Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith

Buona giornata cari Lettori! Come state? Io sono tornata a casa dopo qualche giorno di mare, e oggi parliamo proprio di uno dei libri che mi ha accompagnato durante le mie vacanze.

Un albero cresce a Brooklyn è un classico della letteratura americana di inizio 900. Si tratta di un corposo romanzo ambientato in uno dei più poveri quartieri di Brooklyn. Protagonista è la piccola Francie Nolan che in un sabato d'estate del 1912 si appresta, insieme al fratellino Neeley, a racimolare qualche centesimo da portare a casa. Francie ha 11 anni, ha origini irlandesi ma è nata a Brooklyn che ama profondamente. La sua, come la maggior parte delle famiglie che vivono nel quartiere, è una famiglia molto povera, che va avanti a fatica e che spesso ha davvero poco da mangiare. Per Francie e Neeley quella è però la normalità. 

Kate e Johnny, i genitori di Francie, sono giovanissimi ma lavorano duramente per mantenere la famiglia; in particolare Kate che, abbandonati i sogni di ragazza, si è dovuta fare carico anche della parte di lavoro che spetterebbe al marito, un uomo che sogna, sogna fin troppo fino a perdere il contatto con la realtà e a consumarsi anno dopo anno. Francie cresce con poco, ma cerca sempre di migliorarsi. La storia della famiglia Nolan è un lungo viaggio alla ricerca di una vita migliore, e per Francie e Neeley questo significa studiare, diventare qualcuno, acculturarsi ed elevarsi. E in effetti, in particolare il percorso di Francie è esattamente il racconto di come la cultura e lo studio possono aiutarti a sfuggire ai baratri più profondi.

Betty Smith è un'autrice che in Italia è poco conosciuta, al contrario in America i suoi libri vengono letti ancora oggi nelle scuole. Questo probabilmente perchè, e mi riferisco in particolare ad Un albero cresce a Brooklyn, le sue storie sono veri e propri spaccati di vita americana di inizio 900. Lo stile dell'autrice è ricco, quasi poetico a tratti, ma allo stesso tempo anche scorrevole. La narrazione ha un bel ritmo ed è zeppa di personaggi, eventi e racconti, cosa che rende la lettura molto interessante e mai noiosa.

L'ambientazione è molto affascinante, ma credo che i personaggi di questa storia siano uno dei pregi principali di questo romanzo. Francie è protagonista indiscussa, è un personaggio che nel corso del racconto, che si sviluppa dall'infanzia alla vita adulta della protagonista, compie un percorso di crescita davvero interessante. Le consapevolezze che Francie pian piano acquista, il suo desiderio di conoscere, di leggere, di studiare, sono tra le parti più belle del romanzo. Mi sono rimasti particolarmente impressi i passaggi in cui Francie scopre la lettura.

"Momento magico, quello in cui il bambino si rende conto di saper leggere le parole stampate...Francie lesse rapidamente qualche pagina e fu sul punto di svenire per l'emozione. Aveva voglia di gridarlo a tutti: sapeva leggere! Sapeva leggere! A partire da quel giorno il mondo le appartenne attraverso la lettura. Non sarebbe mai più stata sola e non avrebbe più sentito la mancanza di un'amica intima. I libri divennero i suoi amici."

Mi ha ricordato di quando io ho aperto i primi libri, di cosa abbia significato per me la lettura e di come mi abbia accompagnato nel corso degli anni, di come i libri siano ancora i miei fedeli compagni. Ho apprezzato moltissimo il messaggio di fondo; la cultura è importante ed è proprio la voglia di Francie di conoscere sempre più, di migliorarsi, che la porta ad elevarsi in un certo senso, a non perdere mai la speranza in un futuro migliore. Bellissimi anche i personaggi che fanno da contorno alla protagonista, in particolare Johnny, Kate e tutte le donne della famiglia Rommely. La contrapposizione tra le fragilità di Johnny, che non riesce a scendere a patti con la sua vita e con la mancata realizzazione dei suoi sogni, e la forza di Kate, che invece combatte e lotta strenuamente, costituisce buona parte delle dinamiche familiari che poi si riflettono sull'intera famiglia.

Quella narrata da Betty Smith è una storia che parla di povertà, di miseria, di dolore e sofferenza. Ma è anche un racconto di speranza, di forza, la stessa forza dell'Albero del Paradiso, l'unico albero che cresce ovunque, buca anche il cemento, mette radici e si erge fiero gettando la sua ombra sui più sfortunati. Un meraviglioso affresco che mette in scena vicende quotidiane e personaggi semplici che nel profondo però si rivelano eroi, umani, imperfetti, ma pur sempre eroi. Buona lettura!

"Si crede che la felicità sia qualcosa di lontano e inaccessibile, complicato e difficile da raggiungere. Eppure, qualche volta, basta poco per essere felici. Un posto in cui ripararsi quando piove, una buona tazza di caffè, una sigaretta, un libro quando si è soli o semplicemente trovarsi vicino alla persona amata. Tutto questo può rendere felici."

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