La leggenda della Mary Celeste

Il brigantino canadese Mary Celeste è l'archetipo della nave fantasma. Varato in Nuova Scozia, nel 1861, fu ritrovato senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra, nel 1872.

Una nave alla deriva. Un intero equipaggio scomparso. Sono questi gli ingredienti di un mistero mai risolto, quello della Mary Celeste.

In verità, fin dall'inizio intorno al brigantino circolò una fama di sfortuna legata a una serie di tristi vicende: la morte del primo capitano, alla quale seguirono quella di altri due e altre disavventure che, dopo l'esordio iniziale, consegnarono alla nave  un periodo di gloria. Fino al novembre del 1872. 

Comandata dal capitano Benjamin Briggs, la nave salpò da Staten Island, New York, diretta a Genova. A bordo aveva un carico di alcool denaturato. Il carico umano comprendeva invece, oltre al capitano, un equipaggio di altri sette marinai e la moglie e la figlia del capitano.

Un mese dopo, precisamente nel dicembre 1872, il brigantino venne avvistato da un'altra nave, la Dei Gratia, tra le coste portoghesi e le isole Azzorre, alla deriva, a vele spiegate, verso lo Stretto di Gibilterra.

Nessun segno di presenza dell'equipaggio. Il capitano e un gruppo di marinai della Dei Gratia salirono a bordo. Questi trovarono una nave deserta, in discrete condizioni, anche se completamente grondante acqua, bussola rotta, sestante e cronometro marino mancanti, come pure l'unica scialuppa di salvataggio. Del carico, apparentemente intatto, fu scoperto poi che nove barili erano vuoti. A bordo vi erano scorte di acqua e cibo per sei mesi. Mentre mancavano la maggior parte delle carte di bordo.

Ci fu un'inchiesta, appena la Mary Celeste arrivò a Gibilterra. Fu un susseguirsi di ipotesi che innescarono fantasie letterarie famose.

La prima ipotesi fu che l'equipaggio si fosse ubriacato con l'alcool a bordo e avesse massacrato gli altri passeggeri - ipotesi quasi subito scartata;  la seconda si basò sull'eventualità di un accordo fraudolento tra il capitano della Mary Celeste e quello della Dei Gratia finalizzato alla spartizione del!a ricompensa - altra ipotesi naufragata; una terza ipotesi avanzata si spinse fino all'accusa per il capitano della Dei Gratia di aver ucciso gli occupanti della Mary Celeste per incassare la ricompensa. Alle ipotesi legate all'inchiesta si affiancarono, qualche anno dopo, quelle suggerite dalla fantasia letteraria di Conan Doyle. 

E dall'omicidio del capitano del brigantino, ad opera dell'aiutante capo, alla piovra gigante, fiorirono una nuova serie di ipotesi. Ad oggi, pur restando un chiaro mistero, la spiegazione più plausibile sembra essere, date le circostanze del ritrovamento e il resto, quella di un abbandono volontario della nave legato alla pericolosità del carico. Essendo infatti alcuni tra i barili, danneggiati, il capitano, colto dal panico per un'eventuale esplosione, avrebbe potuto ordinare di calare la scialuppa in mare. In seguito, il cambio della situazione meteorologica avrebbe fatto il resto [...]


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