Recensione: Il canto dei Maori di Sarah Lark

Buona Giornata cari Lettori!
La settimana si apre con un bel temporale e con una nuova Recensione...


Nuova Zelanda. Queenstown, 1893. L'arrivo del giovane forestiero alla locanda desta in Elaine un'insolita curiosità. Con quell'aria sgualcita, sporco e un paio di stivali robusti, William Martyn a prima vista sembra uno dei tanti cercatori d'oro decisi a far fortuna in quel luogo sperduto tra fiumi e montagne. Eppure la sua eleganza e lo sguardo che sbuca da sotto lo Stetson con finiture di cavallino rivelano un'agiatezza non comune. Basterà questo a far innamorare Elaine, dal temperamento vivace quanto la lucentezza dei suoi boccoli rossi. L'uomo sembra ricambiare, almeno finché in città non arriverà Kura, la cugina maori di Elaine, il cui fascino esotico e libertà dei costumi metteranno in subbuglio l'anima e il corpo di William, ribelle irlandese in fuga. Ma Kura detesta la vita dei magnati della lana che l'attende nella tenuta della nonna Gwyneira sulla Piana di Canterbury; lei vuole diventare una diva dell'opera nei teatri d'Europa. Il suo sogno finirà per rovesciare la scacchiera dei destini di ciascuno, in una terra vergine percorsa da antiche melodie capaci di risvegliare poteri misteriosi e sovrannaturali. Che solo la saggezza maori sa donare. In un mondo in rapida trasformazione per l'arrivo delle prime ferrovie, del lavoro nelle miniere, della macchina da cucire, si snoda l'abile intreccio romanzesco che continua la fortunata saga "neozelandese" che ha conquistato i lettori di mezza Europa. Helen e Gwyneira, le protagoniste del precedente Nella terra della nuvola bianca, sono diventate nonne e tocca alle loro giovani nipoti, Elaine e Kura, occupare il centro della scena. E tramandare alle generazioni future i segreti delle due famiglie indissolubilmente legate fino agli antipodi del mondo.

Il canto dei Maori è il secondo volume della saga ambientata in Nuova Zelanda, in bilico tra la modernizzazione e la tradizione della cultura Maori.
Il romanzo ha, come accadeva nel primo volume due protagoniste: Elaine e Kura, cugine e nipoti delle precedenti protagoniste, diverse come il Sole e la Luna...
Elaine è abituata a lavorare e a vivere una vita più semplice, mentre Kura è viziata, ottiene sempre quello che vuole e sogna di diventare una famosa cantante d'opera nelle capitali europee. Entrambe inizialmente faranno scelte diverse che le porteranno allo stesso finale: alla fuga e all'abbandono delle loro vite precedenti, alla ricerca della felicità...
Il romanzo di Sarah Lark, nonostante le 500 e più pagine si legge facilmente, grazie all'affascinante ambientazione e alla storia appassionante!
Lo stile dell'autrice è molto evocativo, riesce a far trasparire tutta la bellezza di una terra meravigliosa come la Nuova Zelanda, immersa nella natura ma ricca di storia e di tradizioni...
I personaggi sono ben caratterizzati, ho apprezzato particolarmente Elaine, un personaggio molto positivo e dolce rispetto a Kura, e inoltre mi è piaciuto che nel secondo libro siano presenti Helen e Gwyneira, stavolta nel ruolo di nonne e consigliere...
Il romanzo ci racconta una storia appassionante, fatta di conquiste e rinascite, la storia di due donne forti, che riescono, nonostante tutto, a trovare il loro posto nel mondo...

4 Fenici

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