12 novembre 2016

[Rubrica:TeenReview#53] Recensione - I Dissidenti di Sara Zelda Mazzini


Buon pomeriggio lettori! Buon sabato e buon fine settimana. Fra scioperi e alternanza scuola-lavoro finalmente ho potuto portarmi avanti con le letture. Il libro di cui vi andrò a parlare oggi è stato (per me) un'avventura, e non solo in senso figurativo.
"In un presente parallelo, in cui l’ideale della trasgressione vige in qualità di morale imperante, è in corso una guerra tanto invisibile quanto spietata. Mentre gli uomini lasciano le proprie famiglie per non farvi più ritorno, le donne si contendono i pochi rimasti, innalzando barriere di invalicabile rivalità. È un’era di anticonformismo a tutti i costi, in cui il nemico da combattere si identifica inevitabilmente con una comunità di individui ordinari, guidati dall’ex stella del rock americano Syd Duncan, che vive secondo valori tradizionali come il lavoro manuale, rifiutando la celebrità. Madena, detta Mad, vive sospesa tra la ricerca di risposte a continue e pressanti domande e i bisogni di una famiglia ingombrante, composta dalla madre vedova, la zia e il fratellino Josh. Inquieta e solitaria, ha un unico vero amico nella bizzarra figura di Gino, camionista che si è stabilito in un’area di servizio lungo l’Autostrada del Sole, trovandovi tutto ciò che si potrebbe mai desiderare nel mondo occidentale.La ricerca di Mad la condurrà a Volterra, dove, tra le rovine di un vecchio manicomio, il destino ha già installato un oscuro personaggio: Loki il Funestatore. In mezzo ai Dissidenti di Syd Duncan, Mad trova finalmente un luogo che può chiamare casa, ma il male non tarderà a rivelarsi anche in questo luogo e l’inevitabile approfondirsi del rapporto con Loki farà emergere incubi ancestrali dal fondo della sua coscienza, portando alla luce un antico mistero."
"I Dissidenti" è un romanzo incentrato indirettamente sul destino.
E neanche a farlo apposta durante la lettura di questo libro il destino mi ha ostacolato molte volte: pensate che ho perso il kobo su cui stavo leggendo il romanzo, una volta ritrovato il kobo dopo nemmeno una settimana si è rotto e ne ho dovuto ordinare un altro. Era proprio destino che lo dovessi cambiare.
Anyway, chiudiamo questa parentesi sulla mia sfortunata esistenza e parliamo del libro.
Come ho già detto. "I Dissidenti" è un romanzo incentrato indirettamente sul destino.
Perchè indirettamente vi starete chiedendo.
Questo romanzo è un distopico; però, mentre ad esempio in Hunger Games o in Divergent, la distopia
è vista come una coprotagonista delle vicende dei personaggi, in questo libro la distopia è come se fosse solo un personaggio di passaggio che stende la propria vernice sulla tela dove si andrà a svolgere l'intera storia. Infatti per la maggior parte del libro la guerra verrà trattata pochissimo. Verrà, invece, trattata in modo molto approfondito la psiche di ogni singolo personaggio, cosa che ho molto apprezzato perché di solito quando leggo libri con una moltitudine di personaggi capita che ne sono approfonditi solo due o tre e gli altri fungono solo da belle statuine.
Vedremo i personaggi affrontare le proprie lotte interiori, uscirne vincitori o vinti, vivere o morire.
La musica ha una funzione molte importante per tutta la storia.
Badate bene, non viene citata solo per accompagnare le vicende o per arricchire di contenuto il romanzo.
La musica funge da arma, da nemico da uccidere ma contemporaneamente è una via di salvezza, un tuffo nel passato.
La cosa che mi è piaciuta di più è come il lettore sia trasportato all'interno del libro e non sappia neanche lui cosa sia vero e cosa sia solo frutto dell'immaginazione dei personaggi.
E' stupefacente quante cose ci siano dentro un solo romanzo e come alla fine si ricongiungano tutte negli ultimi due capitoli del libro.
"In effetti, adesso che posso guardare alla cosa con occhi nuovi, mi accorgo come il mondo fuori ci abbia addestrati a pensare che sia nostro diritto non provare alcuna forma di dolore."

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