[La bellezza che salva il mondo è l'amore condiviso con il dolore.] Un intero attimo di beatitudine di C.H. Parenti

Buona giornata cari Lettori! Oggi andiamo a parlare di una delle mie ultime letture, un romanzo molto dolce e dalla storia commovente.

Un intero attimo di beatitudine 
racconta la storia di Arianna, una ragazza dal carattere ribelle  e irruento che ha alle spalle una storia complicata e dolorosa. Arianna è testarda, odia la scuola ed ha un pessimo rapporto con la madre. Dopo la scoperta della bocciatura della ragazza, la madre le trova un lavoretto in un bar del piccolo paese vicino Siena in cui abitano.

Qui Arianna sarà costretta a passare l'estate, tra nuove e vecchie conoscenze. E' proprio al bar che Arianna incontra Daniel, un ragazzo che non ha mai visto e con il quale instaura un particolare rapporto fatto di sguardi, fotografie rubate e un mondo nuovo che le è totalmente sconosciuto.

Questo romanzo, caratterizzato da uno stile fresco, scorrevole e allo stesso tempo toccante, racconta una storia molto commovente ma anche abbastanza semplice. Si tratta di un amore giovane, fatto di momenti di tenerezza, di sospiri, di battiti improvvisi e di passioni totalizzanti.

Quella di Arianna e Daniel è una storia di un amore giovanile, fatta di prime esperienze condivise e di emozioni che sembrano essere così forti da sconvolgerti la vita. Si tratta però anche di una storia molto triste e drammatica per certi versi, entrambi i protagonisti infatti si trovano a vivere delle esperienze molto forti e dolorose che li segnano.

Ho trovato molto interessante la caratterizzazione dei personaggi che sono davvero molto realistici e vicini alla realtà. La storia si presenta scorrevole e sicuramente si lascia seguire con estrema semplicità. Molto commovente a tratti e fatta di emozioni sincere e pure, questa storia è perfetta per chi sogna l'amore. Buona lettura!

"Secondo me la bellezza che salva il mondo è l'amore condiviso con il dolore. Lo splendore della bellezza sta nella compassione, nella condivisione: nella capacità di estirpare dall'altro la radice di questo suo dolore e farla propria."

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