La camera azzurra di Georges Simenon

Buongiorno lettori. 
Buon mercoledì e buon inizio settimana.
Oggi vi recensirò la mia ultima lettura e, oserei dire, scoperta.
Questa non era una lettura programmata: ero in libreria con una mia amica che mi ha consigliato questo libro. Diciamo che mi sono affidata al suo giudizio e l'ho preso senza pensarci molto.

«... forse uno dei migliori Simenon che si siano letti. Ed è quasi insopportabile per quanto è bello. Provincia francese, un amore extraconiugale per molti versi inspiegabile e famelico, pochi personaggi, rari esterni. Questi gli ingredienti. Ma nel volgere di poche pagine, lo scrittore ci fa precipitare dentro un universo di indescrivibile, ordinaria infelicità piccolo borghese ... Di recente, in Inghilterra e Stati Uniti qualche sciocco si è scandalizzato che Simenon sia entrato a far parte della Pléiade. Lo inviterei a leggere subito "La camera azzurra".» (Mario Fortunato)

Questo è stato il mio primo libro di Simenon. L'ho letto senza informarmi sul libro e tanto meno sull'autore, semplicemente ho aperto il libro e ho iniziato a leggere. L'incipit è fondamentale per capire tutto il libro: le parole pronunciate da Tony nelle prime due/tre pagine  saranno il filo conduttore di tutti gli eventi successivi a quel giorno (ovvero il 2 agosto).

La narrazione si svolge su due livelli diversi che si alternano. Questi due livelli si riferiscono, ovviamente, a periodi differenti: 
- Il presente dove leggiamo che Tony è stato arrestato. Veniamo man mano a conoscenza dei fatti grazie ai dialoghi di Tony con il suo avvocato, con lo  psicologo e  con il giudice.
- Il passato dove ripercorriamo tutto ciò che ha portato all'arresto del protagonista.
Questa costruzione spinge il lettore, incuriosito, a continuare a leggere e a "divorare" il libro.

Nel complesso è un libro molto semplice ma è proprio questa semplicità che mi ha affascinata. L'autore riesce a far rivivere ai suoi lettori le dinamiche che hanno portato, per così dire, a una tragedia. Quanti di noi guardando il telegiornale e ascoltando notizie di cronaca nera non si sono chiesti cosa ci fosse stato dietro  quell'omicidio  quell altro crimine? 
Simenon ci porta nel mondo di persone che vivono un'esistenza normalissima e non nella vita di serial killer che progettano accuratamente per anni un omicidio. e, vi domando, fa più paura una persona visibilmente instabile capace di uccidere o una apparentemente stabile ma capace di uccidere? 

Il personaggio di Tony mi è piaciuto molto, non per qualche sua dote straordinaria o per un lato interessante del suo carattere ma perché, effettivamente, rispecchia la parte inconscia di molti individui. 
Tony ha un comportamento in cui molte persone, avendo il coraggio di togliersi la maschera, potrebbero rispecchiarsi: ogni tanto, ad esempio, all'interno del libro si estranea, non presta attenzione a ciò che dice,  alle sue parole. Molte persone fanno così, dicono qualcosa, fanno promesse solo per non rimanere in silenzio in quel determinato momento. 
Tony è un uomo confuso e, la cosa peggiore, è che arranca in quella confusione senza riuscire ad uscirne. Il suo comportamento, che ha portato a determinati avvenimenti all'interno del libro, mi ha fatto riflettere e mi ha fatto ripromettere di prestare molta più attenzione ai miei comportamenti e al modo in cui vengono recepiti dagli altri.

Dopo questo libro, ho deciso di leggerne altri di Simenon.
Se avete qualche libro dell'autore da consigliare commentate qui o contattateci su instagram.
Alla prossima recensione!





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