Vincoli di Kent Haruf

Buona giornata cari Lettori! Continua il recupero dei romanzi di Kent Haruf. Dopo la lettura della Trilogia della pianura ho deciso di leggere Vincoli, il primo romanzo ambientato ad Holt che ci racconta di una cittadina molto diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere.

Vincoli è, cronologicamente parlando, il primo romanzo scritto da Kent Haruf e ambientato nella cittadina di Holt. Ormai ho letto tutti i romanzi di Haruf, la fine dell'ormai scorso anno e l'inizio di questo sono stati entrambi dettati dalle sue parole, dai suoi romanzi. Insieme alla Trilogia della pianura, credo che Vincoli sia il mio preferito, quello che più degli altri mi ha commossa e toccata nel profondo, al pari di Crepuscolo.

La Holt in cui veniamo trasportati è una Holt che ha molto poco della cittadina che sarebbe diventata, è ancora un piccolo villaggio. Ci troviamo agli inizi del 900, la campagna del Colorado è una distesa infinita di polvere. I Goodnough non lo sanno e così partono, attirati dalla promessa di terra gratuita. Quello che trovano è però molto diverso da casa loro, ed è lì, in quel pezzetto di terra brullo e disabitato che inizia la storia di Edith e Lyman Goodnough, fratello e sorella, figli di quella coppia che è partita per Holt alla ricerca di fortuna. La fortuna però non arriva, la storia di quella coppia diventa una storia tragica che si trasmette ai loro figli per anni e anni. 

Edith e Lyman si ritrovano prigionieri, prigionieri di quella terra, della loro casa e del loro stesso padre. Questa è sopratutto la storia di Edith, una giovane donna piena di vita che finisce per rimanere intrappolata per 50 anni nello stesso posto, facendo sempre gli stessi gesti ogni giorno e negandosi anche la felicità di un amore e di una famiglia. A raccontarci la sua storia è Sanders Roscoe, il figlio del loro vicino di casa. E' lui che prende in mano il racconto dal presente, il 1976, e ci parla di un processo in corso, di un terribile incidente, di giornalisti alla ricerca di scoop. Da lì a ritroso la storia di Edith si svolge in tutta la sua drammaticità, in un turbine di emozioni che solo Haruf riesce a mettere in scena così.

Se avete letto e amato la Trilogia della pianura, in particolare lo stile così asciutto di Haruf, dimenticatelo. Vincoli è un'opera prima, quello stile è ancora lontano, ma non per questo il romanzo risulta da meno. Lo stile è molto diverso, più ricco, meno asciutto, ma il modo in cui descrive i suoi personaggi e racconta la loro storia resta lo stesso. In tutti i romanzi di Haruf è impossibile non empatizzare con i suoi personaggi, non sentirsi parte stessa della storia.

Inoltre un'altra differenza con gli altri romanzi di Haruf è che questa volta la protagonista è una donna. Edith è l'emblema del sacrificio. Ha sacrificato tutto, la sua giovinezza, la sua felicità, il suo amore, la sua stessa vita, per assistere suo padre prima e suo fratello poi. Non ha mai fatto nulla per sè stessa, non ha mai potuto vivere una felicità che fosse solo sua. Edith è meravigliosa, un personaggio dalle mille sfaccettature, indimenticabile. Queste parole di Haruf la descrivono perfettamente:

"Sono passati quasi cinquant'anni, una vita intera, e lei ancora non ha imparato a dire a sè stessa qualcosa che assomigli a un infinito si."

Vincoli è una storia drammatica, molto dolorosa che parla principalmente di famiglia e di rapporti familiari. Ma la famiglia descritta in questo romanzo assomiglia più a una prigione, e i rapporti familiari sono un cappio al quale sembra impossibile sfuggire. Lyman ci riesce ma a che prezzo? Il racconto stavolta è narrato in prima persona, questa scelta ci fa sentire ancora di più, ci trascina letteralmente in una storia dalle tinte scure che non vi lascerà scampo. 

Protagonisti come sempre gli esseri umani, quelli comuni che vivono una vita semplice. La fragilità umana, la bellezza e l'orrore che si nascondono in tutti, la paura, il dolore e la speranza che nonostante tutto non scompare mai. C'è tutto questo e molto altro ancora in questo romanzo. Il modo in cui Haruf racconta del legame tra l'uomo e la terra è indescrivibile. Ma quello che colpisce di più è il modo in cui riesce a creare un profondo legame tra i suoi personaggi e i suoi lettori, legame che non credo si spezzerà facilmente. 

E che altro vuoi dire a questo Haruf che ti trascina di nuovo ad Holt e ti racconta un'altra storia in cui lascerai cuore e lacrime? Assolutamente nulla, semplicemente leggi e ti stupisci. Buona lettura!

"Quando conosci qualcuno da tutta la vita, cerchi di capire il suo punto di vista. E quello che non riesci a capire,  lo accetti e basta."

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