Il Valhalla e Le Valchirie, il paradiso e le giovani donne guerriere

I racconti del passato. Miti e creature leggendarie accendono e animano la nostra fantasia. Leggere e conoscere di storie e imprese, accadimenti e contese. Oggi, cari lettori, vi portiamo con noi nel mondo della mitologia nordica. In particolare, nel Valhalla, con Odino e le Valchirie, insieme agli eroi immortali che trascorrono la loro eternità tra banchetti e combattimenti nell'attesa della battaglia finale.

Accompagnavano i guerrieri morti in combattimento nel Valhalla. Le Valchirie, giovani guerriere che combattevano al fianco di Odino, erano le sole a cui fosse concesso attingere al fiume della vita, per riempirvi le loro brocche [...]

C'erano una volta IL VALHALLA e LE VALCHIRIE

Il paradisiaco palazzo del Valhalla era costruito in maniera molto singolare. A fare da pilastri vi erano infatti delle lance, mentre il tetto e le pareti erano costituiti da scudi. Lance e scudi erano quelli utilizzati dai soldati dell'esercito di Odino in battaglia, prima che le Valchirie li trasportassero feriti a morte al paradiso degli dei.

Il Valhalla era riservato a poche persone e aveva alcune caratteristiche molto particolari. Il premio promesso, oltre a quello di poter essere al fianco di Odino, era di godere in eterno del cibo sacro e della lotta priva di morte. Non si parlava mai di altro piacere emozionante che non fosse un banchetto o un combattimento in cui si riportavano ferite che guarivano automaticamente una volta giunta nuovamente l'ora del pasto. Le giovani, belle e forti Valchirie, virginali amazzoni della guerra, una volta spogliate delle loro armature, vestite di bianco, servivano i commensali.

Nel Valhalla i guerrieri  divenivano immortali e tra orge e bisbocce attendevano di combattere la battaglia della fine del mondo, quando Odino glielo avesse ordinato.

Lì veniva servito l'idromele, simile all'ambrosia, che i guerrieri bevevano dalle coppe e dai vasi sacri, mangiando la carne dell'immortalità. Il liquido divino era una specie di rugiada o brina che le Valchirie raccoglievano nelle acque del fiume che nasceva sui picchi delle montagne nel cuore di uno dei boschi più rigogliosi del Valhalla.

Il dio Odino ordinava alle giovani Valchirie di riempire le loro brocche magiche con l'acqua del fiume della vita, poiché solo a loro era permesso raccogliere l'idromele, per mescere il prezioso liquido e servirlo ai guerrieri del Valhalla in brillanti calici d'argento e d'oro. L'acqua del fiume della vita curava le ferite del corpo e dell'anima. Le Valchirie obbedivano a Odino, dio della saggezza e della magia. 

Il mito narra che non tutti i valorosi guerrieri morti gloriosamente in battaglia erano destinati al paradiso. Solo la metà di loro potevano essere scelti dalle Valchirie, cosa che rendeva ancora più preziosa la gloria e la ricompensa che li attendeva. Una volta scelti, ad attenderli nel Valhalla c'erano Hermod e Bragi, i figli di Odino, che davano loro il benvenuto e li introducevano alla presenza del loro padre. Questi eletti erano già ricompensati nel momento in cui venivano feriti, poiché Odino inviava le Valchirie affinché si occupassero di trasportare i loro corpi martoriati nel Valhalla; in questo modo gli eroi si affidavano alle fanciulle, angeli al servizio del dio della saggezza e della magia.

Esisteva anche un altro paradiso, Fensalir, il palazzo di Frigga, sposa di Odino e regina degli dei. Lì erano invitati tutti gli sposi virtuosi perché potessero continuare a vivere insieme felici per l'eternità. 

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