[Recensione] Aspettami tra i fiori del caffè di Silvia Di Natale

Buon pomeriggio cari Lettori!
Credo di essere entrata ufficialmente nel tunnel di Dumas, ormai mi basta vedere il suo nome sulla copertina di un libro per comprarlo immediatamente senza pensarci!
Questa volta è toccato a "La regina Margot" che ho scovato in libreria, sepolto sotto decine di altri libri, sono solo all'inizio e già lo sto amando!

Bando alle ciance e passiamo alla Recensione di oggi...

Elena è arrivata sulle Ande per il caffè.  E per Fernando, colombiano con sangue indigeno nelle vene, presidente di una cooperativa di piccoli contadini produttori di caffè. 
Ma il caffè implica tante cose, come si accorgerà ben presto.  Le sette notti ,e gli otto giorni ,vissuti a Taramá, sperduta cittadina della cordigliera, saranno però i più drammatici e i più intensi della sua vita.  Sin dal primo giorno, Elena scopre infatti la realtà misteriosa che si nasconde dietro quella natura tropicale: i cafetales, dove crescono le preziose piantine, sono minacciati dall’avidità dei cercatori di petrolio. E lo stesso Fernando – al quale la lega una complicità che presto sboccia nella passione – è in pericolo.  Per amor suo Elena si butta a capofitto in un’avventura che la porta a scoprire un’altra, più oscura dimensione, sommersa in quella realtà a lei sconosciuta. È un’impresa all’apparenza assurda, ma Fernando le ha insegnato la filosofia dei suoi antenati indigeni: di fronte all’avidità e alla follia che dominano il mondo, non c’è altra soluzione che quella di continuare ad agire come se ci fosse un senso.  Come l’ambiguo conquistatore svevo, Mattheus von Holzer, la cui statua domina la piazza di Taramá, salpato per le Americhe in cerca di El Dorado, si trovò ad affrontare ben altre peripezie, così Elena si consegna mani e piedi a un gioco che la coinvolge anche come donna: "Ma non c’era rimedio: una volta contagiati, non si può smettere di cercare El Dorado".

"Aspettami tra i fiori del caffè" è la storia di Elena, figlia di un torrefattore che dopo aver conosciuto Fernando, un giovane cafeteros che arriva dalle Ande, si reca lei stessa sul posto alla ricerca della perfetta qualità di caffè da esportare e proporre nella ditta di famiglia.
Una volta arrivata nella piccola cittadina di Taramà Elena si scontra con la realtà tutt'altro che facile del posto. I terreni dove i cafeteros del paese coltivano le migliori qualità di caffè del mondo sono minacciate dai petrolieri che, spinti dall'avidità, vogliono utilizzarli a loro piacimento e sopratutto per il loro guadagno.
Insieme a Fernando, Elena si butterà a capofitto in un'avventura che durerà sette giorni e che la porterà a lottare, insieme alla gente del posto, per preservare l'oro nero di Taramà...

La storia è raccontata da Elena in una sorta di diario che ripercorre gli avvenimenti che l'hanno portata a partire per questo rocambolesco viaggio attraverso le Ande e l'avventura che poi si è ritrovata a vivere.
La narrazione ha un ritmo serrato e le vicende vengono raccontate dall'autrice con uno stile deciso, descrittivo, ma mai noioso ed estremamente avvincente!
Il romanzo scorre via veloce, raccontando con minuzia di particolari gli avvenimenti di una sola settimana; una delle cose che ho maggiormente apprezzato è stato il fatto che era evidente che alla base del romanzo ci sono ricerche ben ponderate, che hanno dato a tutta la storia un certo realismo!
Il caffè è il grande protagonista di questo libro, stavolta al centro di una vicenda che mescolando elementi gialli e atmosfere da thriller, riesce a tenere il lettore incollato alle pagine, fino ad un finale inaspettato e dal retrogusto amaro!

Baci...

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