Cuccioli di drago alla MFW '18

Chi non vorrebbe un cucciolo di drago? Noi tutti amanti della letteratura e sognatori, l'abbiamo desiderato e bramato, molti preferiscono cuccioli di Unicorni e Fenici ma questa è un'altra storia. Di cosa stiamo parlando? Ma naturalmente della tanto parlata e sparlata sfilata Autunno/Inverno 2018-19 di Gucci alla MFW '18 . Si sa Gucci è uno dei più importanti marchi di moda e da secoli fa tendenza ma quest'anno si è superato, immedesimandosi completamente nella nostra società e platealmente decidendo di trasferirsi in una Sala Operatoria con tanto di Cyborg per la sua sfilata.  

Il direttore creativo Alessandro Michele ha sicuramente colpito nel segno con la sua estrosità creando un vero e proprio scenario da libro oltre che da film, ad aiutarlo la famosa factory creativa Makinarium, artisti degli effetti speciali, trucco, animazione, make-up e chi più ne ha ne metta.  D'impatto sono stati i suoi modelli, spenti, asettici e freddi sia nello sguardo che nell'indossare capi strambi e stralunati ad attirare l'attenzione. Alcuni dei quali con particolarità uniche e minuziose, direi quasi eleganti in alcuni punti, in altri grotteschi e freddi. Un miscuglio di idee che forse poteva essere espresso in maniera uniforme, a mio avviso.

Ispirandosi a modelli asettici come i cyborg ha voluto rafforzare l'incredibile confusione che ci portiamo in testa in questo decennio, il calore inesistente e l'insalata di sessi, culture, razze che ormai vi è. Sicuramente ha colpito nel segno attirando l'attenzione sulla sua sfilata, facendola diventare una sorta di notizia mondiale e attirando un pò meno l'attenzione sui suoi abiti ma sulla generica ambientazione che si è andato a creare.


Ma alla fine come si dice? Nel bene o nel male basta che se ne parli e Gucci ha puntato proprio su questo! 

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