Il silenzio delle ragazze di Pat Barker

Buona giornata cari Lettori e buon inizio settimana! In questi ultimi giorni sono stata assente causa nuovo trasferimento. Non vi dico il caos e lo stress, ma sembra andare meglio tanto che ho ripreso anche con le letture. Oggi infatti andiamo proprio a parlare dell'ultimo libro che ho letto, una nuova versione della guerra di Troia narrata dalle donne...

"Il grande Achille. Il luminoso, splendido Achille; Achille simile a un dio. Ma Achille, per noi, era solo un macellaio." E' così che inizia  Il silenzio delle ragazze, un romanzo che riprende il tema della guerra di Troia ma narrandola da un punto di vista diverso e finora inesplorato. Infatti a condurre la narrazione è Briseide, la giovane donna che divenne la schiava di Achille, concessagli dopo la presa e il massacro della città di Lirnesso. Briseide conosce poco della guerra, ma quando i greci arrivano a Lirnesso e massacrano tutta la sua famiglia, incluso il marito e i fratelli, si ritrova in poche ore a diventare prima prigioniera e poi schiava dell'eroe più acclamato della guerra.

Ha solo 19 anni, ma è costretta ad assistere e a subire ingiurie, violenza e umiliazioni che sembrano non avere fine. Ma Briseide non è sola, insieme a lei ci sono tutte le donne prese prigioniere dopo la conquista delle varie città troiane. Tutte loro hanno perso casa, famiglia, mariti, molte hanno visto morire i loro figli massacrati dagli Achei. E adesso, la beffa forse maggiore, si ritrovano a fare da schiave, concubine e addirittura infermiere agli stessi soldati che hanno messo a ferro e fuoco le loro città. Dall'accampamento in cui vivono segregate, Briseide e le altre donne diventano spettatrici della guerra più sanguinosa mai narrata. Ci raccontano così delle debolezze, della rabbia  e dei rancori degli eroi che popolano l'Iliade.

Punto questo romanzo sin dalla sua uscita in  lingua, ma quando ho saputo che sarebbe stato pubblicato da Einaudi ho deciso di attendere. Negli ultimi tempi sono tornata ad approfondire il mio amore per la mitologia greca e l'epica in generale, ho letto infatti diversi romanzi che riprendono i miti greci modernizzandoli e rendendoli più attuali. Questa volta ci troviamo di fronte ad un retelling della guerra di Troia, una rivisitazione che ci conduce dritti nel mito ma passando per le retrovie, per le tende dove dimoravano le donne, le schiave, degli Achei.

Protagoniste del racconto sono infatti le donne, punto di vista che ovviamente passa del tutto inosservato nella narrazione dell'Iliade che si concentra principalmente sulle azioni degli eroi durante la guerra. In questo caso invece abbiamo un punto di vista che fa luce sulla vita di quegli stessi eroi fuori dal campo di battaglia. E ci sono tutti: Achille, Patroclo, Agamennone, Odisseo, Aiace, Ettore, Priamo e tutti gli altri.

Ho apprezzato molto lo stile del racconto, asciutto, lineare ma molto incisivo. La narrazione ha un bel ritmo ed è divisa in varie parti che scandiscono le diverse fasi della guerra. Rivivere episodi che già conoscevo ma narrati da un punto di vista del tutto diverso è stato molto piacevole e anche particolarmente interessante. La narrazione infatti è gestita principalmente da Briseide, con qualche capitolo narrato invece da Achille. Il personaggio di Briseide è ben caratterizzato e l'ho trovato ben fatto e diverso da quello che mi sarei aspettata. Un altro degli aspetti che più mi è piaciuto, sempre in merito ai personaggi, è il rapporto tra Achille e Patroclo che  è stato gestito in maniera superba.

Interessantissimo poi lo sviluppo del personaggio di Achille e dello stesso Patroclo, che resta forse uno dei più riusciti del racconto e che getta un barlume di speranza tra i tanti personaggi negativi che fanno la loro comparsa. Mi è piaciuto davvero ogni dettaglio di questo romanzo, il punto di vista delle donne sfruttato dall'autrice è riuscito a dare voce a particolari e dettagli a cui mai avremmo pensato. Inoltre, nonostante lo stile piuttosto asciutto, le emozioni dei personaggi, il dolore, lo strazio di quella guerra, riescono perfettamente a bucare le pagine e ad arrivare al lettore colpendolo.

Da appassionata di epica e mitologia, non posso che consigliarvi la lettura di questo intenso e inusuale romanzo. La guerra di Troia non è mai stata narrata in questo modo, le donne non avevano una voce da far sentire. Pat Barker gliel'ha donata. Buona lettura!

"Sopravvivremo. Sono le nostre canzoni, le nostre storie. Non potranno mai dimenticarci. L'ultimo combattente di questa guerra sarà morto da decenni, ma i loro figli ricorderanno ancora le ninnenanne troiane delle loro madri. Saremo nei loro sogni, e nei loro peggiori incubi."

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