[Recensione] Sto molto meglio dei miei amici morti di Viviane Chocas


Buona Giornata, siamo tornati all'ovile...e l'aria oggi è anche più fresca. Re-iniziamo la nostra collaborazione con il giornale locale SannioLife e postiamo una nuova RECENSIONE!!

Un libro molto piacevole. A tratti tenero. Intriso di quella dolce e sottile nostalgia che accompagna il tramonto e la caducità della condizione umana; ma forte ancora di vita e amore che spingono oltre e nonostante l’età.

Il racconto diretto, almeno per buona parte della storia, è affidato a Blanche, e la circostanza appesantisce un po’ la lettura, ma comunque il testo scorre lieve fino all’ultima pagina.

Un bel romanzo. A volte fortemente lirico, s’intreccia in parole e ricordi, emozioni e dolori che viaggiano tra realtà e fantasia, amore, nostalgia e smania di libertà.

Vecchietti arzilli, pronti ancora una volta ad alzare il loro pugno chiuso, a riprendersi quella vita che (r)esiste ancora oltre il cancello della Casa Le Rose. E così, questo gruppetto di ‘evasi’, vivrà per un po’ quella sete di ribellione e libertà che ancora rincorre al di là dei corpi malandati e della mente non più lucida.

Dal canto suo, Blanche troverà grazie a loro, il coraggio di aprire quella ‘valigia’ azzurrina e fare i conti con il passato, affrontando consapevolmente il suo futuro …

“Era arrivata alla Casa di riposo Le Rose del tutto inaspettata. Ma quando in un mattino di luglio l’animatore capo, afflosciato sulla poltrona di pelle e gocciolante di sudore davanti a una scrivania ingombra quanto deprimente, l’ebbe ascoltata, sbirciando il termometro appeso alla parete che segnava il progredire della canicola, pensò che quella ragazza era un dono del cielo. Si agitava nel suo abito di cotone miracolosamente fresca e le sue dita ondeggiavano come fili d’erba al vento, del quale invece sentivano tanto la mancanza, mentre esponeva il suo progetto”.

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