I doni della vita di Irène Némirovsky

Buona giornata cari Lettori! Oggi parliamo di un altro dei libri acquistati in occasione della promozione Adelphi delle scorse settimane. Quando dico Adelphi solitamente penso a Irène Némirovsky e anche stavolta infatti ne ho approfittato per acquistare un suo romanzo.

I doni della vita è uno dei primi romanzi di Irène Némirovsky, autrice tra le mie preferite e di cui voglio leggere tutta la bibliografia. La definizione data a questo libro è quella di grande romanzo classico, altri dicono fosse una prova per quello che sarebbe poi diventato Suite francese, tanto che la Némirovsky li scrisse quasi in contemporanea. Protagonisti del racconto sono Pierre Hardelot e Agnés. Il romanzo potrebbe essere definito in parte come la saga della famiglia Hardelot, perchè è attraverso i loro occhi che la Némirovsky narra oltre 30 anni di storia.

Tutto inizia con Pierre che si ribella, si rifiuta di sposare la donna che la sua famiglia ha scelto per lui, Simone, e sposa Agnés, la ragazza di cui è sempre stato innamorato. Il matrimonio non viene visto di buon occhio dagli Hardelot, ricchi proprietari di una fabbrica che in un matrimonio vedono solo il profitto che se ne può ricavare. La famiglia lo ripudia e tutto poco tempo prima dello scoppio della prima guerra mondiale. Da quel momento in poi, sfruttando le vicende personali degli Hardelot nel piccolo paesino francese di Saint Elme, la Némirovsky mette in scena un racconto corale che arriva ad abbracciare un lungo periodo di tempo.

Credo che I doni della vita rispetto agli altri romanzi della Némirovsky sia un romanzo atipico. Mi spiego meglio, non l'ho trovato meno bello, al contrario mi è piaciuto tantissimo e lo trovo forse uno dei più belli che abbia scritto. Mancano in questo romanzo, che è uno dei primi sui cui lavorò, quella delusione, quel dolore, quella drammaticità che invece caratterizzarono i romanzi scritti negli anni appena precedenti all'invasione nazista e alla deportazione. E' un romanzo in parte più positivo, più fiducioso nel futuro rispetto agli altri e anche molto meno disilluso. 

Lo stile è riconoscibilissimo, nonostante si tratti di una delle sue prime opere; le pagine scorrono via velocemente, vi ritroverete persi nelle stradine di Saint Elme, intrappolati nelle case degli Hardelot, attendendo qualcosa che non sapete se e quando accadrà. Io l'ho letto in poche ore, non sono riuscita a metterlo giù. Non so bene cosa mi abbia conquistato così tanto, probabilmente i personaggi, gli intrecci del racconto, la stessa ambientazione così affascinante; tutti questi elementi insieme hanno creato una sorta di magia e mi hanno trasportata in quegli anni.

Pierre e Agnés li ho trovati perfetti, perfetti perchè incarnano tutto quello che di buono c'è nel mondo. L'amore, la lealtà, la fiducia reciproca. La loro storia d'amore è una delle più belle di cui abbia mai letto, e non perchè si tratta di un amore perfetto nè tanto meno di un amore folle, ma perchè è qualcosa di reale, di tangibile, che resiste agli anni, al dolore, alla guerra. 

Allo stesso tempo il racconto parla anche delle atrocità della guerra, è anche e sopratutto una sorta di denuncia di un'intera classe sociale, quella a cui appartengono gli Hardelot, che mettono sempre al primo posto il denaro, il successo, la reputazione, a dispetto di tutto il resto. Le atmosfere delicate del romanzo incorniciano eventi che diventano corali, che vanno oltre i singoli personaggi e raccontano la storia della Francia intera. I doni della vita è un romanzo meraviglioso, è un romanzo che ci permette di scoprire un'altra sfaccettatura della Némirovsky, una maggiore dolcezza, una speranza meno fievole. Anche se in realtà sappiamo com'è andata a finire, e in questo i suoi romanzi mostrano una lucidità che assume quasi le parvenze di una profezia. Buona lettura! 

"La guerra finirà, finiremo anche noi, ma questi piaceri semplici e innocenti ci saranno sempre: la freschezza, il sole, una mela rossa, il fuoco acceso in inverno, una donna, dei bambini, la vita di ogni giorno...Il fragore, il frastuono delle guerre si spegneranno...Il resto rimane...
"

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