La leggenda del girasole

Senza dubbio è il fiore simbolo dell'estate. I suoi colori vivaci richiamano gli occhi che si perdono il più delle volte in uno splendido mare che ondeggia tra il giallo e l'arancione.

Chi di noi non ha mai ammirato i girasoli, splendidi fiori il cui "sguardo" segue perennemente il sole? L'arte stessa li ha celebrati. Come non ricordare i girasoli protagonisti delle opere di Van Gogh e Monet?

Simbolo di gioia e vita, nel linguaggio dei fiori e delle piante, il girasole simboleggia la solarità, la vivacità e l’allegria. 
Il fascino del girasole si completa nelle leggende nate intorno a questa pianta annuale appartenente alle Asteraceae. 
Quello che incontriamo più spesso, la specie più diffusa e più coltivata, è l’Helianthus annuus. Il nome scientifico “Helianthus” deriva da “helios” (in greco significa sole)  e “anthos” (fiore). Il nome comune con cui invece lo conosciamo noi deriva da una sua particolarità, quella di muoversi seguendo gli spostamenti del sole, ossia l'eliotropismo. Il fiore è quindi  rivolto verso il sole per l’intera giornata, un meccanismo reso possibile dalla presenza del “pulvino”, un filamento che si trova sullo stelo. Il girasole è originario del Nord America, dove veniva coltivato dagli indiani che lo usavano per scopi alimentari e lo ritenevano una pianta sacra. 
Ma come è nato il girasole? 
Dietro alla sua nascita, come dicevamo all'inizio, ci sono numerose leggende.
Noi vi racconteremo quella più diffusa e suggestiva, legata a un amore sofferto.  
Vi diremo quindi della storia di Clizia e Apollo così come ci viene raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi.
Clizia era una giovane ninfa innamorata del dio del Sole. E ogni giorno lo seguiva mentre guidava il suo carro.

A un certo punto il dio si innamorò della mortale Leucotoe. Abbandonò quindi Clizia e per riuscire a conquistare la donna amata si trasformò nella madre di lei. Entrato nella stanza dove Leucotoe stava tessendo con le ancelle, riuscì a rimanere solo con la fanciulla e a sedurla.
Il tradimento del dio scatenò la gelosia e quindi la vendetta di Clizia, che rivelò l'accaduto al padre della giovane. La punizione fu terribile e Leucotoe fu sepolta viva. Apollo tentò di farla resuscitare, ma il Destino si oppose, facendo nascere una pianta d'incenso sulla sua tomba.
A questo punto il dio del Sole, perduta l'amata Leucotoe, non volle più vedere Clizia che cominciò a deperire, rifiutando di nutrirsi.

La ninfa trascorse il resto dei suoi giorni seduta a terra, immobile, a osservare il dio che conduceva il carro del Sole in cielo. Tutto questo finché Apollo, impietosito, la trasformò in un fiore, in grado di cambiare inclinazione durante il giorno secondo lo spostamento del Sole nel cielo: il girasole.
Il mito del girasole ci fa pensare a un altro splendido fiore nato da un amore tragico, il narciso. Ben diversa la vicenda, ma identica la conclusione. Perché c'è sempre una sorta di compensazione. Una mutazione che diviene speranza e rinascita, anche nelle vicende più tristi.
E adesso, ogni volta che guarderemo un campo di girasoli, la nostra mente andrà al mito di Clizia e Apollo [...]

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