Recensione: Devilish di Dorotea DeSpirito

Un’estate è passata da quando Vittoria ha scoperto che Guglielmo, il ragazzo che ama, è un demone. Sfidando regole e convenzioni della città degli angeli, ha deciso di difendere questo legame proibito, senza però conoscerne il prezzo. Perché Eva, il demone che ha già cercato di riportare Guglielmo nell’Averno, ha solo atteso il momento giusto per reclamare la sua preda.
Adesso la città è sconvolta da eventi misteriosi, lunghe crepe spaccano la terra tremante, l’acqua delle fonti sprigiona il suo veleno e si tinge di nero, l’immagine e le parole delle anime defunte echeggiano nel silenzio delle strade.
Il patto tra l’inferno e la terra è stato infranto e solo Vittoria, l’angelo senza ali, può trovare la chiave per salvare se stessa e le persone che ama.

La nostra opinione
TRE FOGLIE E MEZZO
 
L’occhio rosso emerge da una copertina suggestiva, il cui colore è quello della terra e del sangue. Di un inferno lucido che sta per riversarsi sul mondo.
L’atmosfera è quella giusta, lo intuiamo dalle prima pagine, ma qualcosa ci sfugge.
devilish è uno di quei romanzi che, come è capitato qualche altra volta, ci ha lasciato una sensazione, assolutamente apprezzabile, ma in un certo senso, indefinita. Ossia, ci è piaciuto, ma è come se ci fossimo sentiti ‘incompleti’.
Piacevole, fluido, scorrevole. Una storia narrata con intrigante leggerezza narrativa che ripropone un tema abbastanza usuale: quello di creature ‘mitiche’ come angeli e demoni. Sullo sfondo uno scontro annunciato, in primo piano l’amore impossibile tra un angelo senza ali e un demone.
Le pagine scorrono, come la storia, velocemente. Forse un po’ troppo.
Ci piacerebbe che l’autrice indugiasse di più su particolari e vicende, persone e personaggi, vista poi, la capacità di rendere alcune scene pienamente visibili al lettore. Si sente quasi la ‘mancanza’ di un più lungo soffermarsi … Allo stesso tempo, come dicevamo, ci sono punti in cui la capacità descrittiva dell’autrice, brava nel saper creare e ‘tenere’ intrecci emotivi, descrittivi e mitologici affascinanti (vedi l’Averno, l’incontro con Thanatos, la leggenda di Samhain …) viene pienamente fuori. E così si arrivano a toccare con mano il cielo scuro, l’acqua nera che gorgoglia dalle fontane, l’ansia dell’avvicinarsi dell’ora funesta, i sogni di Vittoria …
Il linguaggio moderno ben si adatta con le vicende.
Abbiamo apprezzato molto le suggestioni suggeriteci dalle descrizioni della città, dei paesaggi oscuri e minacciosi, degli stati d’animo. Insomma c’è una bellissima atmosfera in cui, a nostro parere, vicende e personaggi devono ancora maturare, evolversi. Ci aspettiamo quindi, un seguito.
Romanzo da gustare con una bella scatola di bon bon colorati … e, succo di amarena!
 
Un assaggio per i nostri lettori
 
Il demone in piedi accanto a me ride mostrando i denti affilati, la corona di spine che le cinge il volto brilla nell’aria fresca che io non riesco più a percepire.
Cerco di allontanarmi strisciando sul pavimento di pietra imbrattato di sangue, però lei mi tiene ferma con una gamba e sogghigna di nuovo.
Tento di scivolare sull’altro lato, ma sento una freccia trapassarmi una costola, il dolore mi toglie il respiro e il sangue di questa ferita si mischia a quello di tutte le altre. Giro la testa e vedo la piccola piazza scura della mia fiera e combattiva cittadina brillare di tuniche bianche e spade d’argento di angeli in combattimento.
Tutta la mia famiglia è lì, tutti i miei amici a lottare per me che qui, schiacciata a terra, non ho nemmeno la forza di alzarmi …
 
 

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