[II° Tappa BlogTour] Tesoro di Scozia

Oggi parliamo di un meraviglioso romance Storico. Noi partecipaimo al BlogTour e vi racocntiamo una novella.

IL LIBRO


Metti una rossa senza peli sulla lingua, intraprendente, curiosa e anche un po’ dispettosa a ficcanasare in un castello alla ricerca della verità, alla ricerca di un drappo magico appartenuto all’antico popolo, in una terra aspra eppure misteriosa come la Scozia, dove miti e leggende si fondono con la storia, dove il confine tra sogno e realtà è così labile che non si sa dove inizi uno e finisca l’altro. E metti un nobile Highlander introverso, sarcastico e maledettamente affascinante nello stesso posto e con l’intenzione di rendere la vita difficile alla “rossa”… La storia ruota intorno alla leggenda della Fairy Flag, il drappo che protesse il clan dei MacLeods nei periodi più turbolenti della Storia. Complice l’erede di famiglia, Colin MacLeod, Adele vola in Scozia per risolvere l’inquietante mistero. Lì, scoprirà che la leggenda non solo è vera, ma perfino il drappo è conservato con gran cura all’interno del castello quando, invece, sarebbe dovuto ritornare nelle mani della fata che l’ha generato...

LEGGENDA

La Fairy Flag, in gaelico Bratach sith, è un drappo in seta antico, punteggiato di rosso, impalpabile come può esserlo solo un tessuto che ha attraversato i secoli. Simbolo e “tesoro” dei MacLeod, è custodito ancora oggi tra le mura della loro dimora: Dunvegan Castle sull’Isola di Skye. In realtà si racconta fosse uno stendardo proveniente dalla Siria o da qualche sconosciuto paese dell’Oriente. Perchè è così importante? Semplice, perché protegge la famiglia MacLeod, da secoli. Davvero? Davvero! I MacLeod raccontano che la Fairy Flag può essere usata in difesa del castello per tre volte, e per tre volte il popolo fatato accorrerà in suo soccorso. Un nemico impossibile da sconfiggere. Impossibile dite? È documentato l’uso della bandiera magica in due, sanguinose battaglie nel XV e nel XVI secolo… Ma chi ha donato la bandiera ai MacLeod? Ecco, questa è la domanda che ha dato inizio a “Tesoro di Scozia”. Quando ho scoperto l’esistenza della Fairy, la mia fantasia si è scatenata: chi poteva mai aver donato un simile manufatto, ma soprattutto: perché? Nel libro la Fairy è il dono d’amore a Murdo MacLeod, primo capo clan di Dunvegan Castle, da parte di Sheela, la principessa delle fate. Il loro amore sarà impossibile ma, proprio per questo, anche vero, forte, indissolubile. Oltrepasserà la morte e i secoli, fino ad arrivare a oggi… Non voglio svelare troppo, dirò solo che Sheela, per salvaguardare il suo amato e la sua discendenza, in definitiva tutta la sua famiglia, nei secoli a venire, sarà disposta a fare tutti i sacrifici necessari. Questo fino al giorno in cui reclamerà il suo dono, in virtù della promessa fatta e salderà tutti i debiti: solo tre volte la Fairy Flag poteva essere usata e i MacLeod, a quanto pare, non hanno raccontato tutta la verità. Nella realtà la leggenda più avallata dai MacLeod è un’altra, e racconta di una grande festa, in occasione della nascita del primo discendente dei MacLeod, in quell’occasione le fate, per proteggere il bambino, donarono alla famiglia un manufatto magico: la Fairy Flag appunto che, se issata sui bastioni del castello, avrebbe sconfitto qualsiasi nemico. Un’altra leggenda fa risalire la Fairy Flag ad Aroldo lo Spietato (Re Harold), un re norvegese antenato del clan MacLeod, che la riportò in Scozia, dalle crociate. Peccato che le crociate fossero ben lontane da iniziare quando Re Harold era già morto da un pezzo... Scoprirete che in Scozia leggenda e verità, magia e realtà, sono così strettamente legate tra loro da non permettervi più a riconoscere dove inizi una e dove, invece, finisca l’altra. In questo modo tutto diventa possibile, anche la magia, anche una fata che, per amore, è disposta a qualunque azione… Questa è stata l’idea che mi ha subito ispirato la Fairy Flag: proteggere il clan è un atto d’amore, ho pensato, quindi l’amore doveva essere la spiegazione alla base di tutto… Spero che la mia ipotesi possa piacervi e farvi emozionare.

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