[Recensione] Let them eat chaos di Kate Tempest

Buona giornata cari lettori! Come va? Siamo ormai oltre metà settimana, fortunatamente il weekend si avvicina! Oggi parliamo di una raccolta di poesie molto particolari.

Let them eat chaos / Che mangino caos è un poema di Kate Tempest, artista londinese che con le sue opere ha già conquistato l'Inghilterra e si appresta a fare lo stesso col resto del mondo. In questa breve raccolta la Tempest affronta temi estremamente attuali e lo fa in rime. Rime che però somigliano molto più alla slam poetry, genere nato da pochi anni che si ispira al rap.

In un'unica lunga poesia senza interruzione, Kate Tempest ci trascina nella Londra moderna, in una città cupa che riflette lo stato d'animo della nostra generazione che sembra non trovare uno scopo a questa vita. Rabbia, tristezza e amarezza si fondono creando uno stile molto aggressivo ma allo stesso tempo profondamente toccante.

I versi non lasciano respiro, ti catturano in una spirale violenta e quasi disordinata da cui non sembra esserci via d'uscita. Poi ci si abitua al ritmo, alle strofe che raccontano di sentimenti e situazioni familiari, e allora tutto inizia ad avere senso e comprendi che la Tempest parla diretta al cuore.

In poche pagine si parla di emarginazione, di problemi legati al lavoro, alla famiglia e all'amore, di paura per un futuro che sembra sempre più buio. Temi attualissimi ma esplorati tramite dei versi che somigliano più a canzoni gridate a squarciagola che a poesie.

Nella prefazione è scritto che questo poema "è nato per essere letto ad alta voce", ed è proprio così. Va letto ad alta voce per diventare partecipi di quelle emozioni che Kate Tempest esprime e che in realtà sono le stesse che prova ognuno di noi, per provare la stessa rabbia e tirarla fuori. Un poema incisivo, poetico, profondo, semplicemente bellissimo. Buona lettura!

"Me ne sto sotto la pioggia
in una fredda notte londinese
Urlando ai miei cari
di svegliarsi e amare di più.
Scongiurando i miei cari di
svegliarsi
e amare di più."

Commenti