Tess dei D'Urberville di Thomas Hardy

Buona giornata cari Lettori! Negli ultimi giorni sono stata un po' latitante, ma il lavoro, impegni vari e quest'ansia continua per la situazione mi hanno tenuta lontana anche dai libri. Oggi però torniamo a parlare di classici, in particolare parleremo dell'ultima entrata in libreria della collana Storie senza tempo.

Tess dei D'Urberville è un romanzo di Thomas Hardy, autore di cui ho già letto e apprezzato Via dalla pazza folla. Qualche anno fa ho letto questo romanzo in inglese, ma devo ammettere che ricordavo poco e in ogni caso leggerlo in italiano è tutta un'altra storia. La bellissima edizione di Storie senza tempo mi ha dato l'opportunità di riapprocciarmi a questo racconto che riprende tutte le atmosfere e i temi cari a Hardy.

La protagonista del racconto è Tess Durbeyfield, una giovane donna di famiglia non abbiente che vive nella campagna del nord dell'Inghilterra. All'inizio del romanzo il padre di Tess fa una scoperta sconvolgente, la sua famiglia discende dai nobili D'Urberville, famiglia ormai decaduta e privata di tutte le sue ricchezze e proprietà. Spinti dalla voglia di ottenere qualcosa da questa scoperta, i Durbeyfield mandano Tess nella proprietà di una famiglia poco lontana che porta lo stesso cognome. Qui Tess incontrerà Alec D'Urberville, in realtà uno Stoke che si è appropriato del titolo solo per apparire più importante. Da questo momento per Tess inizierà una parabola di disgrazie e dolore che la condurrà in un baratro di sofferenza.

Alec si innamorerà di Tess e si approfitterà della giovane età e dell'ingenuità della ragazza. Nel tentativo di sfuggire ai pettegolezzi, Tess va a lavorare lontano, in un caseificio. Qui, lontana da tutti quelli che conoscono la sua storia, incontra Angel Clare, il terzo figlio di un predicatore che sta imparando i rudimenti dell'agricoltura per avviare la sua fattoria.  Angel e Tess si innamorano, ma si può davvero fuggire da un passato che in realtà non ti ha mai abbandonato?

Le atmosfere bucoliche di Hardy si ripetono in questo struggente romanzo che ha per protagonista una donna segnata da una colpa che la marchierà a vita. La storia di Tess mette in scena alcuni dei temi più cari allo scrittore, tra cui ci sono le difficoltà incontrate dalle classi più povere che sono ben rappresentate da Tess e dalla sua famiglia. La storia di Tess non è una storia felice, non è un racconto a lieto fine, è amaro, duro e doloroso fino alla fine.

I personaggi di questo racconto si muovono in ambienti di campagna, si tratta di agricoltori, lattai, predicatori di campagna, signorotti senza arte nè parte. Tess spicca tra tutti per la sua purezza, per la sua abnegazione e per il modo in cui tenta in tutti i modi di reagire ad un fato che le sembra sempre avverso e che non le procura altro che nuovi dolori. Contrapposta a Tess c'è la figura di Alec, che costituisce l'inizio e la fine per Tess, è lui a trasformarla in una derelitta ed è sempre lui a ricondurla su un cammino che la porterà ad annullarsi ancora una volta. E tra di loro c'è Angel, un uomo che non riesce a perdonare e che con le sue azioni spinge Tess alla rovina. In questo romanzo non è Alec l'unico personaggio negativo, Angel lo è forse in eguale misura. 

La storia si dipana nel corso di alcuni anni e si concentra in modo particolare sulla percezione che gli altri hanno di Tess, contrapposta a quella che è invece la sua vera natura. La colpa di cui Tess si è macchiata è davvero sua? Noi sappiamo di no, ma per la società dell'epoca il marchio rimaneva, anche se Tess non aveva fatto nulla per averlo. La storia di Tess inizia e finisce con la scoperta delle sue origini; sarà proprio quella voglia di riscattarsi, di essere di più di una semplice contadina a portarla a soffrire ancora di più e a rimanere vittima di eventi terribili.

Tess non è la solita eroina a cui siamo abituati, è una donna sola, profondamente sola, vittima di un inganno e fin troppo ingenua. La sua ingenuità, il suo credere nella buona fede degli altri e in un amore che pensava potesse sconfiggere qualsiasi cosa, la portano in realtà sempre più lontana dalla tanto agognata felicità. In un racconto dalle tinte scure Hardy mette in scena la vita di una donna colpevole di aver creduto di poter essere qualcosa in più, vittima di un destino avverso che pian piano la spoglia di tutto, tranne di un terribile marchio che la condannerà a vita. Buona lettura!

"Chi era l'uomo morale? O, per essere più precisi, chi era la donna morale? La bellezza o la bruttezza di una persona non sta soltanto nelle sue conquiste, ma nei suoi scopi e impulsi; la sua vera storia non sta nelle cose realizzate, ma in quelle volute."

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