La leggenda del drago del Wawel

Parliamo di draghi. Leggendarie e mostruose creature che hanno popolato il nostro immaginario infantile e affascinano quello adulto. Questo rettile gigante è da sempre antagonista (il più delle volte!) di numerose tra le favole e diversi tra i racconti per l'infanzia. E oltre.
C'è quasi sempre un terribile drago da sconfiggere, che tiene prigioniera una dolce fanciulla, terrorizza un villaggio con la sua enorme mole e la bocca sputafuoco, eccetera eccetera.

Quest'oggi abbiamo deciso di raccontarvi del Wawel, dove secoli addietro, durante il regno di Krak, abitava un drago leggendario. Siamo in Polonia. 
Il mostro terrorizzava gli abitanti del posto depredando il bestiame o, secondo altre versioni della leggenda, vergini fanciulle.
Insomma, faceva il suo mestiere, se mi consentite la grossolana ironia.
Comunque, la creatura era comparsa all'improvviso e viveva in una delle grotte situate nelle spaventose profondità delle gole che circondavano il castello di Krak. La prima volta era stato avvistato sulle rive del Vistola. 
Ora, immaginate il terrore dei poveri abitanti della comunità davanti a questo enorme lucertolone sputafuoco, munito di scaglie e denti aguzzi!! 
Vivendo quotidianamente con il terrore di vederselo piombare addosso all'improvviso per diventare il suo prossimo pasto!!
A correre ai ripari ci pensò il re. Decise, infatti, di interpellare i guerrieri più coraggiosi e forti, promettendo in sposa sua figlia a chiunque fosse riuscito a sconfiggere il mostro. 

Nulla da fare. I prodi cavalieri perirono uno dopo l'altro e le loro ossa, davanti alla grotta del drago, erano un macabro deterrente per chiunque altro avesse voluto tentare l'impresa.
Un giorno però, si presentò al re un giovane ciabattino chiamato Skuba. Questi decise di prendere il drago per la gola e cucendo insieme delle pelli imbottite di zolfo e ungendone la lana con il grasso, creò un gigantesco montone che venne poi trasportato sulle rive del Vistola. 
All'alba il drago uscì dalla sua tana. Affamato non ci pensò su due volte e divorò in un sol boccone il pasto inaspettato. 
Ben presto cominciò a soffrire una sete fortissima a causa dello zolfo che gli bruciava le viscere. Quindi raggiunse il fiume e cominciò a bere. E tanto bevve che alla fine... scoppiò. 

Attualmente, all'uscita della grotta del drago, visitabile in determinati periodi dell'anno, vi è la statua che vedete nella foto sopra di Artur Zyrkowski. 
A imperitura memoria del terribile drago sconfitto dalla furbizia di un ciabattino. 

Fonti: krakov.travel
viaggioauschwitz-cracovia.it

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