31 marzo 2012

Racconto: "Diario di Black Gray - Le indagini Paranormali di Fedor Chastel " #4

Rieccoci con le nostre indagini ...a che punto saranno i nostri investigatori?!

IV Parte

“Cosa stai pensando?” Fedor scostò il piatto di minestra rimasto intatto, e fissò Delvin.
Non aveva fame. La morte del fabbro aveva aperto una voragine nelle indagini. E chiuso il suo stomaco.
Era la prima volta in assoluto che gli capitava una situazione del genere. Non c’era un punto di partenza, o meglio esisteva, ma non acclarato da alcuna certezza. Razionale! Lui, nonostante tutto, non voleva ancora abbandonare quella pista.
Delvin, fin dall’inizio, aveva avanzato un ipotesi soprannaturale. E anche ora, dopo l’uccisione del fabbro, continuava a insistere su due piste differenti e convergenti. Dannazione a lui! Aveva ragione, ma voleva ancora concepirla come una remota eventualità e non come un’assoluta certezza. 
L’indomani mattina sarebbe arrivata la polizia.
Immaginava già il ghigno di quell’avvoltoio di Dipton. Il loro fallimento era anche il suo, ma non gli sarebbe certamente importato. Agli occhi del governatore loro erano gli unici responsabili delle indagini. Al diavolo! Avrebbero risolto quel caso. Se non altro per rendere giustizia a quelle povere bambine innocenti. Lo dovevano a loro e a nessun altro! Che il villaggio sapesse era una certezza. Ora però dovevano capire fino a che punto quel patto scellerato coinvolgesse gli abitanti di Ash. Ma di chi fidarsi? Potevano davvero dormire sotto quel tetto senza temere che qualcuno, nottetempo, si intrufolasse nelle loro stanze per ucciderli? 
Erano in pericolo. L’assassino di Jeres li riteneva certamente un fastidio. Il villaggio stesso li riteneva un fastidio. “Che siamo nei guai fino al collo. Questo è quello che penso”.
Delvin fissò il locandiere dietro di lui. Non si fidava di quel tipo. Non si fidava di nessuno.
Bastava una minestra avvelenata o una pugnalata alle spalle e i due sbirri sarebbero stati un ricordo! Di certo avrebbero attirato ancor più l’attenzione sul villaggio. E questo, lui o loro, non lo volevano affatto. Sorrise amaro. Era una ben misera consolazione. Ingoiò il boccone. 
Non avevano trovato tracce significative in casa del fabbro. Niente. Il suo era il primo omicidio che non coinvolgesse una bambina. Lui era il legame tra le morti misteriose e la risoluzione del mistero. La chiave … e loro l’avevano perso! Delvin incrociò lo sguardo di Fedor e si accorse che lo stava fissando a sua volta. “Andiamo, ho voglia di un sigaro” disse alzandosi dal tavolo e avviandosi fuori.
Lo sbuffo di fumo si condensò rapido nella notte che opprimeva il villaggio. Delvin gettò il resto del sigaro a terra e lo calpestò. Dovevano essere dei veri e propri pazzi incoscienti per avventurarsi lì fuori. Avevano una lampada a gas. “Non potete uscire senza questa!” - aveva detto con tono preoccupato il locandiere, accendendo lo stoppino e porgendo loro la lucerna ammaccata.
Si trovavano alle spalle della fucina, proprio al centro del villaggio. La passeggiata si era conclusa accanto all’albero che definiva una sorta di piazza dove la gente di Ash, quelle rare volte che accadeva, si incontrava. Fedor si toccò il fianco al di sotto del lungo cappotto nero, alla ricerca del pugnale. Delvin lo imitò. Lo impugnarono come fosse un naturale prolungamento del proprio braccio, poi lo fecero sparire rapidamente nella manica nera. Il resto della singolare dotazione di cui disponevano era rimasta nelle camere. Nascosta, alla loro maniera.
“Sei sempre della stessa idea!” Delvin incrociò le braccia al petto.
Conosceva quell’atteggiamento. Fedor lo fissò in cagnesco. Le labbra tirate e gli occhi come due pietre nere. “La morte di Jeres è opera di un comune assassino. Te lo concedo. Ma quella delle bambine, no!” Freser non aveva alcuna intenzione di cedere di fronte al suo mutismo. L’amico sospirò rassegnato. Ne avevano discusso per quasi tutta la serata. Le assurde circostanze della sua stessa nascita, lo portavano a rifiutare, pur avendolo affrontato, il pensiero del male vero, quello fatto di magia e morte, demoni e streghe, mostri e vampiri. “Ricordi Ghersil?”
Fedor storse le labbra. Come dimenticare! Quella bestia maledetta aveva ucciso una decina di innocenti prima che arrivassero loro a fermarlo. Era stata la prima volta che si era trovato a contatto con i suoi poteri! L’esperienza lo aveva letteralmente devastato. Da allora aveva fatto l’unica cosa plausibile. Aveva ignorato cosa fosse davvero. O almeno, ci aveva provato.  
Ma sapeva anche il motivo fondamentale per cui avevano scelto loro per quel caso. Avevano sentito parlare del suo lato oscuro. Dei suoi vezzi. Vezzi?! Come se a lui piacesse andarsene in giro a scovare demoni, uccidere bestie immonde e avere quei terribili mal di testa.
“E’ stato lì che ho scoperto di essere anch’io un mostro, no?” disse sardonico.
Di nuovo. Era stufo di quella lagna. “Tu non sei un dannato mostro. Hai un dono e maledizione a te, ti costringerò ad accettarlo!”
Si fissarono per un lungo minuto. Uno di fronte all’altro. Fedor sapeva bene quanto l’altro fosse testardo. Delvin lo stava sfidando. Ma aveva un vantaggio su di lui. Il senso di colpa. Decise di metterlo da parte, per il momento. continua...


Recensione: "Super Chica" di Laura Fernandez

BuonGiorno, rieccoci con una nuova Recensione.
Intanto ringrazio la Casa Ed. Sonzogno per la celerità dell'invio di questo Romanzo.

La mia opinione:

Il libro è uscito pochi giorni fa ... arrivato quasi subito dalla ma richiesta. La copertina richiama un pò i fumetti, divertente e strampalata come il libro. Il romanzo è particolare, narra di una ragazza di 30 anni che crede di averne ancora 10 e gioca al Super eroe credendo di essere "Super Chica" uno dei suoi personaggi dei fumetti preferiti, trasforma tutti quelli che la circondano in personaggi dei fumetti e se ne va in giro con il suo mantello colorato, con una grande "S" disegnata sulla maglietta. La scrittrice è spagnola, si è destreggiata abbastanza bene anche se il romanzo non è il mio genere è leggero e tranquillo, molte volte "stravagante". Le descrizioni son ben fatte e vari personaggi si avvicendano nell'alternarsi del caso che starà per coinvolgere la ragazzina Wendolin Kramer supportata in tutto e per tutto dalla madre che parla uno strano tedesco e le ha cucito lei stessa il costume da Super Eroe; a volte anche soprannaturale e fuori dalle righe . Super Chica diventerà un vero e proprio investigatore privato. Variopinto di personaggi strampalati fra cui una Libraia che è incentrata sul mito di una finta Virginia Woolf. Carino nella sua sregolatezza e fantastico perchè credo che se vedessimo in giro qualcuno vestito da super eroe lo prenderemo per pazzo ma chissà cosa succederà a Wen... "io credo che il mondo non sia ancora pronto per un SUPER EROE.."





BUONA LETTURA
XX


30 marzo 2012

[Recensione] Un uso qualunque di te di Sara Rattaro


Buon Pomeriggio, in collaborazione con SannioLife ecco la lettura "in comune" di questa settimana. GRAZIE alla casa editrice Giunti, sempre gentile disponibile e puntuale, che ci ha mandato il romanzo...è meraviglioso, sensibile e leggero..ti penetra nell'animo, nelle viscere fino a farti battere il cuore.... 
 
Quando ci si imbatte in una storia come "Un uso qualunque di te", capisci che davvero l’amore è l’espressione più nobile ed elevata della natura umana. La sua grandezza ti afferra, stordendoti.

Non mi riferisco unicamente all’amore tra un uomo e una donna, che pur ne rappresenta una delle molteplici sfaccettature, ma all’amore totale, viscerale, estremo. Come può esserlo quello per un figlio.
 
Il libro mi è piaciuto molto. L’ho letto in pochissimo tempo. E mi ha lasciato dentro una scia di sentimenti forti e contraddittori, ma che sempre accompagnano una lettura profonda e apprezzata: amore, amicizia, tradimento, senso di colpa, fragilità umana, in cui ci si trova e ritrova.

Al di là poi della storia, intensa e drammatica, c’è una sorta di consapevolezza nel diramarsi dell’intreccio che ci fa intuire quasi subito, tra improbabili alternative, il modo in cui andrà a finire; ma è leggere di quella scelta, sentirne le motivazioni e valutarne le conseguenze attraverso gli occhi dell’autrice a incatenarci nella lettura.

La narrazione si inerpica tra l’uso della prima persona con Viola, poi della terza, poi del punto di vista finale dell’altro, Carlo … raccontato sempre e solo dalla sua ‘voce’ fino al capitolo conclusivo. Le dinamiche potrebbero essere quelle che si realizzano in tante coppie, in tante vite, in tante famiglie, ma la lucidità e allo stesso tempo la delicatezza estrema con cui prende forma la storia, le donano una feroce consapevolezza letteraria, di una penna matura e cosciente.

Con il suo gesto finale la protagonista non sembra mirare a conquistarsi la ‘simpatia’ del lettore, ma solo a compiere l’unica scelta giusta… Accade tutto nel giro di una notte e una giornata. Il mondo cambia. Viola si ritrova in ospedale con sua figlia, Luce, in fin di vita e lui, il marito che ha sempre ingannato e tradito …
 
Tra un capitolo e l’altro il ricordo dei più celebri amanti della letteratura: Tristano e Isotta, Romeo e Giulietta, Orfeo ed Euridice. Un libro per riflettere. Senza pregiudizi. Senza banali o presunte catarsi. È una storia che prende dritto al cuore. Stringendolo.
 
Ho aperto gli occhi ventidue minuti prima che la sveglia suonasse. In ventidue minuti puoi attraversare la città se non è l’ora di punta, puoi montare a neve gli albumi per fare il tiramisù, sostenere una conversazione con il callcenter della tua compagnia telefonica se desideri cambiare tariffa, spedire una raccomandata, sintonizzare i canali del televisore, riempire la lavapiatti dopo una cena con le amiche, guardare una puntata di Sex and the City, eseguire l’intervento chirurgico per correggere la miopia o fare una bella nuotata. In ventidue minuti puoi licenziarti, concepire un figlio o consumare un pasto completo.

28 marzo 2012

10° Tappa "Antarctica Blog Tour"


Siamo felice di ospitare oggi nel nostro BLOG la decima e ultima tappa dell'Antarctica Blog Tour. Si conclude oggi l'iniziativa che in questi ultimi mesi ha coinvolto i migliori siti e blog letterari del web nella presentazione del romanzo Antarctica, un thriller di Mario De Martino, da oggi finalmente in libreria per Casini Editore.



In questa tappa conclusiva faremo il punto della situazione, ripercorrendo ciò che si è trattato (e svelato!) nelle tappe precedenti. Ma prima, ricordiamo ancora una volta la trama del romanzo:


1947. Nel corso dell'operazione Highjump il sottomarino USS Rebecca capta un segnale radio VLF in prossimità della costa della Nuova Svevia, in Antartide. Giunti sul posto, i militari rinvengono un imponente velivolo intrappolato nei ghiacci. Il carico che trasporta li lascia esterrefatti: un ordigno luccicante che comincia a trasmettere un misterioso messaggio in codice Morse. Il presidente Truman si convince che il velivolo sia un'arma nazista di ultima generazione. Si mette allora in contatto con l'ex ministro britannico Winston Churchill e chiede di consultare le decrittazioni dei messaggi nazisti effettuate a Bletchley Park. Scoprirà una verità agghiacciante. 

1976. Ricoverato in un ospedale psichiatrico per istigazione al suicidio, il dodicenne Mark Weber nasconde un segreto che potrebbe cambiare il corso della Storia. La sua presenza non passa inosservata, e intorno a lui cominciano a muoversi le ombre di chi agogna al potere. Ma...


Giorni nostri. Una catena di efferati delitti insanguina le strade di Los Angeles. L'FBI e la CIA intraprendono una pericolosa caccia all'uomo. Cosa si annida nella mente criminale del killer? Quali segreti nasconde il Governo in una piccola isola sperduta nell'Oceano Pacifico?
 Ma soprattutto, qual è il filo che, a distanza di sessant'anni, lega gli omicidi all'ordigno ritrovato in Antartide?

Per dieci settimane il blog tour ci ha tenuto compagnia rivelandoci, a poco a poco, i misteri e i segreti che hanno accompagnato la stesura e la pubblicazione di Antarctica.
Il romanzo, nonostante presenti numerose contaminazioni di altri generi, è essenzialmente un thriller. In aggiunta agli spunti di fantasia, in Antarctica è presente comunque un fondo di verità: tutti i dettagli relativi all'operazione Highjump corrispondono al vero; il progetto Paperclip, il mistero degli UFO, l'eugenetica nazista (temi trattati nel corso del tour) sono tutti elementi reali che troverete tra le pagine del libro!

Riportiamo di seguito i link diretti a tutte le tappe del blog tour, per una veloce e semplice navigazione:

·         Introduzione al tour su “Le mele del silenzio”: http://lemeledelsilenzio.blogspot.it/2012/01/antarctica-blog-tour.html

·         News sul sito dell'autore: http://www.mariodemartino.com/2012/01/antarctica-blog-tour-tappa-1.html

·         Anteprima della cover su “News Libri”: http://newslibri.blogspot.it/2012/02/blog-tour-antarctica-seconda-tappa.html

·         Gli UFO su “Living for books”: http://www.livingforbooks.com/2012/02/antarctica-blog-tourtappa-3-gli-ufo.html

·         I misteri del nazismo e il progetto Paperclip su “Sognando Leggendo”: http://sognandoleggendo.net/blog/?p=16670

·         L'operazione Highjump su “Sangue d'Inchiostro”: http://sanguedinchiostro.blogspot.it/2012/02/blog-tour-quinta-tappa-antarctica-mario.html

·         “I Figli di Atlantide” su “Diario di Pensieri Persi”: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/03/antartica-blog-tour-tappa-sei-i-figli.html?spref=fb

·         Un estratto del libro su “Il Diario della Fenice”: http://diariodellafenice.blogspot.it/2012/03/antarctica-blog-tour-7-tappa.html

·         Intervista all'editor Sara Deodati su “Pensieri d'Inchiostro”: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/03/18/antarctica-blog-tour-8a-tappa/

·         Il progetto “Little Dreamers” su “Bookland: Viaggiando tra i Libri”: http://bookland89.blogspot.it/2012/03/antartica-blog-tour-nona-tappa.html

Oggi si conclude il nostro viaggio in giro per il web... ma comincia l'avventura in libreria! Nei prossimi giorni, Antarctica sarà finalmente acquistabile e i suoi segreti saranno svelati!

Nell'augurarvi una buona lettura, vi do appuntamento a domani, 29 marzo 2012, sul sito dell'autore (www.mariodemartino.com) con la chiusura ufficiale del blog tour e l'elezione del vincitore del giveaway (che si porterà a casa una copia gratuita del romanzo)!



Non mancate!!

27 marzo 2012

Diario di una Libraia #3

Finale?                                                     27 Marzo 2012

Direi che oggi è stata una giornata meravigliosa e splendente ma questo non potevo proprio risparmiartelo mio "Caro Diario". Una signora entra di filata e giunge fin nella mia postazione. "Buongiorno Signorina...dove sono i quadernoni in offerta?" - "Lì Signora" prende tre quadernoni e si avvicina a Me; un giornale con la faccia di Gramellini spiccava sul bancone e la signora  "Ah si ho visto una trasmissione di questo libro...E' disponibile? " - "No signora l'ho esaurito proprio poco fa." La guardo leggermente di lato e lei dice "Si tanto non volevo comprarlo..." - "...sa è davvero bello.." - "Ah l'ha letto? E come va a finire? Però non lo voglio comprare.." La guardo con occhi sgranati e sospiro..."Se non lo compra non lo potrà mai sapere..."sorrido a 350 denti, la signora sorride e si avvia verso la porta, la apre e si volta "Allora non si può svelare l'enigma?" - "Eh no..." la porta si chiude e io sospiro talmente forte che tutti i libri ridono come pazzi...CHE GENTE!!

XX 

Anteprima: Mi chiamo Chuck di Aaron Karo

Buona Giornata!
Eccovi un'Anteprima...

Dal 4 Aprile in Libreria

Mi chiamo Chuck
Autore: Aaron Karo
Editore: Giunti Y
Pagine: 288
Prezzo: € 12,00

Trama:
Chuck Taylor ha diciassette anni e mille paranoie. Si lava le mani continuamente, controlla ossessivamente le manopole dei fornelli e il terrore dei germi condiziona le sue relazioni sociali, di fatto quasi inesistenti se si esclude Steve, goffo amico del cuore bersaglio delle angherie dei bulli della scuola. Chuck ha anche una sorella, Beth, che lo ignora al punto da negargli persino l’amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse All Star: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d’animo. Converse rosse = arrabbiato, gialle = nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo dalla strizzacervelli. Ma è l’arrivo di una nuova compagna di classe a cambiare radicalmente la vita di Chuck e ad aggiungere un nuovo colore alla sua collezione di Converse.
Impossibile non ridere con questo esilarante racconto in prima persona di Chuck, uno dei più divertenti e struggenti personaggi della narrativa contemporanea.


Aaron Karo è un giovane autore di libri di fiction umoristica, bestseller nelle classifiche americane e apprezzati per la vena graffiante e sfacciata. Dal 1997 Karo è anche editorialista di una rubrica seguitissima, che ha avuto così tanto successo da diventare un social network. Questo è il suo primo romanzo per YA.



Baci...
Ilaria

Recensione: Tri – La profezia di Lorena Laurenti

BuonGiorno miei cari,
in collaborazione con Sannio Life ecco le nostre letture di questa settimana. Ringraziamo l'autrice per averci mandato il Romanzo .

Titolo: Tri – La profezia Autore: Lorena Laurenti
Editore: Lulu.com Pagine: 499 Prezzo: € 18,36
Prezzo E-book: 2,90€
L' opinione :

Siamo solo all’inizio. E l’attesa del seguito si fa trepidante. Tri Capitolo primo: la profezia è un gran bel fantasy. L’apertura di una saga che si annuncia avvincente. Inizialmente ci aveva lasciati un po’ perplessi. La storia, nonostante la piacevolezza dello scritto sembrava non voler ‘decollare’, poi …
Si tratta di una trama entusiasmante e ben orchestrata. I personaggi sono descritti con pennellate rapide ed essenziali, ma puntuali e accattivanti nel delinearne le emozioni e i sentimenti più profondi.
Sono 498 pagine di lettura intensa e trascinante; peccato però, per i vari refusi e errori presenti nel testo.  
Saira, Shu, Aron, la profezia che li vuole guerrieri chiamati a difendere Ebdor, questo strano pianeta dove si ritrovano catapultati; il male che si fonde e confonde col bene, il cammino e l’evoluzione interiore di ogni personaggio. È un pianeta senza libertà, che vive in una pace effimera, quello da salvare. Ebdor è abitato da automi, uomini prigionieri della volontà del Sovrano. Vietata la scrittura, vietati i libri … A difenderlo i due generali, Earner e Zora, figli del Sovrano. La battaglia finale, come nel famigerato Signore degli Anelli, fa da sfondo, se ne sente continuamente aleggiare il dramma e la sofferenza ad essa legati, ma ci sono lotte continue, interiori, ben più terribili, tra amore e amicizia, vita e morte. E scelte, importanti e dolorose. Una profezia che si ripete ogni 100 anni lega i destini dei vari protagonisti uniformandoli ad uno solo.  L’intreccio è coinvolgente, drammatico, ma con piacevoli intermezzi e dialoghi ben congegnati. Il finale è aperto. Abbiamo appena cominciato. Attendiamo il seguito … e il ritorno dei nostri guerrieri su Ebdor. Assolutamente da non perdere per gli amanti del genere.


Un assaggio per i nostri lettori

"Malinconia. Era quella l’unica sensazione che percepivo in quel mondo senza forma. Poi, venne il tatto. Un corpo adagiato su un letto morbido ma allo stesso tempo ruvido. Le mani e le braccia che sprofondavano leggermente, la testa abbandonata di lato. Dov’ero?
Il calore arrivò per ultimo, rovente e torrido. Era ovunque, sulla pelle, sul viso, nell’aria, persino sotto di me. Mi sforzai di aprire gli occhi, di muovere le dita, ma pareva che il mio corpo non volesse collaborare, che fosse paralizzato al suolo."


26 marzo 2012

Anteprima: "Il profanatore di Biblioteche Proibite" di Davide Mosca

Recensione: Multiversum di Leonardo Patrignani

Buon inizio settimana a tutti...dopo un paio di giorni ho concluso Multiversum di Leonardo Patrignani in uscita, domani, 27 MARZO. Ecco la mia RECENSIONE!!

 La mia opinione: 

Io credo che questa sia un eccellente opera letteraria!! Da molti anni orsono non leggevo un libro così. Direte voi..."Ma questa è impazzita?!Cosa sta farneticando?" Bhè miei cari, domani 27 Marzo uscirà un fantasy italiano degno di tale nome. E non sto scherzando!! Il Romanzo è arrivato in carta semplice, bianco e nero ma proprio quei colori mi hanno fatto tornare indietro nel tempo ...Sulla copertina è impresso e dichiarato"Buon Viaggio" con la dedica dell'autore. Ho trovato tutto semplicemente attraente a tal punto che ho iniziato subito a leggere. Le pagine scorrevano leggere e i protagonisti mi hanno portato e trascinato in un universo nuovo e difficile da sopportare. Chiunque vorrebbe un'altra vita, chiunque fa delle scelte e poi si pente o si rammarica ...ALEX e JENNY possono imprevedibilmente trovarsi dove non vorrebbero, in vite che non sono le loro o forse sono proprio le stesse che avrebbero voluto vivere. Entusiasmante. Le prima 50 pagine si leggono velocemente e si arriva a un punto di non ritorno ove vorresti scoprire anche il tuo universo ...PERCHE'? Perchè la magia che racchiude questo testo è davvero meravigliosa. Lo scrittore è stato abile nel descrivere la moltitudine di universi che si snodano, gli intricati vicoli che si affollano e i Multiuniversi che circondano i protagonisti. Sapiente Fantasy, leggero, rilassante e variopinto vi riporterà in un mondo tutto suo.
 "MEMORIA" è la CHIAVE di TUTTO!!



BUONA LETTURA miei cari amici!!
XX

25 marzo 2012

Recensione: John Carter di Marte di Edgar Rice Burroughs

Buona Domenica a tutti!
Ho finalmente completato la lettura di John Carter,lettura che mi ha tenuta impegnata per un pò,visto che si trattava di ben tre volumi del Ciclo di Marte di Burroughs...
Comunque,ecco la mia opinione...



Trama:
Misteriosamente trasportato su Marte, l'avventuriero ed ex soldato John Carter si trova proiettato in un mondo sull'orlo del collasso, dove schiere di tribù semibarbariche si combattono senza sosta. Nient'altro resta dell'antica e gloriosa civiltà che abitava il pianeta. In questa decadente realtà, la scienza spesso deve cedere il passo alla forza bruta e saper maneggiare una spada si rivela più utile di qualunque altra conoscenza. Così, tra razze sconosciute, mostri terrificanti, combattimenti all'ultimo sangue e antichi ritrovati, Carter viene coinvolto in un colossale conflitto che sembra non conoscere tregua e deve dimostrare di saper sopravvivere in quell'ambiente violento e ostile. Ma sul Pianeta Rosso il terrestre troverà anche l'amore della bellissima principessa Dejah Thoris e scoprirà che la salvezza di Marte e dei suoi abitanti è nelle sue mani...



La mia opinione:
 John Carter è stata una lettura entusiasmante...Essendo un'appassionata di classici,ero sicura che mi sarebbe piaciuto,ma non mi aspettavo che mi avrebbe entusiasmata tanto,perchè comunque si tratta di un libro scritto nel 1911,ma in realtà si nota che è stato scritto parecchio tempo fa solo dalla scrittura e dal modo di esprimersi dell'autore...
I tre libri sono uno più bello dell'altro!I personaggi sono tutti molto interessanti,primo fra tutti il protagonista dei romanzi,John Carter,che si dimostra essere un eroe nel vero senso della parola...
A mio parere le descrizioni sono alcune tra le parti migliori dei romanzi,in quanto sono tutte molto dettagliate,e ti fanno provare la sensazione di trovarti davvero su Marte...
La storia d'amore che nasce tra John Carter e la principessa Dejah Thoris è molto bella!
In pratica,non riesco a trovare nessun aspetto negativo nei libri di Burroughs,e spero che qualche casa editrice si decida a pubblicare anche gli altri libri che compongono il Ciclo di Marte...
Inoltre ho visto anche il film che è stato tratto dal romanzo,e anche se in effetti con il libro ha poco in comune,mi è piaciuto comunque molto!

Baci...
Ilaria

24 marzo 2012

Racconto: "Diario di Black Gray - Le indagini Paranormali di Fedor Chastel " #3

Buon Pomeriggio, eccoci con una nuova puntata delle indagini di Fedor Chastel...
Qui il sole splende luminoso, il sorriso e l'allegria si spandon nell'aria. Nel villaggio di Ash però un nuovo misfatto è accaduto...

III PARTE

Il fabbro lo guardò in un modo che non seppe definire bene.Un lampo, nient’affatto benevolo, passò in quegli occhi. Un lampo omicida. 

Fedor trovò il fabbro nella sua fucina. Il battere incessante del martello sull’incudine risvegliò il suo mal di testa mentre cercava invano di attirare l’attenzione dell’uomo. Si erano parlati subito dopo il loro arrivo al villaggio, al termine della cerimonia di sepoltura di sua nipote. Già, perché Mary era orfana di entrambi i genitori ed era stata cresciuta da zio Jeres, il fabbro appunto, nonché il factotum del villaggio, rimasto vedovo dopo la nascita dell’ultimo dei suoi tre figli maschi. La moglie era morta di peste, secondo il racconto dell’uomo. In verità più che un’epidemia era stata una vera e propria strage. In cui erano morte tutte le donne di Ash?! Si chiese ancora una volta. Mah … 
“Salve” urlò l’ispettore, cercando di sovrastare il fastidioso rumore metallico.
Lui si voltò guardandolo appena. Di primo acchito sembrò non volergli dare retta, poi interruppe quel rumore infernale e si pulì le mani sul grembiule di pelle. “Cosa posso fare per voi, ispettore!”. Il tono non era dei più cordiali e ancora una volta si chiese perché quell’uomo non gli piacesse. Il volto rotondo e buffo tradiva occhi piccoli e perennemente sospettosi. Si, c’era qualcosa che non andava in quel tipo.“Vi ruberò poco tempo, volevo un favore”. Fedor sapeva che nella maggior parte dei casi era meglio venire subito al sodo piuttosto che girarci intorno.
“Chiedete pure”. Jeres si allontanò dalla fiamma e si avvicinò al tavolo degli arnesi, lì dove Fedor si era fermato. Prese una serie di scalpellini che infilò rapido nelle tasche del grembiule, quindi gli rivolse la sua attenzione. L’ispettore seguì il gesto. Lo fissò in viso.  “Stiamo portando un po’ di scompiglio nel villaggio - buttò lì -  ma capirete che è l’unico modo di venire a capo di questa situazione”.“Certo” fece l’uomo, abbassando gli occhi e rialzandoli di scatto subito dopo. “Quello che non capisco è perché solo ora il maresciallo si sia ricordato di noi e in cosa, io, possa esservi utile!” Fedor ebbe un attimo di imbarazzo. Un’osservazione più che lecita. La polizia locale li aveva abbandonati per mesi, lasciandoli al loro destino, ma ora, per un capriccio del governatore, che aveva scoperto per caso questa macchia sulla mappa del Kenter, si trovavano due sbirri tra loro. Di sicuro non erano avvezzi ad estranei in giro per il villaggio. Anzi, sembravano non tollerarli affatto. Questo era il motivo dell’ostilità del fabbro e quello per cui era convinto che il colpevole si celasse tra loro. Quella gente era rassegnata, ma quanto mai decisa a nascondere e nascondersi. Come se avesse accettato il suo destino. Come se conoscessero il colpevole o i colpevoli e li proteggessero, loro malgrado …
Non poteva essere opera di uno solo. Fedor ne era convinto. Scelse ancora una volta un approccio diplomatico.“Ho bisogno del vostro aiuto. Qui siete una sorta di capo villaggio e io vorrei poter parlare con tutti gli abitanti per vedere se viene fuori qualcosa di più, rispetto a quello che sappiamo ora!” Il fabbro lo guardò in un modo che non seppe definire bene. Un lampo, nient’affatto benevolo, passò in quegli occhi. Un lampo omicida. Lo vide stringere uno dei suoi grossi pugni. Quell’uomo era un colosso, avrebbe potuto ucciderlo con la sola forza delle mani. Fedor ignorò quel pensiero e proseguì deciso. “E’ necessario. Al di là di quello che si vuole far credere, penso ci sia una mano più che umana dietro questi omicidi, ma ho bisogno dell’aiuto di tutti per scoprire il colpevole o i colpevoli …”. Lanciato quella sorta di ultimatum, gli rivolse uno sguardo significativo prima di andarsene. Fece qualche passo e si fermò. Parlò senza voltarsi. “Ah, un’altra cosa, naturalmente vorrei ci fossero tutti! - aggiunse mettendo una particolare enfasi sul tutti. “Credi che l’intero villaggio sia coinvolto?” chiese Delvin scettico. Lui e Fedor si stavano scambiando le rispettive novità e impressioni dopo le indagini parallele condotte per l’intera giornata. Lo scontro di quella mattina era stato archiviato. Ma Delvin non intendeva mollare. Aveva ragione. E Fedor lo sapeva. Ma le indagini venivano prima di tutto. L’incontro con il governatore era stato rapido ed essenziale: avevano non più di una settimana per risolvere il caso, dopo di che potevano tornarsene da dove erano venuti. La fama del villaggio maledetto si era diffusa ben oltre il Kenter e aveva richiamato un’attenzione che infastidiva e danneggiava l’immagine del suo governatore. Fedor stava ripercorrendo mentalmente la scena. Erano ben consapevoli della gravità della situazione, ma l’arroganza assoluta e quell’atteggiamento di aperta superiorità gli avevano fatto venir voglia di sbattergli in faccia i mesi di inoperatività della sua polizia, del suo connestabile e del suo maresciallo. Non era certo loro la colpa di quella incresciosa situazione! Semmai ne erano stati danneggiati a loro volta! Delvin si era limitato ad irrigidirsi accanto a lui, ignorando il palese affronto. Lui invece aveva ingoiato amaro. Sapeva che non potevano permettersi colpi di testa.“Chiuderemo il caso prima del tempo concessoci!”.
La risposta, la promessa di una pronta risoluzione e il cenno di assenso che Delvin aveva indirizzato ai tre autorevoli imbecilli davanti a loro, a sostegno di quanto affermato dall’amico, parvero sortire l’effetto voluto su quel borioso pancione. E sui suoi tirapiedi. Dopo il rapido incontro con il governatore, Fedor si era recato all’ospitaletto lì vicino. Delvin era rimasto a recuperare i loro cavalli. Lì aveva scoperto che non vi era alcuna traccia di ricoveri di pazienti del villaggio, di quarantena o di una qualsiasi richiesta d’aiuto o altra comunicazione. Anche secondo loro, come avevano scoperto anche alla polizia e alle autorità sanitarie, non vi era stata alcuna epidemia di peste. Quando Delvin si era recato da padre Gregor per consultare il registro di nascite e decessi, quest’ultimo gli aveva detto che era andato tutto perduto in un incendio, scoppiato durante la pestilenza - il prete e il fabbro allora avevano mentito? - e gli unici dati registrati erano quelli degli ultimi sei mesi, il periodo in cui si erano verificate le morti. Altra casualità a dir poco strana. Come se qualcuno avesse voluto cancellare qualsiasi traccia antecedente la strage delle bambine. Era sempre più convinto che bisognava partire da lì. Qualunque cosa ci fosse dietro quelle morti infatti, aveva avuto origine nello stesso periodo che avevano voluto cancellare. Da lì e dalla peste. O meglio, dalla falsa epidemia di peste.
La mente analitica di Fedor stava seguendo il corso frenetico dei suoi pensieri, come gli capitava spesso. Un discreto colpo di tosse lo riportò alla realtà.
Si scosse. Qual’era la domanda? Ah si, se credeva che l’intero villaggio fosse colpevole! “No, voglio almeno sperarlo. Di sicuro il fabbro lo è!”. La sua cavalcatura si mosse irrequieta. Delvin tirò le redini e si voltò nella sua direzione. Stavano tornando da Dones. Nel palazzo della polizia avevano recuperato le rispettive cavalcature, dopo che quella mattina lo stalliere del villaggio li aveva accompagnati in città.“Non so cosa ci sia sotto ma, quell’uomo non mi piace”. Fedor si passò una mano tra i lunghi capelli bianchi. Sospirò. Delvin strinse più forte le redini. Non piaceva neanche a lui. Ma sapeva che c’era dell’altro. Attese. “Sai che la notte non dormo quasi mai - proseguì l’amico. Era un dato di fatto. Annui. L’altra notte, mentre fumavo affacciato alla finestra, l’ho visto entrare e uscire da una delle case dove eravamo stati la mattina stessa …” Il collega esplose. “Il nostro fabbro è andato ad accertarsi che non avessero parlato coi due sbirri!” Poi sembrò pensarci su e domandò. “Perché diamine non me l’hai detto prima?”Fedor sbuffò.“Perché da sola non era una prova del suo coinvolgimento. Mentre tu eri dal prete io sono andato da lui e ho chiesto la convocazione di un’assemblea dell’intero villaggio.”“Per l’affare delle donne” incalzò Delvin.“Si, ma anche perché volevo vedere la sua reazione”. Si interruppe fissandolo. “Ti assicuro che è stata molto interessante. E poi volevo appurare un’altra cosa.”
“E cioè?” nella voce dell’amico si leggeva una punta d’impazienza. Odiava quando gli forniva informazioni a metà.“Che avesse degli arnesi adatti a cavare bulbi oculari”.
Delvin lo guardò sorpreso. “All’occorrenza è anche il cerusico del villaggio …” disse mentre nella sua mente prendevano forma, senso e implicazioni di tale ipotesi. C’era anche una mano umana … glielo concedeva! Fedor lo fissò con assoluto compiacimento. Una leggera folata di vento fece ricadere una ciocca bianca davanti ai suoi occhi scuri. La sistemò dietro un orecchio, senza distogliere lo sguardo dall’amico.
“Si, e non è tutto. Ho visto gli scalpellini. Ne ha centinaia!”. Delvin fischiò. Lo fissò e in un lampo pensieri e azione passarono dall’uno all’altro.“Che aspettiamo allora, andiamo dal fabbro!” gridò piantando gli stivali nei fianchi dell’animale che partì spedito verso il villaggio. Fedor lo seguì ...continua

Diario di una Libraia #2

"Un giorno qualunque"                                          24 Marzo 2012

Finalmente il mio sogno si è avverato aprire una libreria. Direte voi "Che meraviglia, cosa c'è di più bello?!" Nulla c'è di più bello che stare fra i libri, annusare l'odore, osservare le copertine leggere e scorrere le trame che ti passano ogni giorno fra le mani, sfiorarle e sentirle nell'animo dopo averle seguite e attese per svariati mesi. Ma tutto ciò dovrebbe essere accompagnato da un contorno appropiato e di fatto non lo è. Mi catapulto con buona norma alle ore 9,00 nella mia piccola Libreria, di buon umore perchè questo è stato uno dei miei sogni più profondi e dopo tante fatiche e odissee nella mia vita son riuscita a rendere concreto un qualcosa e ti senti felice di fare ciò che fai, ti senti viva. Il mondo ti cade addosso quando arriva il postino con 300 lettere, non di certo d'amore ma di cosa da pagare(luce, acqua, libri e via dicendo), ti chiama il commercialista e ancora cose da pagare, ti chiama il corriere e altri soldi ...sulle tue spalle si accumulano, pesano come sassi bollenti tutte queste incombenze e ti senti morire perchè io non sono mai stata una persona che demorde al primo ostacolo, perchè non sono mai stata una persona che toglie il sorriso dalle sue labbra per questo, perchè voglio sbattere con la faccia contro il muro ma questo SOGNO voglio farlo vivere e rendere per almeno un istante una , due , tre persone felici di aver letto quel libro, vedere negli occhi di qualcuno che torna e dice "Era bellissimo, grazie di avermelo consigliato" o ricevere due righe di ringraziamenti da qualcuno che ti dice "GRAZIE di essere qui." Non ci sono motivi per cui una persona.. donna, uomo o bambino che sia, debba acquistare da Me...piccola libreria senza sconti, piccolo cuore che palpita in milioni di "Mega sconti", in milioni di Grossi colossi, in milioni di vite che vagano per le megalibrerie fantasma senza uno sguardo, senza un cuore senza un desiderio ne una mano da stringere ma il freddo intorno...non obbligo nessuno, anzi mi ucciderei per pagare ogni giorno quello che devo e non avere nemmeno un centesimo di debito ma credetemi non è affatto FACILE, almeno qui, almeno ora, almeno in quest'epoca, almeno in questo universo. Molte persone... ti coprono, ti calpestano nonostante io abbia una LAUREA, ti guardano con sguardo critico e ti dicono "Non c'è un pò di sconto?" quando io su un misero libro  ci guadagno pochi EURO...perchè il mondo dell'editoria è così. Ma io cerco di sorridere e non ascoltare nessuno perchè ci sono anche persone che mi danno man forte, occhi che ti guardano con ammirazione e ti chiamano, mani che si stringono e abbracci che ti scaldano il cuore, bocche che ti baciano e restano al tuo fianco anche quando il mondo ti è ormai caduto addosso e tu SORRIDI ancora davanti a TUTTI...TUTTI. Le marmellate dolci alle arance che ti portano, l'aiuto che ti danno nel sostenerti e presentare senza nemmeno un euro, coloro che ti regalano piccoli libri sapendo che anche avendone milioni tu in effetti non ne hai nemmeno UNO e quei libri non sono tuoi ma sono tuoi figli che dai loro che li concedi e li dai con il cuore in mano ...Per non parlare dell'ipocrisia che entra e dice "Ma cosa sono?Si mangiano?"....bella battuta questa nell'ignoranza totale della cultura e si crogiolano nella beltà...MA IO SORRIDO perchè amo quello che faccio, perchè ringrazio DIO che ogni giorno mi fa superare la vita senza farmi ammalare, anche se piango ritorno sempre più forte di prima, anche se cado mi rialzo, anche se sanguino mi disinfetto, anche se sbatto cento volte con la testa per terra...in ginocchio mi trascino fino alla fine, contro chi mi odia, contro chi mi butta a terra e parla male...IO VIVO, LEGGO, AMO e RESPIRO perchè questo è l'unico modo per SORRIDERE è l'unico modo per VIVERE.

W LA LETTURA ora è per SEMPRE!!


23 marzo 2012

Anteprima: "Thomas Jay" di Alessandra Libutti

Buongiorno Lettori,
Molti in questi giorni hanno parlato del caso Thomas Jay scrittore italoamericano condannato all’ergastolo dalla Three Strikes Law...verità o fantasia?! Ecco la verità!

Thomas Jay: un grande scrittore ingiustamente in carcere o un’invenzione del marketing?
 
Come molti di voi hanno subodorato grazie agli indizi che abbiamo disseminato nella campagna virale, Thomas Jay non è un personaggio reale ma è il protagonista del romanzo omonimo di Alessandra Libutti edito da Fazi Editore, in libreria da fine marzo.

Thomas Jay è stato finalista al Premio Calvino. Uscito inizialmente in poche copie per un piccolissimo editore, e ritorna oggi in libreria dopo una lunga opera di riscrittura da parte dell’autrice.

Abbiamo ricevuto critiche ma anche tanti commenti che ci fanno capire come per nulla virtuale sia la capacità di un personaggio letterario come Thomas Jay di restare nei cuori e nelle menti di chi si imbatte nella sua storia di ribellione e speranza.

Fazi Editore

Casa Ed.:Fazi Collana: Le strade
pp. 320 – euro 14,50
TRAMA:
Dopo un’infanzia povera ma fantasiosa accanto a una nonna rivoluzionaria e una zia amorevole, Thomas Jay viene spedito in America. A dodici anni entra per la prima volta in riformatorio; trova il modo di scappare e si rifugia nella lavanderia di Max. Maestro silenzioso e discreto, Max accende nel ragazzo l’amore per la letteratura ma soprattutto lo incoraggia a scrivere. Anche il critico Samuel Atkinson crede in lui e fa pubblicare il suo romanzo In the Dim, in the Light, destinato a diventare una pietra miliare della narrativa contemporanea. Carattere inquieto e ribelle, Thomas Jay passa l’intera giovinezza fuggendo da un riformatorio all’altro per approdare al carcere, quello vero, fino all’ergastolo. Intanto i suoi romanzi, eccezionali allegorie della vita, incantano il mondo. «Chi lo incontra firma un contratto con l’eternità», dice il professor Atkinson per mettere in guardia Ailie, una studentessa che sta facendo una tesi sull’opera del suo scrittore preferito. Ma Ailie si è innamorata di Thomas Jay prima ancora di conoscerlo e vuole raccogliere i suoi ricordi e l’ultimo, estremo desiderio d’amore.


Romanzo d’esordio di Alessandra Libutti, Thomas Jay è stato finalista al Premio Calvino. Uscito inizialmente in poche copie per un piccolissimo editore, ritorna oggi in libreria dopo una lunga opera di riscrittura da parte dell’autrice.

Thomas Jay è uno scrittore di culto. Dal chiuso di una cella racconta la sua incredibile storia: dall’infanzia turbolenta al carcere, al riscatto attraverso la letteratura, all’amore.


Alessandra Libutti è nata a Roma nel 1967. È laureata in Storia e Critica del Cinema ed ha collaborato alle riviste «Cinema D’Essai», «Music & Arts» e alla webzine «Granbaol». Vive e lavora a Hertford in Gran Bretagna


In libreria dal 30 marzo 2012

Anteprima: "Balla,sogna,ama" di Sophie Flack

Buongiorno!Oggi vi lascio l'Anteprima di un libro che mi incuriosisce molto...
Ecco qua...

Dal 29 Marzo in Libreria

Balla,Sogna,Ama
Autrice: Sophie Flack
Editore: Newton Compton
Pagine: 288
Prezzo: € 9,90

Trama:
Sul palco la sua vita è un sogno. Dietro le quinte, un incubo. Hannah Ward ha solo diciannove anni ed è già una delle ballerine più talentuose del Manhattan Ballet. È perfetta, la sua tecnica è impeccabile e quando danza sembra che con il corpo dipinga l'aria. Ha dedicato la sua esistenza al ballo, e non se ne è mai pentita perché il suo più grande sogno è diventare prima ballerina. Per realizzarlo ha sacrificato tutto: famiglia, amici, tempo libero. Ma quando incontra Jacob, un musicista affascinante e sicuro di sé, tutto il suo mondo crolla. Vuole davvero sfidare le altre ballerine della compagnia per guadagnarsi le luci della ribalta? O forse è arrivato il momento di uscire fuori e scoprire cosa si nasconde oltre l'elegante sipario rosso? Hannah non sa se sarà capace di rompere la sua gabbia dorata e conquistare la libertà di una vita normale. Perché per riuscirci deve lasciarsi andare, aprire il suo cuore e riscoprire quella parte di sé che aveva dimenticato durante la sua ostinata ricerca della perfezione. A costo di perdere tutto... 


Sophie Flack ha cominciato a danzare in tenera età. A 7 anni è entrata a far parte della Boston Ballet School. A 17 è diventata una delle ballerine più importanti del New York City Ballet. Nel 2009 ha lasciato la scuola per raccontare la sua storia in Balla, sogna, ama, il suo primo romanzo: un libro intimo e commovente che rivela cosa vuol dire crescere nella più prestigiosa compagnia del mondo. Sophie Flack è anche una nota pittrice e molti dei suoi lavori sono stati esposti al Lincoln Center. 

Baci...
Ilaria

21 marzo 2012

Anteprima: La biblioteca dell'anatomista di Jørgen Brekke

Buonasera! Eccovi l'Anteprima di un interessante thriller norvegese...

Dal 29 Marzo in Libreria

La biblioteca dell'anatomista
Autore: Jørgen Brekke
Editore: Nord
Pagine: 380
Prezzo: € 19,60 

«Un romanzo affilato come la lama di un rasoio.»
Pål Andreassen, Moss Avis


Trama:
Bergen, 1528. Il frate aveva giurato che non sarebbe mai più tornato in quella terra maledetta: la terra della sua infanzia, la terra della sua sofferenza. Ma è lì che ora si trovano i pregiatissimi coltelli che sta cercando da anni, gli strumenti che adoperava per dissezionare i cadaveri trafugati dai cimiteri. Gli stessi coltelli che hanno reso il suo maestro, Alessandro, il più celebre anatomista dell’epoca. Per aiutarlo a ottenere una simile gloria, il frate ha dovuto pagare un prezzo altissimo. E ora è giunto il tempo della vendetta…
Trondheim, oggi. Non è la prima volta che Jon Vatten è sospettato di omicidio. Cinque anni fa, oltre allo strazio di vedere la moglie e il figlio giacere a terra in una pozza di sangue, aveva dovuto sopportare lunghi ed estenuanti interrogatori della polizia, che lo considerava il maggiore indiziato. Quella volta, però, aveva un alibi di ferro. Ora è diverso. Perché la vittima è una sua collega, la bibliotecaria Gunn Brita Dahle, e lui è stato l’ultimo a vederla viva. Ma Vatten non avrebbe mai potuto commettere un’atrocità simile: la donna, infatti, è stata decapitata e scuoiata seguendo una particolare procedura descritta nel Libro di Johannes, un trattato di anatomia del XVI secolo che è misteriosamente scomparso dalla biblioteca…


Jørgen Brekke è nato e cresciuto a Horten, in Norvegia. Nonostante gli studi scientifici, la parola scritta l’ha sempre affascinato, al punto da indurlo ad affiancare al suo lavoro d’infermiere professionista quello di giornalista. La biblioteca dell’anatomista è il suo primo romanzo e in Norvegia è subito diventato un bestseller. Attualmente vive a Trondheim con la moglie e i figli.





Baci...
Ilaria


Anteprima: "Super Chica" di Laura Fernandez

Oggi in LIBRERIA per Sozogno:

Editore: Sonzogno
Pagine: 270 Uscita: 2012
Prezzo copertina: 18,00 €

“Una surreale storia a incastri che colpisce soprattutto per l'uso disinvolto di una prosa mai banale”  
Marieclaire

“Un romanzo che si legge come un fumetto e in cui non servono superpoteri per diventare supereroi” Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta autori di Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald

Wendolin Kramer, in arte Super Chica, è una donna che a trent'anni si crede un'eroina, vede la vita come un fumetto e alla maniera di un novello Don Chisciotte, ci trascina nel suo mondo immaginario.

Acrobazie linguistiche e architetture sonore compongono un’orchestra di personaggi strampalati: dalla scrittrice di romanzi rosa Vendolin Woolfin al detective gigolò Francis Dómino, a Roberta Glanton, editrice milionaria e senza scrupoli, a Erlinda la libraia lesbica, fino a Donatelo García lo psichiatra canino che insegue amori impossibili.
Con questo romanzo psichedelico e innovativo - ispirato al mondo dei fumetti, ma anche a scrittori come John Fante e Kurt Vonnegut - l’autrice Laura Fernández ha letteralmente stregato la critica e i lettori spagnoli, inventando un’eroina (una super eroina) che si impone come un inno alla libertà e al candore.
Laura Fernández è nata a Terrassa, vicino a Barcellona. E' giornalista e sceneggiatrice. Questo è il suo primo libro tradotto in Italia. Le sue ragioni di vita - così dice – sono il cinema, i romanzi, la musica. E, naturalmente, i fumetti.