Letture dal Passato: Il ritratto di Dorian Gray

Anche questa settimana siamo arrivati al post conclusivo delle nostre Letture dal Passato...











Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, nato a Dublino il 16 ottobre del 1854,fu un celebre poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.
Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto ricercata ed incline alla ricerca del bon mot, con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare l'attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione. È noto soprattutto per l'uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.
L'episodio più notevole della sua vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo, fu il processo e la condanna a due anni di prigione per avere violato la legge penale che codificava le regole morali in materia sessuale della sua stessa classe sociale.

Oscar Wilde fu educato tra le mura domestiche fino all'età di nove anni; in seguito dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School a Enniskillen , seguendo le orme di suo fratello maggiore.
Dal 1874 frequentò il Trinity College di Dublino dove, per i suoi lodevoli studi sui lirici greci, vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola.
Come abbiamo già accennato uno degli episodi più discussi della sua vita fu il processo che lo vide poi condannato molto severamente al massimo della pena prevista. 
Dopo il processo Wilde, in divisa da carcerato, fu trasferito alla prigione di Holloway e da lì a Pentonville dove doveva scontare almeno 3 mesi della condanna prima che gli fosse concesso un qualunque contatto con l'esterno.
Lavorava 6 ore al giorno ad un mulino a ruota. Dormiva senza materasso, conobbe fame, insonnia e malattia . Gli stessi secondini, pur sostenendo che il prigioniero fosse in perfetta salute, provavano pena nel vedere le condizioni del detenuto che era dimagrito di 10 chili.
Rimasta famosa nella letteratura d'amore inglese De Profundis, una lunga lettera che Oscar Wilde scrisse il 29 aprile 1895, dopo essere stato processato, al suo compagno, Alfred Douglas, proprio durante il periodo della carcerazione.

Uscito dal carcere, Wilde si ridusse in povertà. Incapace di continuare a scrivere e sempre a corto di denaro Wilde avvicinava chiunque parlasse inglese per scroccare da mangiare. 
Morì il 30 Novembre 1900 a Parigi,all'età di soli 46 anni.




Il ritratto di Dorian Gray (The Picture of Dorian Gray) è un romanzo di Oscar Wilde.
Uscì originariamente nel luglio del 1890 sul Lippincott's Monthly Magazine, mentre nel 1891 lo stesso autore pubblicò sul The Fortnightly Review una prefazione al romanzo , per rispondere ad alcune polemiche sollevate dalla sua opera.
Nell'aprile 1891 Wilde fece stampare in volume il romanzo, unendovi la propria prefazione. Per esigenze puramente commerciali, legate al gusto dell'epoca fine ottocentesca, l'autore revisionò il proprio romanzo e vi aggiunse molti capitoli . Secondo alcuni critici, però, quest'operazione arrecò danno al romanzo originale, facendogli perdere spontaneità e una certa dose di mistero: per questo in alcune edizioni si può trovare ancora la versione originale.
Il ritratto di Dorian Gray si configura come un eccellente capolavoro della letteratura inglese e come una vera e propria celebrazione del culto della bellezza. Una ‘professione di fede’ che Wilde tende a fare propria e a perseguire nell’arco della sua intera esistenza, sia attraverso la sua produzione artistica che per mezzo della sua condotta decisamente anti-vittoriana e anti-conformista, sprezzante del buonsenso e dei canoni della morale borghese.
La vita per Wilde, si configura infatti come un’opera d’arte ben riuscita. Wilde opta quindi per il rovesciamento del principio secondo cui è l’arte che imita la vita, trasformandolo nel presupposto per il quale è la vita ad imitare l’arte. La vita è pertanto prodotto e risultato dell’arte. Di qui l’importanza attribuita all’apparenza e al dominio dei sensi, che perviene quindi all’estetismo , atteggiamento tipicamente wildiano (ma anche dannunziano) e caratterizzato dalla concezione di un'arte fondamentalmente fine a se stessa (art for art’s sake).
Un’esperienza, quella estetica, che non sempre si rivela giusta e retta. La visione della vita come arte implica infatti da un lato la ricerca del piacere, ovvero l’edonismo, dall’altro uno stile di vita disinibito e dissoluto che porta allo sfacelo morale e, nel caso di Dorian Gray, al crimine.
Citazioni:
"C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé."

"La giovinezza è l'unica cosa che valga la pena possedere."

"Oggigiorno la gente conosce il prezzo di tutte le cose e non conosce il valore di nessuna."

"Non vi è altro modo di liberarsi da una tentazione che di soccombere ad essa."

La settimana prossima ci terranno compagnia...


 Baci...
Ilaria

Commenti