Una vita da ricostruire

Buongiorno miei cari! Oggi parliamo di un libro che avrei dovuto recensire qualche tempo fa ma causa altre incombenze non sono riuscita. Oggi ve ne parlo. Se ricordate bene, qualche anno fa, il primo volume mi era piaciuto parecchio (Qui la recensione), quindi ho deciso di leggere anche questo, anche se purtroppo questo secondo libro, almeno fino a metà, mi ha delusa. Mi aspettavo qualcosa di diverso, che Diane fosse riuscita ad andare avanti con la sua vita, invece scappata dall'Irlanda è ripiombata nel caos nelle sue paure e angosce. Almeno fino alle prime 100 e passa pagine ho trovato il libro noioso; Diane ancora una volta non riesce a risalire la china, a rendersi conto che ha lasciato un vero tesoro in Irlanda. Trova un uomo a Parigi ma questo sembra debole e accondiscendente alle sue lamentele.

Il dolore per i suoi cari è ancora forte ma riesce a prendere per sè il locale e allontanarsi dai genitori che l'hanno sempre sconfortata. Diane non sembra una donna adulta ma una bambina alle prese con la sua coscienza, un continuo insomma del primo libro in cui cerca di sopravvivere al dolore più grande che ci sia. Ho amato ancora una volta quando Diane torna in Irlanda e si confronta con un bambino, il figlio di Edward, lei che odia tutti, cerca in qualche modo di riuscire a superare il suo blocco e qui ho trovato parte della bellezza del racconto. Ho adorato Edward un uomo sempre schivo e arrogante, ogni volta ritrovo in lui la spinta che serve a Diane per sopravvivere. Per non parlare della sua amica la sorella di Edward sempre dinamica e allegra. Diane qui scoprirà nuove storie e nuovi dolori che in qualche modo la trascineranno di nuovo alla realtà.

Un libro che sicuramente mi è piaciuto per metà, dal quale troppo tardi si parte per ricominciare. Il dolore è ancora palpabile ma l'immaturità di Diane certe volte mi ha infastidito. L'Irlanda sempre meravigliosa invece con i suoi spettacolari panorami.

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