Racconto: "Diario di Black Gray - Le indagini Paranormali di Fedor Chastel " #1

 IL MISTERO DI ASH
Le Indagini Paranormali di Fedor Chastel 
(prima parte) 
  
La pioggia cominciò a cadere improvvisamente.
Le gocce, sempre più insistenti, si riversarono sul bosco, sui tetti, sulla strada, su di una sagoma indistinta che si trascinava nel buio di una notte senza stelle.
Il villaggio era oscuro e silenzioso.
Al crepuscolo gli abitanti di Ash cessavano ogni attività per rifugiarsi al di là delle porte serrate, sfuggendo al male. O almeno, questo era quello che pensavano.   
Ma le dita lunghe e raccapriccianti dell’orrore avanzavano non viste … colpendo ancora e ancora e ancora … fino a trenta volte.

Si sentì uno strano scricchiolio. Di un improvviso e secco sgretolarsi. Come se qualcuno avesse calpestato una foglia. E la sua linfa vitale scorreva, mescolandosi all’acqua e alimentando la gola arsa di una terra senza più Dio … 

Strisciando sul terreno fradicio, la sagoma agonizzante prese forma e sembianze umane. Distorte, contorte, ma stranamente umane.
Appena qualche metro, consumato in un rantolo agghiacciante. Qualcosa di simile a un arto si sollevò appena, poi più nulla. L’urlo strozzato si perse nel battito incessante dell’acqua.  
Il cadavere era quello di Mary Cesie, la figlia del falegname. Era stato il suo viso, tra le poche cose rimaste intatte, a rivelarne l’identità. Il padre era morto di polmonite diversi anni prima e lei viveva con lo zio e i suoi tre figli.
Mary era l’altro sacrificio designato. La trentesima.
L’intera comunità sembrava essersi riversata nella piazzetta di Ash. Erano tutti per strada, lì dove giaceva il corpicino straziato. Uno strano silenzio percorreva il villaggio, alternandosi a rochi bisbigli. Piangevano l’ennesima vittima. Un’altra bambina. Un’altra innocente.
C’era una sorta di condiscendenza in quegli orribili accadimenti. E una rassegnata assuefazione all’abominio che si ripresentava ogni volta.
Il terrore li stringeva in un’implacabile morsa, ma nessuno sembrava poter o voler far nulla; se non attendere che la maledizione finisse, così come, qualche mese addietro, era cominciata … continua..


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