Invisibili di Caroline Criado Perez

Buona giornata cari Lettori! Come state? Oggi voglio parlarvi di una delle mie ultime letture, un saggio che personalmente considero imperdibile e che credo tutti dovrebbero leggere per comprendere appieno quanto il problema relativo al "genere" influenzi la nostra vita, o meglio la vita della metà della popolazione umana. 

Invisibili è un saggio della scrittrice e attivista britannica Caroline Criado Perez, che con questo saggio si propone di esporre quello che è conosciuto comunemente come gender data gap, il vuoto relativo ai dati di genere, in cui per genere in questo caso ci riferiamo ovviamente a quello femminile. Il saggio è diviso in diverse sezioni, tutte dedicate ad argomenti diversi tra cui ci sono il lavoro femminile, la politica, la salute e la medicina, la progettazione di vari strumenti, la violenza di genere e così via. In ogni capitolo viene preso in esame come il vuoto di dati di genere influisce su quella sfera della vita delle donne; il tutto è sostenuto da una corposa appendice di fonti, di dati che testimoniano tutti la stessa tesi: ancora oggi i dati relativi alle donne non esistono o sono incompleti, oppure nel migliore dei casi quando ci sono, vengono automaticamente accorpati all'interno dei dati maschili che sono considerati universali per default. Questo processo, che va avanti ormai da centinaia di anni, ha causato tanti problemi e ripercussioni sulle donne, sul loro stile di vita e anche sul modo in cui vengono percepite e considerate.

Stiamo parlando ovviamente di un saggio femminista, ma è un saggio ben documentato, mai esagerato o eccessivo nelle sue tesi, è un lavoro che non vuole, come molti credono, opporsi agli uomini o ispirare odio nei loro riguardi, è semplicemente un modo in cui si vuole dare visibilità alle donne che per troppo tempo, e in particolare nei campi citati dall'autrice, sono state invisibili. Negli ultimi anni stiamo assistendo allo scontro continuo tra chi è pro e chi contro il femminismo; solo negli ultimi giorni ho letto delle notizie assurde che puntualmente vengono utilizzate per mettere in risalto "l'estremismo femminista".  Ieri ho letto un articolo in cui si parlava di mascherine, che tutti dobbiamo usare, che vengono però progettate su misura di uomo. Potrebbe sembrare una sciocchezza, e forse in questo caso lo è davvero, ma quello che accade con la progettazione delle mascherine, accade da anni per la progettazione di strumenti di comune utilizzo come auto, smartphone, farmaci, spazi e mezzi pubblici e chissà quante altre cose.

Si presume che l'uomo possa rappresentare l'intera umanità. Ma non ci si sofferma mai a pensare a come la metà della popolazione globale, che è donna, sia diversa dall'uomo, abbia corpi, esigenze, problemi diversi. Non si pensa mai a come uno strumento, uno spazio, un lavoro, possa essere percepito dalle donne, perchè si dà per scontato che l'uomo su cui si è progettato e sperimentato possa essere utilizzato come modello per tutti. Purtroppo non funziona così, ed è evidente da come ci si approccia alle più banali attività che le donne sono ancora considerate una minoranza, un gruppo di cui non tenere conto, persone i cui bisogni non valgono poi tanto, donne troppo emotive, troppo isteriche, troppo pazze per essere prese in considerazione.

Gli argomenti presi in esame dalla Perez spaziano dal lavoro alla salute, dalle auto alla violenza. Ma tutto è connesso e in ogni settore, in ogni campo preso in esame, ci troviamo sempre di fronte alla stessa mancanza di dati di genere. Mancanza di dati che molto spesso si traduce nella totale impossibilità di curare i bisogni delle donne, dai più comuni ai più gravi. Alcuni capitoli mi hanno veramente scioccata, non sapevo nulla di quanto la medicina avesse delle lacune in merito ai corpi femminili e a come curarli. Ero totalmente impreparata ad affrontare banalità come la temperatura negli uffici, il fatto che non si utilizzino manichini femminili per le simulazioni di incidenti, la mancanza di una prospettiva femminile in settori come la progettazione di strumenti e oggetti dedicati alle donne.

Il capitolo in cui si parla della violenza femminile, e con questo non vogliamo assolutamente sminuire le situazioni in cui sono gli uomini a subire violenza perchè non è quello l'obiettivo del saggio e la violenza è sempre violenza ed è sempre sbagliata, mi ha sconvolta  e terrorizzata allo stesso tempo. Perchè leggere nero su bianco cose che già sapevo, cose che io stessa ho già provato e rivederle riflesse in altri milioni di donne, mi ha fatto riflettere su quanto ci sia ancora da lavorare, su quanto ancora ci sentiamo fuori posto in un mondo che non è stato fatto a nostra misura.

I dati raccolti con fatica dalla Perez sono illuminanti per certi versi, così come tutto il saggio spinge a riflettere su quella che è la condizione del mondo che ci circonda. Vi dico solo che ho sottolineato praticamente tutto il libro, ho consultato alcune delle fonti, preso appunti; mi sono arrabbiata, tantissimo, non vi nego che è stato doloroso e anche molto triste. Doloroso perchè è qualcosa che mi tocca personalmente in quanto donna, triste perchè ho pensato alle tante donne che magari non hanno la mia stessa libertà, che questo libro non potranno mai leggerlo, neanche per sapere che non sono sole.

Il gender data gap potrebbe essere definito come una delle piaghe della nostra società, una piaga che si fa fatica a debellare. Per limitare i problemi di cui si parla nel libro si dovrebbe proprio partire dalla ricerca di quei dati che finora sono stati invisibili, e per avere quei dati basta rivolgersi alle donne, prenderle in considerazione, tenere conto della loro opinione, lasciarle libere di esprimere il proprio ingegno e la propria creatività. Solo in questo modo possiamo sperare di eliminare pian piano questo vuoto di dati e di creare un mondo, una società, degli strumenti anche, che siano a misura di uomo e a misura di donna. Invisibili è un saggio imperdibile e imprescindibile, tutti dovrebbero leggerlo per capire, per riflettere, anche per discutere del problema che, per quanto sia ancora invisibile, sappiamo ormai essere lì. Buona lettura!

"Le storie che ci raccontiamo riguardo al nostro passato, al presente e al futuro sono tutte contrassegnate, deturpate, da una presenza-assenza che ha la sagoma di un corpo femminile. E' il gender data gap: la mancanza di dati di genere... Invisibili è una storia di assenze."



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