[Intervista #18] Coffee Time with Laura Imai Messina

Buongiorno #FeniLettori! Ritorniamo alla nostra rubrica "Un caffè con i nostri autori". Finalmente riesco a inserire un intervista con i nostri autori preferiti. Purtroppo non ne ho avuto la possibilità, in questo tram tram, tra anteprime, recensioni e quant'altro. Sapete l'impegno che ci mettiamo ogni giorno e sapete che naturalmente per noi non è un lavoro, perché non veniamo retribuite ma è qualcosa che ci piace fare, stimiamo e amiamo alla follia.  Ebbene dopo questa breve parentesi iniziamo la nostra chiacchierata con Laura Imai Messina autrice del libro Tokio Orizzonte. Ho avuto la possibilità di intervistarla grazie a Piemme Edizioni.



F.B. Che cosa significa, per te, scrivere?
L.I.M. Scrivere è per me inevitabile. Come la schiuma sul cappuccino. Senza la scrittura mi sento, fisicamente, male.

F.B. Dove ti piace scrivere di solito, c’è un posto particolare?
L.I.M. Adoro scrivere in treno, nelle tratte da casa al lavoro o viceversa, oppure nei caffè - tantissimi - che sono a Tokyo. Adoro la folla. Per scrivere necessito di caos e musica nelle orecchie. Una sorta di eccitazione, di trans.

F.B. Come mai hai scritto un romanzo proprio su Tokio? Ho letto che vivi lì. Com'è la vita in questa grande metropoli, così diversa dalla nostra?
L.I.M. Molto diversa. Per questo calamitante. Tokyo mi spinge naturalmente alla scrittura!

F.B. Come nascono i tuoi personaggi? Ti ispiri alla realtà o lavori più di fantasia?
L.I.M. Esiste ognuno di questi personaggi, esistono i luoghi. Ma mai esattamente così, tranne forse Sara che è una e sono per molti versi io. Gli altri sono un collage di persone realmente incontrate o di racconti di amici. Di totalmente inventato c'è molto poco. La fantasia è figlia della realtà, a mio parere.

F.B. Nel tuo romanzo hai amato qualche personaggio in particolare ?
L.I.M. Li ho amati tutti. Li ho abbandonati a fatica. Non li volevo mollare. Jun mi affascinava da morire...

F.B. Stai scrivendo qualcosa in questo momento? Hai piani per il futuro?
L.I.M. Ho scritto altri due romanzi nel frattempo. Uno aspetta il momento giusto per esser ripreso.L'altro è concluso e spero di procedere alla seconda riscrittura, limatura e fine entro quest'estate. Vedremo... non vedo l'ora.


Se New York è una mela, Tokyo è un melograno. È dolce e sensuale, ma anche amara. In sé racchiude tanti chicchi, tutti schiacciati l’uno contro l’altro in una forzata convivenza, eppure sempre, inesorabilmente soli. A volte, però, qualche chicco si ribella; così può succedere che quattro giovani si incontrino per caso, una notte a Shibuya, il quartiere più folle della città, e decidano di avvicinarsi per provare a colmare quella invisibile distanza. Qualcuno lo fa per inseguire una favola d’amore, qualcun altro per lenire il dolore di un passato ingombrante, un altro ancora per cambiare vita e non farsi più trovare.Sara, Hiroshi, Carmen e Jun desiderano invece trovarsi, in un incontro che è sesso ma anche qualcosa di più profondo e vitale. È salvezza. È calamita che allontana dall’abisso. È casa.Tokyo orizzontale è la storia di un amore sprecato e di uno realizzato, e di una città immensa e piccolissima, insonne e paziente, gelida e sensuale.

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