Appunti sul dolore di Chimamanda Ngozi Adichie

Buona giornata cari Lettori. Oggi vi parlo in breve di un piccolo libro, che sarebbe meglio definire un insieme di pensieri sparsi, di Chimamanda Ngozi Adichie. Si parla di lutto.

Appunti sul dolore. Parole di lutto e di dolore.

"Quella del dolore è una scuola crudele. Insegna quanto possa essere violento il lutto, quanta rabbia possa contenere. Insegna quanto possano sembrare vuote le condoglianze. Insegna quanto il dolore abbia a che fare con le parole, con il loro fallimento e con il nostro bisogno di trovarle."

Parole di sofferenza e di rabbia, tanta rabbia. Di accettazione, non sempre, e di vuoti che restano incolmabili, anche dopo anni, anche quando le lacrime sono esaurite.

"Come è possibile che il mondo vada avanti, imperterrito, mentre la mia anima è in perenne sconquasso?"

La Adichie ha perso il padre e con lui perde una buona parte di sè. Ne parla senza filtri in queste poche pagine che diventano la sua cura al dolore.

C'è una cosa che emerge dalle sue parole, ed è la stessa cosa che ho sperimentato sulla mia pelle. La perdita di qualcuno che amavi, che ami, non si supera, impari a conviverci perchè devi farlo. In realtà c'è una vita prima della perdita e una vita dopo la perdita, e non è più la stessa vita. Sarà sempre un cercare qualcosa che non c'è più, qualcosa che non ci sarà più, un vivere di ricordi, un tentare di scendere a patti con il vuoto. Lei l'ha saputo dire meglio di me. 

"D'ora in poi tenderò inutilmente le braccia verso cose che non ci sono più."

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