La leggenda del Kraken

"Liberate il Kraken!"
Chi ha amato o anche semplicemente seguito le vicende dei "Pirati dei Caraibi" non può non ricordare il momento in cui Davy Jones evoca la terribile creatura dalle più recondite profondità marine.

Come sempre accade, letteratura e cinema si sono sbizzarriti su questo mostro marino legato a una leggenda scandinava e il cui mito ha avuto maggiore diffusione tra Settecento e Ottocento.
Nel corso degli anni infatti, subisce diverse mutazioni sia caratteriali che fisiche, fino ad arrivare ai giorni nostri con le fattezze di un enorme e pericoloso calamaro gigante!! 
Ciò si deve molto probabilmente a tutta una serie di avvistamenti di esseri giganteschi e spaventosi che nella maggior parte dei casi si ricondussero a reali esemplari di calamaro gigante o calamaro colossale, mentre altri potrebbero essere spiegati con grossi banchi di pesci o meduse, eruzioni sottomarine o fenomeni ottici dovuti alla rifrazione della luce.
Generalmente nelle varie rappresentazioni ha proprio le fattezze di un calamaro gigante i cui tentacoli sono abbastanza lunghi e grandi da avvolgere una nave.
Grandi movimenti marini e spruzzi di acqua lo precedono.
Un terribile colpo scuote le profondità marine e fa da richiamo al suo "risveglio" nella pellicola dei Pirati dei Caraibi [...]

La leggenda racconta inoltre che pare attaccasse le navi di marinai di cattiva fama, quindi nulla avrebbero avuto da temere gli altri.

Nel Settecento il mito del Kraken prese forma in maniera più organica quando apparve nell'opera "Systema Naturae" di Carl Nilsson Linnaeus; poi, nel 1752, nel volume "Storia naturale della Norvegia", scritto dal vescovo Erik Pontoppidan.

A partire quindi dal tardo Settecento in avanti, fino all'Ottocento, la leggenda ebbe la sua massima diffusione, assumendo le caratteristiche tipiche che gli vengono ancora comunemente riconosciute e perdendo altri aspetti risalenti alle origini. Mostro-isola, pesce-granchio, queste furono alcune delle varianti legate alle sue descrizioni. Solo successivamente assunse un aspetto del tutto simile a un calamaro gigante, circostanza legata forse proprio agli avvistamenti reali di questi animali marini. E queste sono le sembianze più conosciute del mostro, in quanto collegate alla massima diffusione del mito, rispetto alle origini.

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