Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan

Buona giornata cari Lettori e buon inizio settimana! Oggi parliamo di una delle mie ultime letture, un bellissimo romanzo la cui storia si snoda tra la Cecoslovacchia e la Francia.

Il museo delle promesse infrante è un romanzo che mi ha sorpreso per la sua capacità di guardare al passato ma allo stesso tempo di spingersi verso il futuro. La storia inizia nel 1986 quando la giovane Laure arriva a Praga, nell'allora Cecoslovacchia, per lavorare come ragazza alla pari per una famiglia. Praga è tutta una novità per Laure, non sa bene cosa sia il regime che vige ancora in quella città nè tutto quello che il regime controlla e impedisce. La svolta arriva con l'incontro con Tomas, cantante, membro di una compagnia che organizza spettacoli di marionette, sopratutto ribelle.

L'incontro con Tomas porta Laure a fare i conti con quello che significa davvero vivere sotto un regime come quello, un regime che non ti lascia libero di vivere la vita che vorresti, che ti controlla e ti spia giorno dopo giorno, che decide cosa sia giusto e cosa sbagliato. Anni dopo Laure fonda a Parigi il Museo delle promesse infrante, un luogo in cui vengono raccolti cimeli che simboleggiano una perdita, una promessa mai mantenuta, un ricordo doloroso che ci si vuole lasciare alle spalle. Quello è il modo di Laure per anestetizzare il dolore di una promessa infranta e di un futuro che non ha mai potuto vivere. 

Ho letto questo romanzo in pochi giorni catturata dalla prosa elegante e profondamente evocativa dell'autrice. Il ritmo del romanzo è molto sostenuto, questo anche grazie allo sviluppo della storia che si snoda su più livelli narrativi e seguendo gli eventi che avvengono in anni diversi. Seguiamo infatti la storia di Laure nella Praga del 1986, assistiamo al nascere del suo amore per Tomas; poi adiamo avanti nel tempo fino a ritrovare una Laure più adulta ma ancora intrappolata in quel passato che non riesce a dimenticare. Infine arriviamo ai giorni nostri, alla Laure del museo che ha imparato che i ricordi, le storie del passato, possono ancora influenzare la vita di chi la abbandonati.

Quello che ho apprezzato maggiormente di questo romanzo è la parte storica; la Cecoslovacchia del 1986, e in particolare la situazione a Praga, è un pezzo di storia che spesso dimentichiamo. In realtà il regime in vigore all'epoca, le privazioni, la mancanza della libertà, hanno costituito una perfetta cornice alla storia di Laure rendendola molto più interessante. 

I personaggi sono ben delineati, la storia si lascia leggere con estremo piacere e non risulta mai banale nè affrettata. Mi è piaciuto moltissimo l'utilizzo del Museo delle promesse infrante che viene sfruttato come una sorta di anestetico. Per la stessa Laure il Museo diventa il modo perfetto per anestetizzare il dolore del passato, per imparare a convivere con quello che è stato ma sopratutto con quello che non è stato, e per protendersi verso il futuro. Delicato, coinvolgente e a tratti doloroso, questo romanzo racconta una storia bellissima, cupa ma piena di speranza. Buona lettura!

"Ciò che è assente ha la stessa importanza di ciò che è presente."


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