[Anteprime Edizioni E/O] L'Italiano di Shukri al-Mabkhout - Il figlio della fortuna di Christoph Hein - Di notte sotto il ponte di pietra di Leo Perutz


Pagine: 368  Prezzo: € 18,50
Data di uscita: Febbraio 2017
Il romanzo vincitore del Prize for Arabic Fiction 2015 (il Booker arabo), il più importante premio per la narrativa in lingua araba.
In un’epoca di grandi tensioni e cambiamenti politici e sociali, nella Tunisia a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, la storia di un amore e di un sogno rivoluzionario destinati a soccombere. Ambientato a Tunisi negli anni tra la fine della presidenza di Bourguiba, nel 1987, e l’inizio del regime di Ben Ali, L’Italiano è un intenso e compiuto affresco della storia recente tunisina, che fa da sfondo alle vicende individuali del protagonista Abdel Nasser, detto “l’Italiano”, spirito libero e ribelle fin dalla prima adolescenza, leader del movimento studentesco a capo di un’organizzazione di estrema sinistra durante gli anni dell’università, poi giornalista affermato per un’importante testata governativa. In Tunisia quelli sono anni cruciali, di grandi tensioni e cambiamenti alle porte: la montata dell’islamismo da un lato, la forte repressione da parte del governo dall’altro, il colpo di stato “medico” con cui Zine el-Abidine Ben Ali destituisce il presidente Habib Bourghiba. In questo clima carico di fermenti rivoluzionari, lotte contro gli islamisti e manifestazioni contro il potere statale si staglia la tormentata storia d’amore tra Abdel Nasser e Zeina, brillante e bellissima studentessa di filosofia, che sogna una carriera in ambito accademico. I sogni di Zeina e di Abdel Nasser finiranno purtroppo per naufragare sotto gli ingranaggi spietati di una società corrotta e maschilista, mostrandoci i meccanismi con cui la repressione e la censura da parte di un regime dispotico, nonché il diffuso degrado di una società in cui i valori sono solo di facciata, finiscono per stritolare l’individualità, le speranze e le aspirazioni dei singoli.
Shukri al-Mabkhout, accademico, editorialista, traduttore e critico letterario, Shukri al-Mabkhout è nato a Tunisi nel 1962 ed è attualmente rettore dell’Università di Manouba. È autore di diversi saggi, e di due romanzi: L’Italiano, che nel 2015 gli è valso il più importante premio letterario per la narrativa araba, l’International Prize for Arabic Fiction, oltre al più prestigioso premio letterario tunisino, il Comar d’Or, e Baghanda, ispirato alla storia vera di un noto calciatore tunisino.

Pagine: 432  Prezzo: € 19,50
Data di uscita: Febbraio 2017
La madre lo ha sempre chiamato “figlio della fortuna”, ma Konstantin non sembra affatto un bambino fortunato. Nato nel 1945 nella neofondata Repubblica Democratica Tedesca, trascorrerà tutta la vita a rifuggire l’ombra ingombrante del padre defunto: un nazista e un criminale di guerra. Fin dagli anni della scuola le colpe del padre sembrano ricadere su di lui, e a poco varrà la scelta di prendere un altro cognome, la fuga a Marsiglia e il tentativo arruolarsi nella Legione straniera. Al suo rientro nella RDT, poco dopo la costruzione del Muro, non gli sarà permesso terminare gli studi. Nonostante tutto questo, e sfruttando al meglio le rare circostanze fortunate che gli si presenteranno, Kostantin riuscirà a vivere la sua vita, pur non riuscendo mai davvero a emanciparsi dalla storia di suo padre e da quella della Germania. Ironico e umoristico, commovente, scritto in uno stile privo di sentimentalismi e sarcasmo, il romanzo di Christoph Hein ci racconta una vita esemplare e senza precedenti nel corso di oltre sessant’anni di storia tedesca. Una vita su cui sembrano ricadere tutte le grandi decisioni politiche del tempo e il clima in cui le due Germanie attraversarono il dopoguerra. Un libro duro, ma dove a tratti balena la speranza incarnata negli incontri che faranno di Kostantin, alla fine della sua vita, un uomo felice.
Christoph Hein (Heinzendorf 1944) è uno scrittore e traduttore tedesco. Trascorse l’infanzia nella Germania orientale per poi trasferirsi all’età di quindici anni nella metà occidentale. Fece molti lavori tra cui il fabbro e l’aiuto regista per poi dedicarsi completamente alla scrittura. Ha vinto molti premi fra cui il Premio Uwe-Johnson, il Premio Heinrich Mann, il Premio Erich Fried e l’Österreichischem Staatpreis für Europäische literatur vinto negli anni da autori come Umberto Eco, e Simone de Beauvoir. Le Edizioni E/O hanno pubblicato L’amico estraneo (1987), La fine di Horn (1989), Il suonatore di tango (1990), Esecuzione di un vitello (1996), Fin da principio (1999), Willenbrock (2001), Terra di conquista (2005), Nella sua infanzia, un giardino (2007), Una donna senza sogni (2009).

Pagine: 240  Prezzo: € 16,00
Data di uscita: Febbraio 2017
Praga, fine del XVI secolo. Sulla città regna Rodolfo II, imperatore del Sacro Romano Impero, collezionista, mecenate delle arti e delle scienze, uomo eccentrico e misterioso. Vive arroccato nel Castello, circondato da alchimisti, astrologi, pittori, servitori fedeli e imbroglioni di ogni risma. Ama una donna di nome Esther, moglie dell’ebreo Mordechai Meisl, l’uomo che gli presta il denaro per la sfarzosa ed eccentrica vita di corte, ma è un amore che esiste solo nei sogni, perché così ha voluto Rabbi Löw, autore di sortilegi, cabalista e artefice del Golem. Dentro questa Praga magica e perduta Leo Perutz intreccia le sue invenzioni narrative, fantastiche e poetiche, intorno a un perno che è l’inestricabile intreccio dei destini dei due rivali, Rodolfo e Mordechai, il Cristiano e l’Ebreo, entrambi grandi, entrambi perdenti.
Leo Perutz (1882-1957) è nato a Praga. È stato uno dei più grandi scrittori e drammaturghi della sua generazione. È autore di numerosi romanzi (tra cui Il marchese di Bolibar, Il Maestro del giudizio universale, Il cavaliere svedese) dove si mescolano rievocazione storica e vena fantastica. Tra i suoi estimatori: Ian Fleming, Theodor Adorno, Jorge Luis Borges.

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