[Recensione] Yellowface di Rebecca F. Kuang

Si può scrivere un romanzo partendo da una cosa semplicissima come un furto d'opera ma mettendo al centro della storia una protagonista insopportabile e nonostante questo renderlo praticamente una droga? A quanto pare si e Rebecca Kuang ci è riuscita alla perfezione, scrivendo un romanzo tagliente, profondamente ironico e dal quale è praticamente impossibile staccarsi.

June Hayward è una scrittrice che lotta per affermarsi nello spietato mondo dell'editoria. Ad accompagnarla nel percorso, prima di studi e poi lavorativo, c'è sempre stata Athena Liu. L'unica differenza tra le due è che Athena ce l'ha fatta, da subito. É una scrittrice affermata, una star dell'editoria, amata e apprezzata da mezzo mondo. Eppure, nonostante lei e June appartengano ormai a mondi completamente diversi, continuano a vedersi e a coltivare quella strana amicizia che neanche sanno come ancora resista. Quando Athena muore improvvisamente, June si appropria del suo ultimo romanzo, l'opera che aveva appena terminato ma di cui nessuno sapeva ancora nulla, lo rielabora in parte e lo pubblica. Le porte del successo si spalancano finalmente anche per lei, ma a che prezzo?

Scorrevolissimo, spesso irriverente, senza peli sulla lingua e sopratutto politicamente scorretto. Questo romanzo parla di tanti temi, del mondo dell'editoria, del razzismo, di appropriazione culturale, dei social e di quanto possano fare male, si parla anche di cancel culture e di tanto altro ancora. Devo ammettere che io l'ho amato, anche se i personaggi di questo libro non hanno praticamente nulla di positivo. June è parecchio insopportabile, a volte verrebbe voglia di entrare nelle pagine e prenderla a schiaffi, ma Athena non è da meno. In realtà tutti i personaggi che animano le pagine di questo racconto sono un po' dei personaggi negativi, riflettono alla perfezione quella che è poi la realtà della vita.

Super attuale, proprio nel modo in cui tratta dei temi a cui accennavo qualche rigo fa, Yellowface mi ha fatto riflettere, parecchio, ma a volte mi ha disturbata, perchè c'è un limite a tutto e alcuni limiti non vanno superati (Si June, ce l'ho con te!). Detto questo, resta una lettura irriverente a mio parere imperdibile. Buona lettura!

“La verità è un concetto fluido. C'è sempre un altro modo per raccontare una storia, un fattore che scombina la narrazione.

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