[Anteprima] Fresco sulle labbra, fuoco nel cuore di Hanan al-Shaykh

 
Pagine: 364 Prezzo: 17,50 €
Ben conosciamo Hanan al-Shaykh, libanese, oggi unanimemente considerata una delle voci più autorevoli e coraggiose della letteratura araba contemporanea, amata ed elogiata da scrittori come Salman Rushdie, J. M. Cotzee, Marianne Satrapi. Ben la conosciamo per La sposa ribelle (Piemme 2010), ispirato alla storia della madre Kamila, bestseller in patria e un successo di critica in tutto il mondo, e Mio signore, mio carnefice (Piemme 2011), scritto nel 1980, inizialmente rifiutato in blocco da tutto il panorama editoriale arabo perché oltremodo coraggioso e dunque scomodo, poi diventato il primo libro della scrittrice ad essere tradotto. Da allora tutti i libri di Hanan sono stati tradotti in inglese.

Come Fresco sulle labbra, fuoco nel cuore (titolo originale Only in London, Bloombsbury, 2001), uno dei romanzi maggiormente tradotti all’estero e finalista all’Indipendent Foreign Fiction Prize: un ritratto sincero e originale della società multietnica contemporanea. Un’opera “superbamente scritta” (The Sunday Telegraph) che con ironia e sensualità parla d’integrazione, esilio e riscatto, identità e liberazione sullo sfondo di una Londra insolita che “assomiglia al palmo della mano di un uomo, attraversata e intricata da linee superficiali e altre più profonde”. Una Londra – o meglio l’area stretta tra Edgware Road e Marble Arch fino a Park Lane e ai suoi lussuosi hotel -, protagonista al pari dei personaggi del romanzo “di cui al-Shaykh è in pieno comando” parola di Indipendent, una Londra a cui l’autrice dedica “generose panoramiche”, come si legge su The Observer. Una Londra e “un’Inghilterra – scrive invece il Sunday Times - che tollera, sì, ma ancora non accetta veramente gli stranieri”. E proprio qui risiede il punto di rottura e di svolta rispetto ai romanzi precedenti, saldamente impiantati nel terreno arabo. “In Fresco sulle labbra, fuoco nel cuore il mondo di riferimento è sempre quello arabo, ma emigrato a Londra”, osserva The Independent. Da qui una “prospettiva unica” (The Bookseller), “di straniamento ma anche di riconoscimento e identificazione”, la chiama l’Observer, amplificata nella storia d’amore tra l’irachena Lamis e l’inglese Nicholas, due mondi a parte con temperamenti e abitudini così aliene che un incontro d’anime sembra impossibile. E invece…



Su un volo diretto da Dubai a Londra, si incontrano Lamis, una fragile e affascinante donna irachena da poco divorziata; Amira, una prostituta d’alto bordo marocchina; Samir, un travestito libanese con scimmietta al seguito e Nicholas, un inglese esperto di antiquariato islamico che lavora per Sotheby’s.
A intrecciare i loro destini è il caso, ma a unirli molto più profondamente è la ricerca della libertà e di un senso di appartenenza nella metropoli inglese, grande protagonista sulla scena del romanzo e facile fonte di illusioni e altrettante delusioni.
In una Londra dove la possibilità di rifarsi una vita è reale tanto quanto il rischio di sentirsi sempre estranei, saranno l’amicizia e l’amore a legare e sostenere l’insolito quartetto, con esiti inaspettati e a tratti esilaranti. “Al Shaykh dimostra che solo l’amore può gettare ponti sull’abisso delle differenze; che solo l’amore può generare la scintilla che illumina il sentiero della comprensione. Anche questo romanzo, delicato e sensuale, divertente e acuto può aiutare”, scrive ancora The Indipendent.
“Il primo romanzo della scrittrice ad essere ambientato in terra inglese porta magicamente in vita una fetta generalmente ignorata della capitale attraverso una galleria di personaggi meravigliosamente forgiati”, è invece l’analisi di The Times che chiude dicendo “Questa è una triste, fresca, sorprendente e divertente ‘ripresa’ su Londra, e sulla vita”. Non a caso, sottolinea il Sunday Telegraph “l’autrice libanese descritta come una delle voci più importanti del mondo arabo, oggi vive a Londra e ha acquisito una profonda comprensione del mondo ‘di mezzo’ che descrive”.
 
Hanan al-Shaykh
Nata e cresciuta in Libano, ha studiato al Cairo. Tornata a Beirut, ha lavorato come giornalista fino al 1975, quando, allo scoppio della guerra civile, si è trasferita in Arabia Saudita. Oggi vive a Londra. Ha scritto numerosi racconti, opere teatrali e romanzi, tradotti in ben 22 lingue. Come La sposa ribelle (Piemme 2010) e Mio signore, mio carnefice (Piemme 2011). Poiché le sue opere affrontano con franchezza la condizione delle donne nel mondo islamico, sono state spesso vietate nei paesi mediorientali più conservatori.

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