La vita in alto di Erika Fatland

Buona giornata cari Lettori! Oggi voglio parlarvi di una delle ultime novità targate Marsilio Editore che ha pubblicato l'ultimo interessantissimo reportage di Erika Fatland. 

Erika Fatland è una antropologa e scrittrice norvegese che ha già pubblicato diversi reportage, tra cui Sovietistan, un bellissimo diario di viaggio negli stati post sovietici dell'Asia centrale. Il suo ultimo lavoro, La vita in alto, è un reportage tutto ambientato sulla catena dell'Himalaya. Divisa tra Cina, Pakistan, India, Bhutan, Nepal e Tibet, la catena montuosa più alta del pianeta stupisce anche per la varietà di popoli, culture e tradizioni che la abitano.

In un viaggio lungo all'incirca 8 mesi Erika Fatland esplora le cime vertiginose dell'Himalaya, ma sopratutto ci fa conoscere i mille volti che la abitano. Tra storia, politica, religione e geografia, il racconto del suo viaggio assume tante sfumature diverse, raccontando di luoghi ammantati di fascino e di mistero. Non si limita a raccontare di quello che già sappiamo, ma si sofferma su aspetti poco conosciuti di questi luoghi.

Con lo stile tipico del reportage la Fatland riesce a tenere sulle spine il lettore che si trova a tutti gli effetti ad accompagnarla nei passaggi tra le mille frontiere che caratterizzano questa parte del mondo. Oltre 600 pagine sono letteralmente volate via e alla fine l'unica cosa che volevo fare era partire zaino in spalla alla scoperta di questi posti che sembrano spesso usciti da una fiaba.

Quello che apprezzo particolarmente in questa autrice è il taglio che dà ai suoi reportage. Non è mai noiosa nè eccessivamente didascalica. É vero, si sofferma su tanti aspetti, racconta tanti aneddoti, ma lo fa in modo scorrevole, interessante e onesto. Particolare attenzione in questo volume viene data alla storia dei paesi che visita. Credo sia una scelta vincente, poco conosciamo della storia di questi luoghi, ancor meno sappiamo dei popoli che li abitano. L'Himalaya infatti non si limita a prendersi il primato della catena montuosa più alta del pianeta, ma si distingue anche per l'estrema varietà di culture e religioni che la popolano.

La parte più interessante del racconto è proprio l'approccio di Erika con le persone. Che si tratti di guide, di agenti di frontiera, di re e principesse, di monaci, la Fatland riporta le loro storie, permettendoci di gettare uno sguardo su tradizioni che per noi che viviamo dall'altra parte del mondo sono quasi fantascienza. Torna anche un altro tema caro all'autrice, quello dei confini, delle frontiere. Ne La vita in alto i confini sono protagonisti tanto quanto le cime dell'Himalaya. Confini, frontiere e sopratutto persone, minuscole se paragonate alle vette che li nascondono, ma con infinite storie da raccontare. Buona lettura!

"Per il viaggiatore attraversare un confine è un rito di passaggio: si lascia una realtà con la quale si è appena iniziato a prendere dimestichezza per ritrovarsi catapultati in un'altra, completamente sconosciuta."

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