[Anteprime Fazi] La lottatrice di sumo - Río fugitivo - L'ignoranza delle persone colte - Leggere Seamus Heaney

Fazi
collana: le strade
pagine: 300 Prezzo: 18,00€
Pubblicazione: 31 Gennaio 2015
Dopo i primi due libri incentrati sul dubbio, Giorgio Nisini torna a parlare di incertezza confermandosi uno degli scrittori più originali e visionari della narrativa italiana di oggi. La sua scrittura avvolgente e al contempo cristallina conferisce alla narrazione un tono dai contorni metafisici mettendo in scena, con La lottatrice di sumo, la tormentata storia d’amore di un Orfeo moderno.

Giovanni Cadorna è un fisico alla soglia dei cinquant’anni. Dopo un divorzio e il successo raggiunto con la pubblicazione di un libro scettico sulla possibilità della vita oltre la morte, inizia a dubitare delle proprie certezze in seguito al ritrovamento di un dipinto che lo costringe a fare i conti con il passato e il ricordo di una donna, morta tragicamente più di vent’anni prima.
Decisivo, all’interno di un intreccio costantemente in bilico tra ossessione e raziocinio, ragione e occulto, risulterà l’incontro con Olga, figlia dell’artista esoterico presunto autore dell’opera, che, insieme ad altre figure femminili cariche di significato, darà vigore a una storia fino allo scioglimento della vicenda personale e familiare del protagonista come del mistero legato al quadro. Con una cura formale di rara evidenza e una lingua densa di risvolti emotivi, l’autore affronta qui un tema delicato come quello della comunicazione con l’aldilà nonché argomenti universali come la libertà individuale, il desiderio di paternità e l’amor filiale.

Giorgio Nisini, nato nel 1974, è scrittore e saggista. È autore dei romanzi La demolizione del Mammut, Premio Alvaro Opera Prima e finalista al Premio Tondelli, e La città di Adamo, selezione Premio Strega 2011.
collana: le strade
pagine: 480 Prezzo: 18,00€
Pubblicazione: 31 Gennaio 2015
Il quindicenne Roberto è appassionato di letteratura e, sulle orme di un antenato scrittore, si cimenta nella stesura di romanzi gialli.
Apprendista nella scrittura come nella vita, il ragazzo sperimenta insieme ai suoi compagni di scuola i primi approcci con l’alcol, la droga e il sesso. Molto sensibile e dotato di un acuto spirito di osservazione, vive quotidianamente il contrasto fra l’instabilità della Bolivia degli anni Ottanta, segnata da razzismo e disuguaglianza sociale, e la vita ovattata di un figlio dell’alta borghesia di Cochabamba: l’esclusivo istituto cattolico dove studia e le dinamiche familiari sono per lui una campana di vetro fatta di ipocrisia, e il solo modo per uscirne è la creazione di altri mondi, come Río Fugitivo, cittadina immaginaria in cui ambienta i suoi racconti.
Ma per Roberto scrivere non significa solo evadere dalla realtà: significa cercare la propria identità, provare a decifrare il mondo e a stabilirvi un ordine. Così, quando si trova di fronte a una misteriosa scomparsa, il ragazzo inizia a ripercorrere tutta la vicenda a ritroso. Lo scopo, certo, è fare chiarezza, ma come non cogliere l’occasione per delineare il tanto ambito delitto perfetto? Nel corso di questa personale indagine Roberto si accorgerà però che il confine fra realtà e finzione è labile, finendo per imparare a proprie spese quanto facilmente verità e immaginazione influiscano l’una sull’altra.
Come molti grandi romanzi, Río Fugitivo si espande oltre i confini del genere: è al tempo stesso un giallo, un romanzo di formazione e un romanzo a sfondo politico, ma soprattutto è un libro intriso dell’umanità, della passione e della fantasia che contraddistinguono la migliore letteratura sudamericana.

Edmundo Paz Soldán nato a Cochabamba nel 1967 e laureatosi in Scienze Politiche, ha conseguito un PhD in Letterature ispanoamericane presso la University of California Berkeley e ha poi vinto la prestigiosa Guggenheim Fellowship. Oltre a varie raccolte di racconti ha pubblicato dieci romanzi, tra cui El delirio de Turing (2003), Norte (2011) e Iris (2014), e curato insieme a Gustavo Faverón Patriau la raccolta di scritti su Roberto Bolaño, Bolaño salvaje.
Attualmente vive a New York, dove insegna Letteratura latinoamericana alla Cornell University. Nel 2008 Fazi Editore ha pubblicato La materia del desiderio.
collana: le meraviglie
numero: 12 pagine: 180
Pubblicazione: 31 Gennaio 2015
prezzo in libreria: € 14,50
 "Quando si vede un fannullone con un libro in mano, si può essere quasi certi che si tratta di una persona senza né forza né voglia di stare attenta a ciò che le accade intorno"

Diretto, paradossale, provocatorio: così appare Hazlitt nel suo saggio sull’ignoranza delle persone colte, un gioiello nell’arte dell’essay, di argomento filosofico, morale, letterario o legato all’esperienza quotidiana, il cui modello riconosciuto e tuttora inarrivabile è Montaigne. In questo libro dello scrittore e critico inglese, amico di Stendhal e dei maggiori poeti del suo tempo, sono raccolti sette dei numerosi saggi appartenenti a Table-Talk, la rubrica che l’autore tenne sul «London Magazine» dal giugno 1820 al dicembre dell’anno successivo: tutti testi di sconcertante attualità e caratterizzati da un’alta dose di humour, specie se letti oggi, alla luce del presente. Oltre alla riflessione Sull’ignoranza delle persone colte, intervento argutamente eccentrico, che dà il titolo al volume, tanti sono gli aspetti della vita affrontati dal saggista-filosofo: dall’analisi del genio incompreso (contrapposto all’uomo d’azione e quindi di successo) al ritratto dello scrittore elegante (e perciò “effeminato”), dalla critica ai gruppi di potere (tra cui i consigli comunali e le università) agli svantaggi della superiorità intellettuale (sulla raffinatezza d’animo che si scontra puntualmente con un mondo ignorante), fino al tema universale della paura della morte e ai suoi risvolti tragicomici con i lasciti testamentari.

William Hazlitt (1778-1830). Scrittore e saggista è considerato uno dei più grandi critici dell'opera di Shakespeare. In vita, fu amico di molti letterati e poeti fra i quali Charles Lamb, Stendhal, Samuel Taylor Coleridge, William Wordsworth e John Keats.
collana: le terre
pagine: 260 Prezzo: 17,50€
Pubblicazione: 31 Gennaio 2015
Premio Nobel per la Letteratura nel 1995, Seamus Heaney (1939-2013) è considerato unanimemente uno dei maggiori poeti di lingua inglese del Novecento.

Scomparso nell’estate del 2013, l’irlandese Seamus Heaney è stato uno dei grandi della letteratura degli ultimi decenni: premio Nobel per la Letteratura nel 1995, è stato definito «il più importante poeta irlandese dopo Yeats».
In questo saggio, Paolo Febbraro ripercorre l’intera opera del grande poeta, offrendo nuove prospettive e originali chiavi di lettura, anche per chi della vita e della produzione di Heaney non conosce ancora nulla. L’autore utilizza alcuni colloqui privati avuti col poeta e dei documenti mai pubblicati prima. Ne emerge una visione complessiva dell’uomo, del suo tempo e della sua arte. Seamus Heaney è un autore storico del catalogo della Fazi Editore, che lo ha pubblicato per la prima volta nel 1995, anno di nascita della casa editrice e stesso anno in cui il poeta vinse il Nobel.
Oggi, a vent’anni da quella storica pubblicazione, la casa editrice rende omaggio a uno dei poeti più amati del Novecento con questo ritratto inedito.

Paolo Febbraro nato a Roma nel 1965, è poeta e saggista. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo Il bene materiale, L’idiota. Una storia letteraria e Fuori per l’inverno. Si occupa di letteratura e in particolare di poesia sulle pagine culturali del Sole 24 Ore.

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