Recensione: My Dream di Fabio Emanuele

BuonGiorno, quest'oggi iniziamo la giornata con una delle nostre RECENSIONI!!
In collaborazione con il giornale locale SannioLife vi presentiamo un libro che non è stato ancora stampato su carta...l'abbiamo solo letto su E-book ed ecco a voi qual'è...

Titolo: My Dream
Autore: Fabio Emanuele
Pagine: 229 E-book: 2,68€
La storia è quella di Edmond, giovane orfano che senza preavviso alcuno e attraverso i suoi sogni, viene scaraventato in una realtà sconosciuta e spaventosa.
L’inaspettata rivelazione sulla sua vera natura, lo porteranno ad affrontare, insieme ai suoi amici, un’avventura onirica ricca di sofferenza e terrore, angoscia e tormenti, fino all’epilogo finale.
La forza dell’amore e dell’amicizia nell’eterna lotta tra Bene e Male.
Protagonisti sono Angeli e Streghe.

L' Opinione:

My Dream è affascinante.
Per certi versi, in embrione, come se (at)tendesse ad uno ‘sviluppo’ più ampio di situazioni ed emozioni; per altri, pienamente compiuto. C’è infatti un’intensità/profondità narrativa più presente in alcuni punti e meno in altri. Si gioca tra nero e ‘favola’, una fusione che si manifesta pienamente nella descrizione dei paesaggi onirici in cui i protagonisti si ritrovano a ‘combattere’ le battaglie decisive.
Il romanzo inizia con la ‘voce’ di Edmond e poi assume la struttura narrativa di una sorta di ‘diario’ che segna il conto alla rovescia fino alla data emblematica del suo compleanno. E’ un ‘diario’ nel racconto, fatto di corrispondenze epistolari, frammenti, che danno l’idea dell’intensificarsi e dell’ineluttabilità di una sorte terribile realizzata in uno scenario suggestivo e ‘noir’.
Leggendo alcune ‘scene’ (quella in cui Edmond è prigioniero delle splendide ragazze …) ci è apparsa immediata l’immagine del Dracula di Bram Stoker, quando Jonathan era prigioniero delle vampire … come pure ci ha riportato la mente lì, il nome della protagonista femminile, Mia, che ci ha ricordato Mina…
Qualche ingenuità che sottende comunque ad una maturazione stilistica e narrativa e qualche refuso, ma si tratta di un racconto coinvolgente. Interessante soprattutto per gli spunti forniti.
La cosa che ci ha più intrigati è stata la profonda dimensione e stupore terreno dei vari protagonisti anche nel momento in cui prendono coscienza dei propri poteri. Un punto di forza, riferito ad un’altra dimensione dell’ingenuità, presente nel racconto, e che si manifesta nei personaggi che da umani si riscoprono ‘altro’.

Un assaggio per i nostri lettori

"Le catene si allentarono, il respiro ritornò alla normalità.
Sentii di potermi muovere; le lenzuola alle quali ero aggrovigliato erano insudiciate del mio sudore. Percepivo il mio corpo sofferente: ero sicuro di essere stato rapito da un incubo. Incubo inconfessabile! Mi vergognai, stupidamente, di esserne stato l’artefice. Ero certo di non poter raccontare a Mia questo sogno … lei, che per quanto ne sapevo, avrebbe detto che i sogni son desideri, che con essi una persona cerca di far avverare le proprie ambizioni, di realizzare quello a cui brama da tempo.Lei, che nella realtà vedeva solo l’inafferrabile senza alcuna possibilità di riscatto, mentre nella dimensione onirica intravedeva l’opportunità di far avverare ciò che si vuole. E non potei fare a meno di chiedermi: Cosa poteva esserci in quel sogno che io desiderassi davvero? "