La fiaba di Barbablù

Natale. Siamo tutti più buoni. E gioiosi. Così, anche la nostra leggenda di oggi si adegua e si tinge di atmosfere e tratti fiabeschi. E oscuri. Ma vi anticipo già, dal lieto fine.

Non vi ci abituate!!! 

Quella che andiamo a raccontarvi è la storia di Barbablù, una fiaba che troviamo nella raccolta Histoires ou contes du temps passé trascritta da Charles Perrault nel XVII secolo. 
Ma veniamo a noi.
Barbablù era un uomo ricco e crudele. Ma nonostante i suoi trascorsi non proprio limpidi sposò la figlia più giovane di una sua vicina.
Un giorno accadde che l'uomo dovesse assentarsi per lavoro. 
E così, prima della sua partenza, consegnò alla moglie il mazzo con tutte le chiavi della villa, spiegandole che poteva fare tutto ciò che voleva e andare dove voleva però [...] Le era proibito entrare nella camera segreta. La porta della camera era aperta da una chiave particolare che le mostrò.

Ora. Premesso che la curiosità è femmina, e che proibire qualcosa a qualcuno significa invitarlo a farla, ecco che alcuni giorni dopo la partenza del marito, la donna entrò nella stanza proibita. 

La curiosità le fece fare una macabra scoperta. Vide infatti i corpi delle precedenti mogli di Barbablù appesi al soffitto con dei ganci da macellaio. Il pavimento era tutto coperto di sangue.
Presa da terrore lasciò cadere la chiave. Si sporcò.

Inutile fu il suo tentativo di pulirla. Trattandosi di una chiave fatata, la macchia rimase.
Al suo ritorno, Barbablù per prima cosa si fece riconsegnare il mazzo di chiavi. E notando la piccola chiave macchiata, si infuriò con la moglie. La sua sorte era segnata. Prima di ucciderla, però, le concesse qualche minuto per pregare Dio visto che stava per rendergli l'anima. 
La giovane allora cosa fece. Corse a chiamare sua sorella Anna, che era ospite nella villa. La pregò di correre in cima alla torre più alta, da dove avrebbe fatto cenno ai loro fratelli, abilissimi combattenti, che sarebbero dovuti giungere in visita di lì a poco.
Una salvezza al fotofinish.
Mentre sembrava tutto perduto arrivarono i due cavalieri che, incitati da Anna, giunsero giusto in tempo per salvare la sorella da Barbablù.  Nel combattimento con i due giovani il crudele signorotto ebbe la peggio e venne ucciso.
La moglie, rimasta vedova, ereditò tutte le ricchezze del marito. Si risposò e visse il resto della sua vita, come in tutte le favole, felice e contenta.

Curiosità: la storia, dagli intenti pedagogici, ha finito per collegare il nome del protagonista a quello di diversi serial killer, tra cui il noto assassino francese di nome Henri Landru, detto appunto Barbablù. Il tizio in questione impalmava una dietro l'altra donne ricche, che sistematicamente uccideva per usufruire dei loro beni. 


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