[Sentire il suono folle del cervello dell'una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell'altra.] Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

Buona giornata cari Lettori! Passate le feste, possiamo tornare a riprendere un ritmo normale. Oggi voglio parlarvi di quella che è stata sicuramente una delle letture migliori del 2018.

Storia del nuovo cognome è il nuovo capitolo della tetralogia di Elena Ferrante iniziata con L'amica geniale. Spinta dall'uscita e dalla visione della bellissima Serie tv dedicata al primo romanzo, ho deciso finalmente di continuare la lettura e di ritornare a leggere di Lila e Lenù.

Dopo il matrimonio di Lila, avvenuto alla fine del primo romanzo, sia lei che Lenù si ritrovano ad affrontare un nuovo momento della loro vita. Lila ha solo 16 anni ma è già sposata. Legatasi a Stefano Carracci, figlio di Don Achille, ha scelto di far parte definitivamente della vita di quel rione da cui ha sempre voluto fuggire. Lenù invece, pur essendo una studentessa modello del Ginnasio e pur avendo avuto molte più possibilità di allontanarsi dal rione, non sa bene cosa vuole; si sente persa, sola e fuori posto sia al rione che in qualunque altro luogo.

Mentre Lila si ritrova ancora una volta a dover lottare contro l'influenza dei Solara e dello stesso Stefano che si rivela molto diverso da quello che credeva, Lenù invece si allontana definitivamente. Dopo la fine del ginnasio ottiene una borsa di studio e parte per Pisa dove studierà alla Normale e riuscirà alla fine a laurearsi. Quanto più Elena si allontana dal rione e diventa quasi estranea a quel mondo, tanto più Lila si trova invischiata al suo interno, prigioniera, in trappola e senza possibilità di fuggire. Nonostante l'enorme divario che si crea tra di loro, Lila e Lenù riescono a mantenere quel rapporto così speciale nato quasi per caso ma diventato ormai l'unico porto fermo e sicuro della loro vita.

Il secondo romanzo di questa storia, ambientato negli anni 60 italiani, ci racconta della restante parte dell'adolescenza e dell'età adulta delle due protagoniste. Animate dai soliti personaggi che ormai abbiamo imparato a conoscere bene, le strade del rione tornano protagoniste di questa storia insieme a Lila e Lenù. Le due ragazze si trovano ad un nuovo punto della loro vita. Lila si trova a fare i conti con gli obblighi derivanti dal matrimonio con Stefano. Delusa dal suo comportamento, Lila scopre ben presto che si è intrappolata in un'altra situazione senza uscita. Che, invece di allontanarsi dal rione, non ha fatto altro che accettare di farne parte.

Lenù invece riesce a fare quello che lei e Lila hanno sempre desiderato. Va via dal rione, parte per Pisa, si laurea e scrive un libro che ottiene grande successo. Ce l'ha fatta, è riuscita a scappare, si è liberata dalla cattiveria, dalla povertà e dalla meschinità del rione. Ma è davvero libera? Si può fuggire da qualcosa che è dentro di te?

Elena Ferrante ha uno stile scorrevole, elegante, ricco di descrizioni e profondamente evocativo. Con qualche parola mi ha riportato al rione, un paio di righe e non ho più avuto scampo. Ho letto tutta la notte per terminare il romanzo, non riuscivo a metterlo giù, dovevo sapere. La narrazione ha un ritmo piuttosto sostenuto ed è divisa in due parti che segnano le diverse fasi della vita delle protagoniste. L'ambientazione di questo racconto, pur essendo quasi claustrofobica, è ricca di dettagli che ci aiutano a immaginare la vita dei personaggi.

I personaggi che affollano le pagine di questo romanzo sono molti; alcuni sono più caratterizzati, altri meno, ma tutti sono descritti in maniera piuttosto vivida. Mi sembrava quasi di vederli lavorare, parlare tra di loro, litigare, e forse a questo ha contribuito la visione della serie tv che mi ha aiutato a dare un volto ai personaggi. Le protagoniste assolute però sono sempre Lila e Lenù, loro sono l'inizio, il centro e la fine della storia. 

Il loro rapporto, questa amicizia così stretta, questo legame quasi unico, le rende diverse dagli altri. Le rende più forti ma allo stesso tempo anche più fragili. Credo che la differenza tra loro due in questo romanzo si faccia ancora più evidente. Il divario che si crea tra di loro sembra quasi incolmabile. Ormai le loro vite non hanno nulla in comune: Lila è sposata, avrà un bambino, sarà infelice e impotente e soffrirà moltissimo. Lenù invece diventa una donna emancipata, studia, si laurea, scrive un libro, evade dal rione.

Nonostante però questa enorme differenza, Lila e Lenù continuano ad essere l'una il porto sicuro dell'altra. Quando si rivedono dopo anni, è come se nulla fosse cambiato; è come se fossero ancora le due bambine che leggevano Piccole donne e sognavano di diventare ricche scrivendo un romanzo. Potrei stare qui a parlarvi della trama e degli sviluppi di questa storia per ore, ma non voglio farlo. Non voglio rovinarvi il piacere di leggere questa storia e di scoprire da soli la bellezza e la magia contenuti in queste pagine.

Perchè è questo che fa la Ferrante, è capace di toccare il cuore, di farvi arrabbiare, piangere ed emozionare con un pugno di parole. C'è tanta bellezza in questo romanzo, c'è la voglia di riscatto, c'è la forza di due donne che lottano contro i limiti imposti dalla società. Questo romanzo ha un'intensità diversa rispetto al primo, è più forte, più doloroso, quasi più vero. E' un racconto profondamente toccante, crudo ma anche meraviglioso.

Lila e Lenù potremmo essere noi, potrei essere io. Leggere della loro vita, delle loro scelte, dei rimpianti e degli errori, ci spinge inevitabilmente a pensare a noi stessi e alla nostra vita. Non vedo l'ora di leggere il seguito della storia e scoprire cosa c'è in serbo per Lila e Lenù, per le due amiche, l'una un po' l'amica geniale dell'altra, che credo non dimenticherò mai. Buona lettura!

"Stava spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c'era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell'una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell'altra."

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