La bambina e il nazista di Franco Forte & Scilla Bonfiglioli

Buona giornata cari Lettori! Oggi parliamo, con un po' di ritardo, di un altro dei libri che ho letto in occasione della Giornata della Memoria di quest'anno. 

La bambina e il nazista è un romanzo scritto a quattro mani da Franco Forte e Scilla Bonfiglioli. La storia narrata ha come protagonista Hans Heigel, un ufficiale delle SS nazista. Hans non è il solito personaggio nazista a cui siamo abituati e che ci aspetteremmo, non comprende appieno le motivazioni che stanno spingendo il suo paese ad essere così aggressivo e violento. Non capisce cosa porti i tedeschi a odiare in modo così viscerale gli ebrei e a tentare in tutti i modi di sterminarli. Hans però mantiene la testa bassa, continua a fare il suo lavoro, principalmente per tenere al sicuro la moglie e la figlia Hanne.

Quando la bambina si ammala e muore a causa della tubercolosi, il mondo di Hans viene distrutto. Assegnato al terribile campo di concentramento di Sobibòr, Hans cerca di rimanere a galla in un mondo che non ha più alcun senso per lui. Questo fino a quando, nella fila che conduce un gruppo di ebrei alle camere a gas, non incrocia lo sguardo di quella che immediatamente le sembra la sua bambina. Quella bambina ebrea è Leah e Hans, spinto da qualcosa che neanche sa bene cosa sia, la salva e la protegge dal destino che la attende. Ma come può proteggerla se il suo popolo ha deciso che la sua esistenza non ha alcun valore?

Questo romanzo ha uno stile molto scorrevole, semplice ma perfettamente adatto al tipo di storia che racconta. Il romanzo si concentra, come molti altri, su una pagina di storia terribile; stavolta ci troviamo però dall'altro lato della storia, il personaggio di questo racconto è un ufficiale delle SS, è un tedesco, è un nazista. Per quanto Hans non approvi il comportamento della sua nazione, non ha mai fatto nulla per impedirlo, non si è mai ribellato. Fino a quando non incontra Leah, la bambina che somiglia come una goccia d'acqua alla sua Hanne, una bambina senza colpe la cui vita sta per essere stroncata.

E' a quel punto che qualcosa si accende in Hans, un desiderio che lo porta a fare di tutto, a macchiarsi anche di altri crimini orrendi, pur di salvare quella bambina. La storia narrata è dolorosa come lo possono essere tutte le storie che sono ambientate durante la persecuzione dei nazisti ai danni degli ebrei. Si tratta di un libro di fiction, i fatti sono ispirati a situazioni reali ma non si tratta di una storia vera. Nonostante questo gli autori sono riusciti a raccontare una storia diversa dalle solite, dolorosa come le altre, ma che stavolta mette in luce un'umanità che può trovarsi anche nei luoghi e nei momenti più impensati.

I personaggi di questo racconto sono caratterizzati perfettamente; ho apprezzato molto il modo in cui sono state delineate alcune figure del campo, il comandante, le kapò, che vengono catturate in tutta la loro crudeltà che tenta però di ammantarsi in tutti i modi di una parvenza di umanità. E' un racconto che porta avanti il ricordo, l'importanza della memoria. Ma è anche una storia che vuole dare un messaggio forte e di speranza; spesso, anche dove meno ce lo aspettiamo, la speranza cresce, anche se circondata da un manto di oscurità che sembra impenetrabile. Buona lettura!


"I tuoi occhi sono colombe. Distogli da me i tuoi occhi, perchè mi sconvolgono. "


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