"I mostri sono i diavoli custodi dell'infanzia, nessun angelo può tenerli a bada"

Buongiorno lettori!
Buon giovedì e buona settimana.
Un paio di giorni fa ho finito di leggere un libro che ho scoperto per puro caso.

"Dall’incontro di due personalità eccezionali nasce un libro unico e prezioso, che affianca a trentasei racconti di Erri De Luca altrettanti disegni (in bianco e nero e a colori) dell’artista Alessandro Mendini.
Un duetto che rimanda a una nostra tradizione forte – basti pensare al connubio fra Rodari e Munari – e che qui comincia sempre con un’illustrazione, da cui poi il racconto prende liberamente l’abbrivio. “Quello che scrivo,” dice De Luca, “dipende dal riflesso di uno che è preso alla sprovvista.” E a stupire, a spiazzare sono quei disegni che fanno spalancare gli occhi come uno strappo nel cielo, fanno sentire nudi “come quei due nel primo giardino, dopo l’assaggio scippato dall’albero della conoscenza”, perché “la suggestione è una manifestazione della verità”.
Erri De Luca e Alessandro Mendini iniziano quasi per gioco – ispirandosi ai disegni di un bambino caro a entrambi – e poi via via stabiliscono fra loro un dialogo di forme e parole serrato e ricco di senso, tracciano sulla pagina le proprie paure, le tentazioni, le fiere ostinazioni, e tutto un vivace campionario di “mostruosità terrestri”. Compongono dunque un libro di eroismi quotidiani che scandaglia, attraverso percorsi tutt’altro che logici e prevedibili, il nostro più profondo sentire: facendoci avvertire il fiato dei mostri dietro le nostre spalle e al contempo consegnandoci le chiavi del serraglio dentro cui tenerli a bada."

Questo libro è molto particolare, perché non è il disegno che si ispira alla scrittura ma è il contrario.
Questa cosa, però, l'ho scoperta successivamente, in quanto la trama non è stata del tutto chiara.

Anyway, di De Luca avevo già letto Tu, mio, e mi era piaciuto molto. 
Sono contenta di aver avuto l'opportunità di leggere un'altra sua opera.

Nonostante sia un libro molto piccolo ( meno di 100 pagine) ho voluto dedicarci più di tre giorni, perché ogni pagina, con disegno e relativo testo, erano come una caramella da gustare fino in fondo.
Leggere tutto il libro in una volta sarebbe stato come masticare molte caramelle dai gusti diversi e aspettarsi di gradirne il sapore.

De Luca, rifacendosi ai disegni, non si concentra solo su aspetti della sua vita quotidiano, ci racconta aneddoti relativi anche a eventi storici, familiari oppure fa semplici costatazioni.
Ad esempio, a me è piaciuto molto il primo racconto, relativo a Nerone.

Alcuni di questi racconti mi hanno emozionata, perché sembra che Mendini attraverso le illustrazioni ci apra una porta invitandoci ad entrare, mentre De Luca ci accompagna per mano, anche nelle pieghe più intime del nostro io, de suo e della realtà che abbiamo intorno.

Molto apprezzata è stata anche l'idea di dedicare due delle pagine iniziali ai disegni raffiguranti i mostri di Pietro, il bambino a cui si sono ispirati.

Diavoli custodi è un libro abbastanza breve ma pieno di significato, non per ciò che vuole insegnarci, ma per ciò che ci lascia in eredità che non è, ad esempio, una massima, è solo una richiesta di andare oltre, guardare la realtà fino in fondo, girando la medaglia, la moneta, lo specchio...

"Così è quando leggo. Mi passa sopra un treno, precipito, affogo, brucio e da qualunque azzardo, amore incluso, esco stordito ma rigovernato. Poi chiudo il libro e mi trovo riammesso al presente."













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