originale di Claudia Cocci. Altre illustrazioni originali di Claudia Cocci e di Sara Ingignoli sono presenti all'interno del romanzo.

#CittàSenzaEroi
Editore: UTE Libri Dal 15 Ottobre 2014Pagine: 316 Prezzo: 15€
Il sito ufficiale
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#CittàSenzaEroi
ra gli sterili confini delle Wasteland, le fatiscenti baracche della periferia e i futuristici grattacieli del centro, si intersecano le insidiose vicende di esseri umani ed esseri fantastici costretti a condividere le loro vane esistenze in una Città dilaniata dall’odio e dal razzismo.Gli Uomini, favoriti dalla Legge, abusano della tecnologia per dominare gli altri esseri che, relegati nei bassifondi, sono marchiati come Inumani e perseguono, a loro volta, i più spregevoli scopi fomentando un clima di violenza e paura. Armi, poteri extrasensoriali e ogni sorta di magia sono benvenuti e accettati laddove le speranze lasciano il posto alla più cupa rappresentanza della morte, perché in un luogo dominato dalle Leggi, sembra non esserci spazio per alcuna moralità. In questa polveriera sociale si sviluppano le vicende di molti personaggi, per altrettante storie, intrecciate in una trama eterogenea di volti, fatti, pensieri ed emozioni. Città senza eroi è un intreccio di storie ma, soprattutto, una fusione di generi letterari: fantascienza, fantasy, thriller e pulp, in un condensato di azione e sarcasmo che coinvolge, diverte e appassiona. Una storia priva di stereotipi e priva di eroi.

Roberto Gerilli, nato ad Ancona nel 1980, laureato in Ingegneria Elettronica, vive da sempre a Falconara Marittima. Appassionato di letteratura, cinema e serie tv,  è membro dello staff di Speechless Magazine e Diario di Pensieri Persi. Ha pubblicato diversi  racconti in varie antologie cartacee e digitali.

Giacomo Bernini, nato a Venezia nel 1983, laureato in Ingegneria Informatica, oggi lavora a Falconara Marittima. È stato premiato in alcuni concorsi per racconti di genere fantastico. Nel 2013 ha vinto il concorso Chrysalide  Emozioni in Metamorfosi – sezione Urban Fantasy, indetto dalla Mondadori.

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