[Segnalazioni Il Ciliegio Ed.] Gli eredi di Atlantide - Il mistero della legione perduta - Love Infinity - Nepal fra terra e cielo - L'insolita minestra

Tra mitologia e storia: Il Ciliegio Edizioni dà alle stampe un libro avvincente che mescola la creatività di due autori che si cimentano, per la prima volta, con il leggendario regno perduto di Atlantide. Loro sono lo storico medievalista Lorenzo Camerini e il sociologo Andrea Gualchierotti. Il romanzo vuole essere il primo capitolo di una saga in bilico tra ciò che è leggenda e ciò che sono le teorie archeologiche più ardite su questo straordinario e mai sopito argomento.

Un’immane catastrofe segna la fine del mondo antico e l’inabissamento di Atlantide. Solo un piccolo gruppo di sopravvissuti, prescelti dal destino, riuscirà a sfuggire al cataclisma, custode di una reliquia ancestrale i componenti del gruppo sono gli ultimi discendenti del sangue di Atlantide. Ad attendere questi eroi sarà un lungo viaggio attraverso terre misteriose e primigenie. Vivranno un’epica odissea per i mari di un mondo pericoloso e sconosciuto, nemici mortali che si nascondono nell’ombra, fino alla scoperta dell’ultimo, sconvolgente segreto, che cambierà per sempre il destino dei protagonisti.

L'Impero di Atlantide domina orgoglioso le terre conosciute. Mai la gloria e la potenza della città dei cinque anelli sono stati così grandi. Eppure, il germe della corruzione si è annidato nella grande isola. Il Re di Atlantide e il Concilio, sordi alle accorate suppliche dell'anziano sacerdote del Tempio della Madre Primigenia, si rifiutano di credere alla terribile profezia di morte scritta nelle stelle.
Andrea Gualchierotti ha 36 anni, vive e lavora in provincia di Roma. Dopo gli studi classici e la laurea in Sociologia, si dedica al mondo della comunicazione, senza però tralasciare la passione di sempre per l'archeologia e per le sue scoperte. Quando non scrive si dedica alla numismatica, ai viaggi e al mai dimenticato amore per i romanzi d'avventura.

Lorenzo Camerini, amante della storia e della letteratura fantastica fin dalla più tenera età sogna e cresce con le grandi saghe della letteratura medievale. Lettore appassionato e vorace, dopo svariate esperienze lavorative in Italia nell'editoria e nella comunicazione su Internet si è trasferito per un anno in Canada, nella città di Vancouver.
Un libro intrigante e avvincente, l’ultima fatica letteraria di Andrea Fraschetti che ha scritto e pubblicato per Il Ciliegio Edizioni il romanzo “Il mistero della legione perduta”. Un romanzo che strizza l’occhio a grandi autori di oltre oceano che amano mescolare la storia con l’attualità come, solo per citarne uno, Glenn Cooper. Ma “Il Mistero della legione perduta” ricorda anche alcuni romanzi del grande Valerio Massimo Manfredi. Insomma un libro da gustare una pagina dopo l’altra, scritto con acume e grande padronanza dei trucchi del mestiere.

Nel 53 a.C. una legione romana riesce ad abbandonare Carrae evitando la distruzione e attraversa l’impero partico, osservata dagli unni bianchi. Nel presente un famoso archeologo americano si reca con i suoi assistenti in Cina, nel deserto del Gobi, per partecipare, in collaborazione con i colleghi dell’università cinese, a una ricerca sui reperti romani lì rinvenuti. Ma oltre a reperire le tracce di lontane civiltà individuano anche quelle di pericolosi trafficanti d’armi russi, sorvegliati dalla CIA. Due archeologi vengono assassinati, altri due rapiti e nel contempo un reparto militare italiano distaccato in Afghanistan intercetta una spedizione di armi destinata ai terroristi islamici. Altri studiosi, a Roma, scoprono una tomba di famiglia romana perfettamente conservata, con materiale di eccezionale interesse.

Un intreccio mozzafiato tra remoto passato e presente, in un alternarsi di ambientazioni geografiche e culturali diverse. Un susseguirsi di storie parallele che finiranno nel convergere durante il serrato procedere del racconto.
Andrea Fraschetti, nato a Milano nel 1960, risiede in provincia di Roma. Laureato in Economia e Commercio alla LUISS, con un master alla Erasmus Universiteit di Rotterdam, Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo di un primario gruppo ICT italiano, ha prematuramente interrotto la carriera per motivi di salute. Il mistero della legione perduta è il suo secondo lavoro, dopo Le lacrime di Odino (Il Ciliegio 2014), scritto a quattro mani con la figlia Irene, di cui rappresenta il seguito ideale.

Dopo avere dato alle stampe due libri intensi tratti dalla propria esperienza personale, Giovanna Ferrari, sempre con Il Ciliegio Edizioni, pubblica “Love Infinity”. L’autrice cambia genere, ma non il tema che l’ha contraddistinta nel suo percorso autorale. Questa volta l’insegnate di Modena si cimenta con la narrativa pura, quella del romanzo. Una storia di fantasia, nella quale la fantasia, purtroppo, si ferma solo all’intreccio. Ciò di cui parla questo romanzo è invece una condizione vissuta e sopportata da molte donne che celano il proprio dolore agli altri.

Luna, sotto l’apparenza di allegra solarità, nasconde un vissuto doloroso da cui, pur con la consapevolezza maturata dalle esperienze negative, fatica a liberarsi. Alla sofferenza per la lunga storia di amori sbagliati, si aggiungono l’isolamento e l’incomprensione scaturiti dal contesto sociale di un piccolo paese, improntato a miopi stereotipi culturali. Una storia tormentata, tesa a portare allo scoperto il conflitto di sentimenti che devastano l’animo di una donna vittima di relazioni violente. Una sorta di cronaca minuto per minuto, fatta in tempo reale: un “qui e ora” che percorre una trentina d’anni di vita della protagonista. Una chiave per entrare nelle pieghe più nascoste dell’animo alle prese col mistero dell’Amore e con le trappole insidiose che può nascondere questo percorso.


Una storia per scoprire conflitto di sentimenti che devastano l’animo di una donna vittima di relazioni violente.
Giovanna Ferrari è nata a Modena nel 1948. Insegnante elementare in pensione, ha scritto Per non dargliela vinta. Scena e retroscena di un uxoricidio (Il Ciliegio, 2012, premio Microeditoria di qualità 2013) per raccontare l’uccisione della sua seconda figlia e la successiva vicenda processuale. E insieme a Maria Rosaria De Simone Chat in rosa. Dialogo sopra i massimi e i minimi sistemi (Il Ciliegio, 2014) per approfondire aspetti legati alla violenza maschile sulla donna. Sensibile alla piaga sociale del femminicidio, si impegna nel suo piccolo a contrastarne le radici culturali.
I viaggi di Danilo Di Gangi terminano davvero solo dopo che li ha messi sulla carta. Quando quello ha che ha visto, sentito, analizzato si trasforma in un libro nel quale i lettori possono perdersi nelle meravigliose terre dell’Asia. Forse per questo autore che ha lo sguardo di un Chatwin contemporaneo, scrivere significa metabolizzare le proprie esperienze, digerirle per poi trasformarle in preziosi documenti che hanno la forza e lo stile di un grande narratore. Con Il Ciliegio Edizioni, Di Gangi propone il suo ultimo lavoro intitolato Nepal fra terra e cielo.
Un diario di viaggio, un racconto d’avventura, un saggio storico, un percorso spirituale: Nepal. Fra terra e cielo è tutto questo, una fusione di memoria dei luoghi, di cultura ancestrale, di esaltazione della bellezza della Natura, di riflessioni, d’insegnamenti e di richiamo al trascendente.

Mustang-Everest-Annapurna. Storia-Natura-Spirito. Tre nomi, tre temi, tre racconti, tre parti di un’unica composizione. A legarli, un filo teso tra le valli delle montagne himalayane, simbolo di un pellegrinaggio letterario che parte dallo stupore del cammino terreno per elevarsi alla riconquista del sé più profondo. 

Un filo che conduce il lettore all’incontro con una natura smisurata che amplia i confini della coscienza e mette in contatto con potentissime energie. Un filo che tesse un ritratto accurato degli usi e delle tradizioni di genti lontane, delle loro religioni e dei loro miti, delle loro montagne e dei loro dèi. Un filo che collega e ripercorre tragici avvenimenti – come la disperata guerriglia tibetana–scopre meravigliose gioie e narra di incontri straordinari.
Danilo Di Gangi è nato a Cuneo nel 1963 dove risiede. Scrittore, viaggiatore e insegnante, ha pubblicato per le edizioni L’Arciere: Cieli d’infinito. Mongolia, terra senza tempo (2003); Il Gioiello di neve. Kailash, l’essenza del Tibet (2004); Fra barbari e dei. La vera politica cinese in Tibet (2008). Per le edizioni Campanotto: Siberia (in)contaminata (2010). Per le edizioni Il Ciliegio: Viaggio al limitare del tempo. Un racconto esoterico (2010); Lungo come l’Indo (2012). Per le edizioni Pietre Vive: Forse spazi (2013), raccolta di poesie e immagini. Per i suoi libri ha ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti letterari. 
In tema con Expo 2015, esce per Il Ciliegio Edizioni, un divertente e coloratissimo libro intitolato “L’’nsolita minestra” scritto da Monica Bersan e Claudio Cerri. Si tratta di un racconto pubblicato nella raccolta Ciliegine e  rivolto ai bambini dai 3 ai 6 anni. Oltre a intrattenere i più piccini, l’obiettivo di questa favola moderna è quella di far loro apprezzare cibi che considerano ributtanti, ma che in realtà sono tutt’altro che orribili... Come fare?  Basta trasformarsi in qualcun altro....

Valentina non ha mai voluto assaggiare la frutta e la verdura, perché tanto, dice lei, sa già che non le piacciono. Ogni tentativo di mamma e papà di fargliele mangiare è stato inutile. Un giorno la bambina è ospite a casa dei nonni e per pranzo si vede servire dalla nonna un piatto di minestra di verdura. Valentina non vuol proprio saperne di mangiare quella “schifezza” color verde marcio! Ma quando la nonna le suggerisce di immaginare che sia zuppa di rospo e le dice di far finta di essere la streghetta Valentina, ecco che la minestra acquista un altro sapore… Poi, con un pizzico di fantasia, Valentina si immagina di essere un coniglio ghiotto di insalata e infine una principessa golosa di mele dolci e succose. Alla fine del pasto la bambina imparerà che frutta e verdur anon sono poi così male.
Marica Bersan, nata nel 1982, vive a Stradella (Pavia) e ha conseguito il dottorato di ricerca in Geologia presso l’Università di Pavia. Per i più piccini ha pubblicato: Il bambino che si ficcava sempre le dita nel naso (Edizioni Il Ciliegio, 2013), La magia del buio (Paoline Editoriale Libri, 2013), Cosa stai guardando (Sinnos Editrice, 2013), I Tre Porcellini si mettono a dieta (Einaudi Ragazzi, 2014) e Il bulletto che aveva paura (Edizioni Il Ciliegio, 2015). Dal 2012 cura il blog Una parola dopo l’altra, dove recensisce libri per bambini e per ragazzi. 

Claudio Cerri, classe 1976, vive e lavora a Stradella (Pavia) nel campo della comunicazione e dell’illustrazione. Illustra libri, prevalentemente per l’infanzia, per i principali editori italiani ed esteri e collabora con importanti agenzie pubblicitarie. Nel tempo libero ama leggere, ascoltare musica e fare lunghe passeggiate, divertendosi a immaginare nuovi personaggi da inventare.

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