[Segnalazione] Ora so volare di Michaela DePrince e Elaine DePrince

La speranza mi ha regalato un sogno, 
e mi ha dato la forza di spiccare il volo.
Uscita: 3 Febbraio 2015
Pagine: 165 Prezzo: 13,60 €
Mabinty è piccola, vive in un orfanotrofio ed è per tutti la “figlia del diavolo” solo perché una malattia le macchia la pelle. Ha quattro anni appena e vive in un paese tormentato dalla guerra civile: la Sierra Leone. Eppure Mabinty ha un sogno. Vuole fare la ballerina. Ha raccolto da terra la copertina di una rivista e si è innamorata di quel tutù delicato, di quei gesti eleganti. Sembra un sogno irrealizzabile, il suo. Poi un giorno Mabinty viene adottata da una famiglia statunitense e diventa Michaela. Anche Michaela è piccola e ha la pelle macchiata. Anche Michaela ha un sogno. I suoi genitori capiscono subito che il suo è vero talento e la iscrivono a una scuola di danza. Michaela deve affrontare fatiche, delusioni e il razzismo di chi ancora pensa che il mondo non sia pronto per una danzatrice con la pelle nera. Eppure non si è mai arresa. E ora è pronta a raccontare la sua storia ai ragazzi di tutto il mondo. La vita incredibile di una stella in punta di piedi, che con la sua luce ha saputo oscurare gli orrori del mondo e sconfiggere i pregiudizi.

Michaela DePrince
È nata il 6 gennaio 1995 in Sierra Leone ed è rimasta orfana a causa della guerra civile. Prima che una famiglia americana la adottasse il suo nome era Mabinty Bangura. Appassionata di danza fin da bambina, si è diplomata alla scuola Jacqueline Kennedy Onassis dell’American Ballet Theatre di New York. Ora danza per il Dance Theatre of Harlem e fa parte della compagnia junior del National Ballet in Olanda. Ha partecipato a vari programmi televisivi ed è impegnata contro il razzismo nello sport e nella danza. Viaggia tra Amsterdam e New York, dove vive con la sua famiglia.

Elaine DePrince
È la madre adottiva di Michaela e coautrice di questa biografia. Ha scritto anche Cry Bloody Murder: A Tale of Tainted Blood (Random House, 1997). Laureata alla Rutgers University, con una lunga esperienza come insegnante di sostegno, nel 1999, dopo aver cresciuto cinque figli, ha deciso di adottare un bambino proveniente dall’Africa occidentale, devastata dalla guerra. Alla fine si è ritrovata con sei figlie africane. Vive a New York con il marito e le cinque figlie più giovani.

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