I giusti di Jan Brokken

Buona giornata cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di una delle mie ultime letture, un libro in bilico tra il saggio storico e il memoir scritto da uno dei miei autori preferiti. 

I giusti è l'ultimo romanzo di Jan Brokken pubblicato da Iperborea; si tratta di un ibrido tra saggio, romanzo storico e memoir, esattamente corrispondente al tipo di libri a cui l'autore ci ha abituato. In questo caso parliamo di un libro che si concentra sulla figura di alcuni personaggi in particolare, alcuni tra coloro che vennero definiti "I giusti tra le nazioni", persone che in un periodo storico davvero delicato e tragico si adoperarono per aiutare gli ebrei perseguitati dai nazisti.

In modo particolare il saggio si concentra sulla figura di Jan Zwartendijk, direttore della filiale lituana della Philips che negli anni della Seconda Guerra mondiale diventò console onorario dei Paesi Bassi a Kaunas in Lituania. Negli ultimi mesi prima dell'invasione russa della Lituania, e anche durante l'ultimo mese in cui visse a Kaunas nonostante la chiusura del consolato, Jan firmò migliaia di visti per gli ebrei per permettergli di arrivare nelle Indie Olandesi, precisamente a Curaçao. In questo modo aprì una nuova rotta per gli ebrei in fuga dall'Europa ormai in mano ai nazisti e permise a migliaia di famiglie di salvarsi la vita e sopravvivere a quello che divenne noto come il massacro sistematico di un popolo intero.

Aiutato dal console giapponese a Kaunas, Sugihara, impegnato a sua volta nel rilascio di migliaia di visti che permettevano agli ebrei di arrivare alle Indie via Giappone, e dall'aiuto inconsapevole di altri consoli olandesi sparsi in altri paesi, Zwartendijk diede vita ad una vera e propria operazione di salvataggio che durò mesi e che permise a molti ebrei di scappare. Per anni quest'impresa è rimasta nell'ombra, principalmente perchè Zwartendijk minimizzò sempre quello che aveva fatto e visse per anni nella costante paura di non essere riuscito a salvare quelli che ormai definiva "i suoi ebrei"; a causa della mancanza di contatti con quelle persone, Jan pensava di averli condannati. Solo molti anni dopo i suoi figli raccolsero prove e testimonianze che mostrarono l'operato del padre e riuscirono ad ottenere il riconoscimento che in vita non aveva mai avuto.

Brokken ripercorre i principali eventi di questa straordinaria impresa di salvataggio; ci aiuta a conoscere i protagonisti della storia, gli espedienti utilizzati per portare a termine la missione, gli stessi protagonisti di questi salvataggi. La storia di Zwartendijk, di Sugihara, le storie di tutti gli ebrei che ottennero i visti da loro firmati si intrecciano in questo meraviglioso racconto che ci cattura e ci riporta indietro nel tempo come solo Brokken sa fare.

Ormai Brokken è entrato a far parte dei miei autori preferiti, ho letto tutto quello che ha scritto e ho intenzione di continuare a leggere i romanzi che verranno pubblicati nel futuro. Lo trovo un autore davvero bravissimo, brillante nel parlare di storie vere, di avvenimenti accaduti anni e anni fa, di personaggi spesso rimasti troppo a lungo nell'ombra. Lui cerca, scava a fondo e li riporta alla vita, presentandoceli poi con una prosa brillante, mai noiosa nè didascalica, sempre interessante.

Ho letto il libro in meno di due giorni, e stiamo parlando di un volume di 600 pagine; leggere un libro di Brokken però cattura completamente la mia attenzione, una volta iniziato so già che non riuscirò a fermarmi e anche stavolta è successo lo stesso. La narrazione segue gli avvenimenti di cui si parla in ordine cronologico; i racconti si intrecciano tra loro, si parla di Zwartendijk, di Sugihara, delle loro famiglie, e sopratutto degli ebrei che vennero aiutati a fuggire. Si tratta di un racconto corale, fatto di tante voci, di tante storie diverse.

Il libro viene giustamente descritto come un mosaico di vite; l'impresa compiuta da questi uomini ha molto di eroico perchè furono disposti a mettere a repentaglio la loro vita, le loro stesse famiglie, per salvare persone che neanche conoscevano. E' un racconto che parla sopratutto di coraggio, di responsabilità e di profonda umanità.

Zwartendijk, Sugihara, tutti gli altri consoli che si impegnarono per aiutare gli ebrei, dimostrarono che anche di fronte a eventi drammatici, anche quando il mondo che ci circonda si ammanta di un odio e di una ferocia impossibili da immaginare, si può trovare la forza di reagire, ci si può opporre all'odio, alla brutalità. Storie come questa dimostrano che ci sono stati uomini, è giusto definirli eroi, che reagirono, che aiutarono gli altri anche mettendo a repentaglio la loro stessa vita. I giusti è un libro da leggere, da custodire, perchè ci fa capire quanto sia importante mantenere intatta la propria umanità anche nei momenti più bui. Buona lettura!

"Ogni persona è un mondo intero. Chi salva una vita, salva il mondo intero."



Commenti

  1. Sono molto attratta nella lettura di romanzi che parlano di questo argomento; questo non lo conoscevo ma ho in lista di leggere La banalità del bene, che tratta la storia di Giorgio Perlasca

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    1. Anche io sono appassionata dell'argomento. Non conoscevo il libro di cui parli, andrò a informarmi!

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