Recensione: Eresia del cuore di Fabrizio Bregoli


Eresia del cuore 
di Fabrizio Bregoli 
Casa Editrice: libro pubblicato dall’autore (ilmiolibro.it) 
Genere: poesia  Collana: ----
Pagine: ---- Prezzo: 14,00 euro (in copertina)

Presentazione
Eresia del cuore è l’opera prima dell’autore e raccoglie poesie scritte fra il 2010 e il 2012. Il poeta, eretico nel mondo d’oggi, in bilico fra incomprensione e derisione, cerca di riscoprire il senso dell’io attraverso il viaggio periglioso e contorto fra improvvise folgorazioni, ricordi di luoghi e di persone, scoperte che si amplificano in inni sostenuti dalla pietra angolare dell’amore, in pienezza di canto. Sarà solo grazie all’alchimia del verbo che si giungerà all’unico approdo possibile: la sconcertante scoperta di “un abbaglio e poi il nulla” come suggello al “giogo e miracolo” che fa nascere la poesia.

Autore
Fabrizio Bregoli, nato a Leno nel 1972, vive a Cornate d’Adda in Brianza. Laureato con lode in ingegneria elettronica, lavora a Milano come specialista di prodotto nelle telecomunicazioni. Dopo aver composto solo per sé, si avventura oggi nella sua prima silloge poetica. Refrattario ad ogni categoria e all’appartenenza a scuole o correnti letterarie, si considera un poeta illetterato, fedele solo alla sua ispirazione anarchica che si prefigge di riscoprire un linguaggio antico nel desolato contesto della modernità. 

La nostra opinione
‘Recensire’ la poesia (soprattutto quella odierna, lontana per lo più da metrica e ‘regole’) è cosa assai ardita, nel momento in cui si va ad ‘opinare’ su emozioni e sentimenti, dolori, gioie e accadimenti. E’ il vivere del poeta, condivisibile o meno, e quindi, meglio di un racconto e/o un romanzo, deve: suscitare.
Questa la nostra chiave di lettura. Eresia del cuore è un bellissimo ‘esperimento poetico’, di quelli che la poesia moderna ci fornisce raramente, pur essendoci numerose ‘belle penne’.
Libertà nei versi, nelle rime ‘che sfuggono consapevolmente’, nel dialogo matematico, filosofico, nelle brevi folgorazioni che convergono nel linguaggio unico della vita, della memoria e dell’amore. Moti convulsi.
Affetti familiari (“Madre, quando s’appresserà quel giorno, ch’allontano d’un anno ogni secondo, dimentica le gravi intemperanze …”)  luoghi (“Scortami lungo le mura nebbiose della memoria, rivedo la chiesa ormai spoglia della sua antica gloria …”) passione (“La notte celebra i nostri corpi nudi nell’incantesimo della passione …”) alchimie (“Gioco con l’umido fango, cerco nuove trame nelle parole usate, traggo nuovo profumo dagli indizi passati …”).
Una poesia intensa, emozionante, vibrante nelle rapide salite e discese fulminanti di immagini e pensieri, emozioni e riflessioni, accompagnate da parole e intrecci metaforici.
Cinque fiocchi di neve per questa silloge da gustare con delle deliziose Palle di Neve (dolci natalizi, ma apprezzabili in qualsiasi momento dell’anno e ispiratici dalla copertina del libro, totalmente bianca e dall’atmosfera evanescente che ci ha ispirato la lettura). 


Un assaggio per i nostri lettori
Oracolo
Sotto dettatura
sgorgano parole non mie
Ed è giogo e miracolo
Che non so decifrare.

Di seguito vi forniamo anche la ricetta semplice semplice da realizzare (ricettando.myblog.it)

Ingredienti per 4 persone: 8 albumi, 1 litro e 1/2 di latte, 3 cucchiai di zucchero vanigliato
Preparazione:
Montate a neve fermissima gli albumi dopo averli leggermente salati. Mettete a bollire il litro e mezzo di latte insaporito con 3 cucchiai di zucchero vanigliato. Quando il latte bolle, aiutandovi con un piccolo mestolo a calotta sferica ( questo servirà per avere palline di forma uniforme) prendere il bianco d'uovo e immergetelo, poche mestolate alla volta, nel liquido, lasciando bollire due minuti circa. Colate le palle di neve con la schiumarola e mettetele ad asciugare su un telo pulito. Accomodatele poi con un certo senso artistico su un piatto coperto da un letto di crema al cioccolato, preparata seguendo la ricetta della crema per la zuppa inglese, ma abbondando un pò nel latte . Contornate magari con decorazioni di panna o di zabaglione.

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