Sei di corvi & Il regno corrotto di Leigh Bardugo

Buona giornata cari Lettori! La scorsa settimana tutti i miei programmi di lettura sono stati sconvolti e tutto grazie a Leigh Bardugo. Ho ripreso in mano la trilogia Shadow and Bone, che Mondadori sta ripubblicando e ho letto i primi due volumi in italiano e il terzo in inglese, visto che non alcuna pazienza e non volevo aspettare. La vera scoperta è stata però l'altra duologia della Bardugo ambientata sempre nel Grishaverse ed è proprio di questi due libri che parliamo oggi.

Sei di corvi & Il regno corrotto sono i due libri della duologia di Leigh Bardugo, duologia che l'ha definitamente consacrata come una delle migliori scrittrici fantasy degli ultimi anni. Come ho già accennato la settimana scorsa ho ripreso in mano la trilogia precedente della Bardugo, di cui qualche anno fa la Piemme aveva pubblicato il primo volume interrompendola poi subito dopo. Mondadori ha invece ripreso la serie, dopo aver già pubblicato la duologia Six of Crows. A breve sia la trilogia che la duologia saranno protagoniste di una nuova serie Netflix in uscita ad Aprile.

La trilogia Shadow and Bone mi è piaciuta, è un ottimo esempio di fantasy originale, anche se cade comunque in qualche clichè tipico del genere. Ma è con Sei di corvi e Il regno corrotto che la Bardugo ha fatto il salto di qualità. Due libri che ho letteralmente divorato in 3 giorni, una storia originale ma sopratutto ben scritta e con dei personaggi fantastici che non potrete non amare.

Sei di corvi è ambientata sempre nell'universo Grisha, ma nella cittadina di Ketterdam, città portuale liberamente ispirata ad Amsterdam. E' a Ketterdam che facciamo la conoscenza di un gruppo di criminali, gli Scarti, capeggiati da uno dei protagonisti del romanzo: Kaz Brekker. Kaz è un ladro, viene chiamato anche Manisporche ed è il leader degli Scarti. Nonostante la giovane età è uno dei più temuti criminali del Barile, una zona malfamata di Ketterdam. E' a lui che il consiglio dei mercanti della città si rivolge per un'impresa impossibile: entrare nella impenetrabile Corte di Ghiaccio. Kaz ovviamente accetta e mette insieme una squadra che conta sulla presenza di Inej, la spia conosciuta come lo Spettro, lo spiritoso e infallibile tiratore Jesper, la Grisha Nina, il soldato fjerdiano Matthias e Wylan, esperto di esplosivi.

Non voglio rivelarvi altro della trama, ma sappiate solo che mentre al centro di Sei di corvi c'è proprio l'impossibile missione alla Corte di Ghiaccio, ne Il regno corrotto invece si ritorna a Ketterdam, dove questa banda di criminali disperati dovrà fare in modo di non farsi schiacciare dai nemici che si è fatta lungo il cammino. Allora, io mi sforzerò di non fare spoiler perchè magari molti di voi non l'hanno letta, ma vi devo dire che da quando ho iniziato Sei di corvi non sono riuscita più a fermarmi. Sono diventata una specie di fangirl e tutto per colpa di Leigh Bardugo e di una banda di scappati di casa. 

Partiamo da quello che mi ha convinto meno, aspetti che sono però di poco conto alla fine. Innanzitutto l'età dei personaggi. Adesso, io ho capito che la duologia nasce come young adult, ma sinceramente il fatto che i personaggi abbiano tutti dai 16 ai 18 anni è un po' inverosimile. Ho capito che parliamo di una storia ambientata nel passato e che tutti i personaggi hanno subito qualche trauma che li ha fatti crescere in fretta, ma sinceramente resta comunque una cosa che non mi convince. Kaz, spietato, intelligentissimo e dal piano sempre pronto, dovrebbe avere 17 anni? No, mentre leggevo io ho fatto finta che invece dell'1 davanti al 7 ci fosse un 2 e via, problema risolto! Altro punto che non mi ha convinto al 100% è la risoluzione di alcuni eventi, e questo vale sopratutto per Il regno corrotto, dove i piani della banda vanno tutti a finire inspiegabilmente bene, nonostante le più nere previsioni.

Tolti questi due elementi io non posso non dire che ho amato tutto. La storia, i personaggi, il ritmo del racconto, i dialoghi, tutto. Da Shadow and Bone a Six of Crows Leigh Bardugo ha fatto un enorme salto di qualità, e parlo in particolare della scrittura. Lo stile del racconto è scorrevole, intrigante, ci sono tante belle descrizioni e il world building è ben fatto e molto preciso. Il ritmo è veloce, velocissimo a tratti, in particolare in Sei di corvi, e trascina il lettore tra le pagine.

Ma, e credo che tutti quelli che hanno letto e amato la duologia saranno d'accordo con me, il punto forte di questo romanzo è rappresentato dai personaggi. Abbiamo sei diversi punti di vista, quindi ognuno dei personaggi ha la possibilità di raccontare parte della storia. Questa è stata una scelta vincente che ha permesso all'autrice di caratterizzarli alla perfezione e di farceli amare tutti allo stesso modo. Vi affezionerete ai personaggi, anche se si tratta di una banda di criminali e forse è proprio questo che li rende interessanti, il loro non essere dei classici buoni, ma piuttosto dei personaggi molto sfaccettati e particolarmente realistici. Ognuno di loro dà il suo contributo alla storia, tutti hanno un passato difficile alle spalle e cercano di affrontarlo come meglio possono. Io ho una preferenza, che più che una preferenza è proprio un amore dichiarato, per Kaz e Inej. Loro sono fantastici ma Inej, che è il mio personaggio preferito, è meravigliosa, una piccola donna silenziosa ma con una volontà di ferro e un coraggio infinito.

Grazie alla varietà dei personaggi, varietà che si esprime sia nelle caratteristiche caratteriali che nell'etnia dei personaggi, la Bardugo è riuscita a trattare tanti temi interessanti, che solitamente in uno YA non vengono trattati o vengono trattati superficialmente.

Si parla di traumi, di lutto, di dipendenze di vario genere, si parla anche di razzismo, tema che rende il libro molto attuale, e lo si fa attraverso Nina e Matthias. Si parla anche di traumi difficili da superare, che condizionano la vita dei personaggi, come la sindrome da PTSD. Tutti questi temi però non sono messi lì a caso, o semplicemente menzionati e poi messi da parte. La Bardugo li tratta con delicatezza, sviluppa pian piano le storie dei suoi personaggi e lo fa senza farlo pesare al lettore. Alla fine resta sempre un romanzo d'azione ambientato in un universo fantastico, quindi non aspettatevi storie d'amore e simili, o meglio non vi aspettate i soliti clichè contenuti nei romanzi YA. La Bardugo li evita quasi tutti, consegnandoci tra le mani una storia originalissima e con dei dialoghi brillanti che spesso vi faranno ridere di cuore. I rapporti tra i personaggi sono semplicemente fantastici, è impossibile non farsi coinvolgere e alla fine li amerete tutti e soffrirete con loro.

Era da anni che dei romanzi fantasy non mi prendevano così tanto e non me l'aspettavo. O meglio pensavo potessero piacermi ma non tanto da trasformarmi in una fangirl disperata che al momento vorrebbe leggersi tutta la biografia della Bardugo, avere un altro libro su questi pazzi già tra le mani e scoprire cosa combineranno con la serie. Sono curiosissima di vedere questa banda di disperati prendere vita nella serie, serie che però combinerà sia la trilogia Shadow and Bone sia questa duologia. Io avrei preferito una serie intera su Inej, Kaz e compagnia, ma abbiamo capito che non si può avere tutto dalla vita.

Direi di concludere questo lunghissimo sproloquio, che spero almeno abbia un qualche senso, e che cos'altro dovrei dirvi? Leggete Sei di Corvi e Il Regno corrotto, fatevi trascinare dalla Bardugo nel meraviglioso mondo che ha creato, appassionatevi e divertitevi leggendo le avventure contenute in questi due libri. Non è il solito fantasy, non è un classico YA, è molto di più e proprio per questo merita moltissimo. Buona lettura!

"No mourners, no funerals.
"

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