[Recensione] Tutto il mare tra di noi di Dina Nayeri


Buongiorno cari Lettori! Come avete passato il week-end? La mia è stata una domenica di lettura compulsiva, tanto per cambiare!

La mamma e Mahtab sono emigrate negli Stati Uniti: è così che Saba, a undici anni, si spiega la loro improvvisa scomparsa. Lei è rimasta a vivere con il padre, in un villaggio dell'Iran travolto dalla rivoluzione islamica. Ma perché nessuno vuole darle notizie della madre e della sorella gemella? E perché, tra le due figlie, non è stata destinata lei a una vita migliore? Saba cresce tra questi interrogativi, sospesa tra la vana speranza di una lettera e il sospetto di una verità troppo dolorosa da accettare. Si chiede quanti cucchiaini di terra e di mare le servirebbero per coprire la distanza che la separa dalla sorella perduta, e cerca di colmare quel vuoto con tesori di contrabbando: riviste, musica e videocassette americane, illegali in Iran, comprate e consumate di nascosto come piaceri proibiti. Eppure, con l'approssimarsi dell'età adulta, Saba si rende conto che nemmeno un nuovo album di Madonna o una puntata di "Genitori in blue jeans" possono metterla al riparo dalla vita vera, quella fatta di chador neri e matrimoni combinati. Nulla, però, le impedisce di sognare, immaginandosi nei panni di Mahtab e delle sue infinite opportunità. Allora, inventarsi la vita di Mahtab sarà un po' come fuggire, raccontarla sarà un po' come esserne protagonista, pur restando in Iran. Dove realtà e finzione convivono da sempre nell'arte millenaria dei cantastorie.


"Ecco l'unica cosa che sa fare questo regime. Rinchiudere le cose belle in luoghi oscuri, affinchè nessuno possa più vederle..."

Questa frase mi ha colpita profondamente, è una delle espressioni più forti utilizzate nel romanzo, che ci fanno comprendere quanto la Donna sia ancora maltrattata e umiliata in alcuni Paesi, nonostante la cosiddetta "modernizzazione".

Il romanzo ci racconta la storia di Saba e Mahtab, due gemelle iraniane che si trovano  a vivere la loro adolescenza durante il periodo della Rivoluzione Khomeinista.

Ma in realtà solo Saba delle due continuerà a vivere in Iran, perchè sua sorella è partita per l'America, insieme alla madre alla ricerca di una vita migliore e libera dalle catene dell'oppressione. O almeno è questo che pensa Saba, anche se nessuno vuole dirle dove sono sua madre e sua sorella e così Saba inventa storie per chiunque sia disposto ad ascoltarla, storie che parlano della vita di Mahtab negli Stati Uniti, della sua carriera universitaria ad Harvard, dei primi amori e di come riesca a realizzare il suo sogno di diventare giornalista, tutte cose che forse la stessa Saba vorrebbe realizzare, ma che purtroppo in Iran non le sarà mai permesso fare...

E così passano gli anni e Saba continua a sentire la mancanza di sua sorella come se le avessero tolto parte di se stessa, e si trova sola a fare i conti con la realtà del posto in cui vive, si trova costretta  a scendere a compromessi.

L'unico modo in cui può evadere da quella vita che non le piace, oltre a creare storie su Mahtab, è quello di comprare libri proibiti, musica americana e film che le permettono di sognare; in questo modo Saba inizia a sognare ascoltando i Beatles e i Pink Floyd e guardando il famosissimo Love Story, inizia a sognare per se stessa la vita che ha immaginato per sua sorella...

Il romanzo di Dina Nayeri, ci parla di una realtà dura da affrontare, sopratutto per le donne, una realtà in cui tutto ciò che c'era di bello, veniva definito proibito e la libertà veniva calpestata come se nulla fosse.

Lo stile e il modo in cui è scritto il romanzo mi è piaciuto moltissimo, e anche il fatto che vi siano alternati alcuni capitoli che narrano il punto di vista di altri personaggi.
Attraverso le parole dell'autrice riusciamo ad immagine il villaggio dove vive Saba, a sentire gli odori orientali e a vedere quello che lei vede: un Paese in cui sta diventando sempre più difficile sopravvivere e Saba si rifugia nella fantasia e fino alla fine non riusciamo a capire se le storie che racconta corrispondano alla realtà o se siano solo frutto della mente di una ragazzina a cui hanno strappato la gemella...
Poi leggiamo il finale e il groppo in gola si fa sempre più difficile da sopportare, perchè la Nayeri è riuscita a farci immedesimare perfettamente in Saba, a farci sentire tutte le sue emozioni, a farci capire quello che può provare una ragazza che viene accusata della colpa di desiderare una vita migliore!

Leggere alcune parti di questo romanzo è come ricevere un pugno nello stomaco, perchè noi Occidentali non potremmo mai sapere realmente che cosa significa non essere liberi di scegliere il proprio futuro, non sapremmo mai cosa significa non poter leggere i libri che vorremmo o ascoltare la musica che amiamo...


L'autrice ci trasporta in un Iran che sta cambiando, ma non in meglio, e ci racconta una storia commovente, meravigliosa, che mi ha emozionata moltissimo e mi ha lasciato addosso una certa tristezza...



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