La paura ci ha accecato, la paura ci manterrà ciechi.

Buona giornata cari Lettori! Oggi parliamo di un romanzo che volevo leggere da moltissimo tempo, si tratta del capolavoro di Saramago...

Cecità è probabilmente il romanzo più famoso di Saramago, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Improvvisamente una malattia misteriosa inizia a colpire l'intera popolazione umana, tutti sono affetti da un'improvvisa cecità che li rende prigionieri di una nube lattiginosa. A causa di questo strano morbo di cui non si sa praticamente nulla, l'intera società collassa in una spirale di terrore e violenza che tira fuori il peggio della natura umana.

Cecità è un romanzo estremamente crudo, a tratti anche violento, che va ad esplorare la natura umana durante uno dei suoi momenti di debolezza e impotenza. La cecità che colpisce l'intera popolazione di questo mondo fittizio di cui non sappiamo praticamente nulla, è lo spunto per parlare della crudeltà, dell'egoismo ma allo stesso tempo anche dell'amore e della solidarietà che l'essere umano è capace di mostrare.

Lo stile di Saramago è molto particolare, è secco, asciutto, fatto di lunghi periodi interrotti solo da poche virgole e da un utilizzo poco convenzionale della punteggiatura. Si tratta di uno stile quasi impersonale ma che inaspettatamente riesce a bucare le pagine e ad arrivare dritto al lettore costringendolo a continuare a leggere senza sosta.

Dei personaggi sappiamo poco, non hanno nomi e vengono descritti sommariamente, proprio per dare spazio alla caratterizzazione psicologica che resta la parte più importante di questo romanzo. Saramago si concentra sulle reazioni delle persone, sui loro sentimenti, sulle sensazioni che provano.

Il morbo, l'improvvisa cecità, è lo spunto per analizzare la società umana, una società che diventa sempre più violenta e che assume caratteri sempre più bestiali man mano che il racconto prosegue. Gli esseri umani diventano quasi animali, si uccidono l'un l'altro, sono disposti a tutto pur di sopravvivere anche se questo significa fare del male ai propri simili.

Nonostante il morbo colpisca indifferentemente tutti, anche in questa nuova società totalmente cieca si sviluppano gerarchie, giochi di potere e violenze su violenze. E proprio da questo susseguirsi di eventi capiamo che la forma più grave di cecità non è quella degli occhi ma piuttosto quella dell'anima, e contro quella cecità non c'è cura.

Romanzo angosciante e spesso anche molto triste, Cecità resta comunque uno dei libri più belli che io abbia mai letto e una lettura che prima o poi ogni lettore dovrebbe affrontare! Saramago ci costringe a riflettere sulla nostra stessa natura, ci mette di fronte a tutto quello che di malvagio si annida nell'animo umano e, in un meraviglioso finale, ci getta un barlume di speranza. Buona lettura!

"Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

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