Stonehenge, tra leggende e... falso storico?

Oggi vi raccontiamo di Stonehenge.
Chi di voi non ha mai sentito parlare di questo misterioso sito megalitico? Molti avranno anche vissuto l'esperienza unica di viverlo in prima persona.
Tra i cromlech (circolo di pietra, in bretone) più famosi e imponenti al mondo, Stonehenge si trova in Inghilterra, vicino ad Amesbury nello Wiltshire [...]

Il significato etimologico è pietra sospesa, da stone (pietra) ed henge (sospendere). Il sito è infatti composto da un insieme circolare di grosse pietre, in alcuni casi sormontate da enormi elementi orizzontali. Si dice risalente al Neolitico. La datazione radiocarbonica eliminerebbe alcune teorie avanzate e secondo le quali a realizzare il sito fossero stati i Druidi e che lo avessero utilizzato quale luogo per compiere i loro sacrifici o ancora, che si fosse trattato di un tempio romano. Alcuni sostengono che Stonehenge sia un "antico osservatorio astronomico", con un significato particolare ai punti di solstizio ed equinozio. Ben noto è comunque il suo valore quale luogo di culto.

Ma quanto dell'originale Stonehenge è giunto "intatto" ai giorni nostri?

Il sito ha subito una ricostruzione nella prima metà del Novecento.
"L'ultimo esoterico allineamento - scriveva  a tal proposito nel 2001 in un articolo de La Repubblica, il corrispondente da Londra Antonio Polito - è opera di una prosaica gru degli anni '60. Il velo sul mistero meglio pubblicizzato d'Inghilterra l'ha sollevato un ragazzo di Bristol, Brian Edwards, alle prese con una tesi di storia. Ha trovato le foto. Risalgono al 1901, hanno il fascino sabbiato di un dagherrotipo, ma documentano spietate le approssimative tecniche edilizie di un gruppo di operai vittoriani con cazzuola. Sono solo le prime di una serie: il '900 è stato tutto un cantiere, che ha rifatto e "migliorato" il volto di Stonehenge, come in una plastica facciale su una signora un po' invecchiata". Polito chiosava a metà articolo con "La Stonehenge che vediamo oggi è un'opera del XX secolo".

La notizia suscitò, come c'era da aspettarsi, un notevole clamore. Qualche mese dopo, sul n. 88 - luglio/agosto di Archeologia Viva del 2001, in riferimento proprio al pezzo di "Repubblica", l'articolo di Emiliana Petrioli, consultabile, in parte, sul sito archeologia viva, evidenziava come accanto "al suddetto articolo, è riportata l’opinione dell’archeologo Jean-Pierre Mohen, direttore del Laboratorio di ricerca dei Musei di Francia e vera autorità in fatto di megaliti, che conferma l’originalità della disposizione attuale di Stonehenge, sottolineando che le pietre restaurate furono rimesse al loro posto, come normalmente avviene in archeologia quando si ricostruisce un monumento con i suoi pezzi originari (l’operazione si chiama anastilosi)". Di questo vi parleremo in un'altra occasione.
Intanto vi facciamo cenno di una interessante scoperta ultimamente rimbalzata agli onori della cronaca che riguarda  invece le cave dalle quali sarebbero stati estratti i monoliti.
Riportiamo alcuni stralci dell'articolo apparso su National Geographic dove si legge che il team di archeologi, in base a quanto già anticipato nel 2015 "ha spiegato di aver trovato prove in abbondanza della presenza di due cave del periodo Neolitico nel Galles da cui provenivano le bluestones, come vengono chiamate le rocce di origine 'non locale' del monumento eretto a Stonehenge circa 5000 anni fa [...]
Le cave gallesi si trovano sulle Preseli Hills, nel Pembrokeshire settentrionale, a circa 290 chilometri via terra da Stonehenge. Le bluestones pesano 1-2 tonnellate e sono alte fino a 2,4 metri. Le rocce di queste cave sono di origine ignea e vulcanica con precise caratteristiche geologiche che corrispondono a quelle del semicerchio interno di Stonehenge. I geologi hanno dimostrato che questa regione del Galles è l'unica nelle isole britanniche che contiene il particolare tipo di roccia, la diabase, di cui sono costituite le bluestones. [...]

Le datazioni al radiocarbonio eseguite sulla carbonella e sulle castagne bruciate trovate sul sito inquadrano l'attività neolitica nella cava fra i 5.400 e i 5.200 anni fa. I ricercatori ritengono che Stonehenge non sia stata costruita prima del 2.900 a.C."
E anche di questo e di altri interrogativi, torneremo sicuramente a parlarvi. 
Viaggiando tra leggenda. E storia. 

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